Mi chiamo Francesco ed oltre ad essere un grande appassionato di Star Wars sono un padre di famiglia, che ama i suoi figli e sogna per loro un futuro diverso. Ho deciso di fondare l’associazione Bosco Che Ulula perché voglio lasciare loro un mondo migliore di come io l’ho trovato – citando la celebre frase di Robert Baden-Powell, fondatore dello scoutismo -. Correva l’anno 2019 e Bosco Che Ulula n
on esisteva ancora: precisamente ero in Norvegia, in vacanza con la mia famiglia. Doveva essere un viaggio spensierato, ma qualcosa ha iniziato a muoversi dentro noi…
Ti sarà capitato che dopo qualche ora a spasso per le vie della tua città sentissi il bisogno di lavarti le mani…
O per lo meno avessi la percezione di averle sporche e che i tuoi capelli apparissero un po’ più unti e dovessi lavarli frequentemente…
Ecco: in Norvegia tutte queste sensazioni non le percepivamo e anzi: stando lassù ci siamo accorti della differenza qualitativa dell’aria che respiravamo! Questa sensazione non la avvertivamo soltanto nella cittadina di Bodø – 55000 persone, sopra il circolo polare artico – ma anche nella capitale Oslo: città con una ben più alta densità di popolazione, palazzi e mezzi circolanti. Di ritorno da quel viaggio abbiamo pensato molto alle differenze tra la Norvegia e l’Italia. In noi sono sorte domande importanti e la volontà di arrivare a risposte concrete ci ha condotto ad analizzare un fattore che fino a quel momento avevamo trascurato: GLI ALBERI!
“Mah sì, dai… È ovvio… La Norvegia è un territorio per la maggior parte selvaggio, dove la natura ha il sopravvento!”
Anche noi ci eravamo dati quell’iniziale risposta: ma poi siamo andati più in profondità. La Norvegia è sì verdissima e piena di alberi e densa di Natura, è vero. Ma l’uomo ha saputo evolversi nel rispetto della Natura stessa: salvaguardando gli alberi e lasciando ampie porzioni di verde all’interno delle città. Da quel momento l’idea di rimboscare il mondo si è radicata in me ed ho iniziato ad interessarmi sempre di più al problema del climate change e della salvaguardia del nostro pianeta Terra. Non vedevo l’ora di agire: stanco di quella sensazione di sporco che mi portavo appresso dopo ogni camminata nel centro della mia città di Ancona. Di fronte a me vedevo solo opportunità per migliorare gli standard della realtà in cui viviamo! Nel frattempo però arriva il 2020…
Anno bisesto anno funesto, dicevano. Nonostante la pandemia globale e il lavoro di tutti i giorni, ho intrapreso gli studi per acquisire la qualifica universitaria di educatore professionale socio-pedagogico ed in seguito anche un corso di perfezionamento in educazione ambientale e sviluppo sostenibile: ultimato a marzo del 2022! Questo percorso di crescita personale mi aiuta a definire meglio gli ambiti entro i quali concentrare le mie forze: nascono così i tre pilastri che daranno vita all’associazione Bosco Che Ulula.
• Educazione Ambientale;
• Rimboschimento;
• Economia Circolare. Il pensiero che mi accompagna nello sviluppare questi tre concetti è che voglio essere uno strumento concreto del fare, ed agire in prima persona per salvaguardare il mio pianeta! Bosco Che Ulula nasce ufficialmente a febbraio 2022 quando parlo di questo progetto ad altre tre persone; legate tutte dall’invisibile filo della vita all’aria aperta, dei valori dello scoutismo e dal profondo rispetto verso la Natura!