NO Biodigestore Anagni

NO Biodigestore Anagni Il futuro della nostra città, della nostra terra e dei nostri figli è stato svenduto. NO AL BIODIGESTORE DI ANAGNI! NO BIODIGESTORE DI ANAGNI!

PERCHÉ NO
Le ragioni del NO al biodigestore sono il frutto di studio e analisi svolta con senso di responsabilità. Il nostro non è un NO all’imprenditoria, non è un NO alla tecnologia, non è un NO all’economia circolare. Il nostro è un NO al progetto di questo specifico impianto, il quale non apporta benefici alla comunità e che non deve essere realizzato nel nostro territorio, già mortificato dal

le politiche urbane del passato e del presente. NON È UN’OPERA PUBBLICA
Questo impianto non è un’opera pubblica, ma è destinato esclusivamente ad alimentare un progetto imprenditoriale privato, con il beneplacito della politica provinciale e comunale. Questo impianto non serve alla comunità per risolvere il problema dello smaltimento dell’umido, ma serve esclusivamente ad un privato per produrre energia elettrica da impiegare nella propria azienda. Trattare 84.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici con un impianto di biodigestione in una città che ne produce 2.000, in una Provincia che non arriva a produrne 40.000, significa segnare per sempre la città di Anagni e la Valle del Sacco intera. SIAMO IN AREA SIN
L’impianto sorgerebbe nella porzione di territorio di Anagni inserita nel perimetro SIN (Sito di interesse nazionale per le bonifiche del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee), cioè un’area considerata altamente critica per l’inquinamento dei suoli e delle acque da necessitare di un intervento dello Stato per ripristinare una condizione ambientale accettabile. Inoltre si troverebbe a ridosso di ben tre industrie ad elevato rischio di incidente, secondo la cosiddetta Legge Seveso: la Brenntag (ex Romana Chimici), la distilleria Bonollo e la Arkema (ex Oxido). Con il processo di biodigestione si produce gas che viene trasformato successivamente in energia elettrica: dunque un impianto che potrebbe aggiungere nuove criticità a criticità già esistenti e certificate. L’ALTERNATIVA ESISTE
Il piano rifiuti del Lazio prevede una gestione dei rifiuti secondo un principio di “prossimità” ed un approccio “multilivello”. Ciò significa che i rifiuti non andrebbero smaltiti tutti in un unico luogo, ma andrebbero trattati con sistemi differenziati e di prossimità, con l’accordo sociale e con l’analisi responsabile delle criticità ambientali. LA VALLE DEL SACCO HA GIÀ DATO
In un territorio martoriato, che ha già dato troppo in termini di inquinamento, di consumo del suolo, di malattie e di vite umane, noi diciamo NO.

Indirizzo

Anagni

Sito Web

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