12/05/2026
๐ด Banchinamento del Molo Clementino: un'altra stangata al progetto
โ๏ธ Ancora una volta il progetto del Molo Clementino mostra tutta la sua debolezza.
E non lo dicono solo i partiti, i cittadini, i comitati, le associazioni e quanti da anni sollevano dubbi e criticitร : lo dice ora, in modo inequivocabile, anche il parere del Ministero della Cultura.
Un ulteriore riscontro che conferma ciรฒ che era chiaro fin dallโinizio: questo intervento fa acqua da tutte le parti.
Si รจ cercato da sempre di presentare il Molo Clementino come una grande occasione per Ancona, ma la realtร continua a restituire unโimmagine molto diversa.
Ogni passaggio evidenzia problemi, ogni nuova osservazione mette in luce incongruenze, ogni documento ufficiale aggiunge nuovi interrogativi invece di fornire certezze.
E quando persino un parere ministeriale parla di criticitร , di insufficienze, di rendering poco realistici e di necessitร di ulteriori integrazioni, diventa sempre piรน difficile continuare a raccontare questa operazione come un progetto solido, trasparente e realmente utile alla cittร .
Il punto, infatti, non รจ solo urbanistico o tecnico.
Il punto รจ politico e civile.
Qui si sta parlando di unโopera che, per come รจ stata pensata e portata avanti, sembra rispondere molto piรน alla logica del profitto che a quella dellโinteresse pubblico.
Si continua a insistere su volumetrie, funzioni, rendite e operazioni immobiliari, mentre restano sullo sfondo le domande vere: che cosa guadagna davvero Ancona? Che cosa guadagnano i cittadini? Quale beneficio concreto, diffuso e duraturo porterร questo intervento alla cittร , al suo paesaggio, alla sua vivibilitร , alla sua identitร ?
A guardare come รจ stato da sempre impostato lโintero iter, il sospetto che il Molo Clementino sia stato solo concepito piรน come occasione speculativa che come progetto urbano condiviso non solo resta, ma si rafforza.
Si vorrebbe una cittร chiamata ad accettare unโoperazione calata dallโalto, complessa da giustificare, problematica da integrare nel contesto, e soprattutto incapace di dimostrare in modo convincente la propria utilitร collettiva.
E quando si arriva a dover correggere, integrare, riscrivere, rivedere e motivare continuamente, significa che il problema non รจ nei dettagli: รจ nellโimpianto complessivo.
Chi รจ contrario da sempre, o anche solo profondamente dubbioso, non lo รจ per ideologia.
Lo รจ per buon senso.
Perchรฉ Ancona non ha bisogno di operazioni opache, nรฉ di progetti che sembrano pensati per pochi e pagati, in termini ambientali, urbani e sociali, da tutti.
Ha bisogno di scelte coerenti con la cittร vera, con il suo porto, con il suo centro, con i suoi abitanti, con il diritto a uno sviluppo equilibrato e non imposto.
Ha bisogno di interventi che migliorino davvero la qualitร urbana e non la compromettano in nome di interessi privati mascherati da modernizzazione.
Per questo il parere del MiC pesa molto.
Non chiude la questione, ma la rende ancora piรน evidente.
Il Molo Clementino non convince perchรฉ continua a presentarsi come un'opportunitร mentre produce solo nuovi dubbi e sicuri danni alla salute degli anconetani.
E ogni nuovo dubbio conferma la sensazione che, dietro la retorica del rilancio, ci sia un progetto nato storto, difeso male e costruito peggio.
Ancona merita altro: piรน trasparenza, piรน ascolto, piรน visione pubblica, meno propaganda e meno operazioni pensate per fare profitto sulla pelle della cittร .
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๐๐๐๐ฃ๐ก๐ช๐๐ ๐๐ช๐๐๐ฆ๐ช๐๐ง๐๐ฃ๐
ex Consigliere comunale di Ancona
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https://gianlucaquacquarini.wordpress.com