Forum Donne Amelia

Forum Donne Amelia Sportello d'ascolto, Bottega delle donne tessitrici, Comitato per "Barbara Corvi" di telefono 0744 240845 h24

L'associazione Forum Donne Amelia gestisce il Centro Anti Violenza Barbara Corvi e risponde al n.

25/08/2026
Ancora e ancora!!!
19/08/2026

Ancora e ancora!!!

giorni, 4 femminicidi!!!

Ma secondo la destra italiana il patriarcato non esiste!!!

E' una lotta infinita fra dominio e relazione.

Tra patriarcato e futuro.

Scegliere da che parte stare ed educare alle relazioni è una responsabilità collettiva.

Che può salvare vite.

Cosa aspettiamo?!!!


Repost Damiano Rizzi

13/06/2026

Questa mattina, alla vigilia dei suoi 86 anni, ci ha lasciate Luisa Muraro, tra le più importanti protagoniste del femminismo italiano e voce autorevole del pensiero della differenza sessuale.

Filosofa, traduttrice, cofondatrice insieme a Lia Cigarini della Libreria delle donne di Milano e della comunità filosofica Diotima, Muraro ci consegna una preziosa e feconda eredità intellettuale sulla libertà femminile e la relazione politica tra donne, radicate nella valorizzazione delle genealogie materne. Contro un ordine simbolico dominato dal neutro maschile, Muraro ne ha rovesciato il segno, invitandoci a cercare nella madre la radice di senso e il fondamento di un’esistenza femminile libera, non secondaria al modello maschile.

Nelle sue opere – da “La signora del gioco", “Maglia o uncinetto” a “L'ordine simbolico della madre”, fino ai numerosi interventi e articoli sulla politica delle donne – Muraro ci lascia un patrimonio di saperi, parole ed elaborazioni che ha inciso sul pensiero e sulle pratiche politiche di più generazioni, pur nelle controversie e nelle distanze che la sua opera ha suscitato all’interno dei femminismi e dei transfemminismi.

Con riconoscimento e gratitudine.

05/06/2026

“𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗶?”
🎥 Questa è la domanda della quinta e ultima puntata della prima stagione di Maschili Possibili.

Spesso ci hanno insegnato a pensare l’amore come vicinanza costante, bisogno, appartenenza. Ma rispettare la libertà dell’altra persona significa qualcosa di diverso.

Significa riconoscere che chi amiamo ha desideri, spazi, relazioni, scelte e percorsi che non ci appartengono. Significa fidarsi, ascoltare, accettare che una relazione non si costruisce sul controllo ma sul rispetto reciproco.

Perché amare non vuol dire trattenere.
Vuol dire lasciare che l’altra persona sia libera di essere sé stessa.

💬 Per te cosa significa rispettare davvero la libertà della persona che ami?
Scrivicelo nei commenti 👇

Video di Lorenzo Bernardini

02/06/2026

2 giugno 1946 – 2 giugno 2026

80 anni dal voto delle donne e dalla nascita della Repubblica

Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali per scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente.
Fu un passaggio storico che cambiò per sempre il volto del nostro Paese: le donne, dopo gli anni della guerra, della Resistenza e delle privazioni, divennero finalmente cittadine a pieno titolo, protagoniste della vita democratica italiana.

Quel voto non rappresentò soltanto una conquista politica, ma anche un’emozione collettiva, una presa di parola, un gesto di dignità e libertà. Molte donne ricordarono per tutta la vita il silenzio della cabina elettorale, la scheda stretta tra le mani, la consapevolezza di “contare” finalmente come gli uomini.

Anche l’Umbria visse intensamente quella stagione di partecipazione.
La nostra regione votò in modo nettamente favorevole alla Repubblica, grazie alla forte presenza antifascista, al movimento operaio, al mondo contadino e alla straordinaria partecipazione femminile.
A Terni, città operaia segnata dalla guerra e dai bombardamenti, molte donne avevano lavorato nelle fabbriche e sostenuto la rete clandestina antifascista: il voto del 1946 fu vissuto come una naturale prosecuzione della Resistenza.
Nelle campagne umbre, invece, tante donne raggiunsero i seggi a piedi o in bicicletta, spesso con gli abiti della festa, vivendo per la prima volta un’esperienza piena di cittadinanza e partecipazione pubblica.

Quella stagione aprì anche la strada alla rappresentanza politica femminile umbra. Tra le figure simbolo di quegli anni vi fu Elsa Damiani Prampolini, sindaca di Spello e tra le prime donne sindaco d’Italia.

L’Umbria espresse inoltre una delle 21 Madri Costituenti: Elettra Pollastrini, eletta nelle liste del PCI nel collegio Perugia-Terni-Rieti. Antifascista, partigiana, deportata e protagonista della Resistenza, contribuì ai lavori dell’Assemblea Costituente portando con forza i temi della dignità del lavoro femminile, della maternità e della tutela dell’infanzia. Nel dibattito costituzionale sostenne la necessità che le condizioni di lavoro garantissero non solo la parità salariale, ma anche una “speciale e adeguata protezione” per le madri e i bambini.

Ricordare oggi quell’80° anniversario significa custodire la memoria di quelle donne che, con coraggio e determinazione, hanno aperto la strada ai diritti e alla democrazia di cui ancora oggi siamo responsabili.
La Repubblica italiana nasce anche dalle loro mani, dal loro sguardo, dalla loro presenza nei seggi elettorali.

26/05/2026

Gli stereotipi funzionano così 👇🏼

26/05/2026

👉🏼 Quarto episodio per

20/05/2026

Grazie Lorenzo Gasparrini

18/05/2026

Il terzo episodio di “Maschili Possibili”

È un problema mio

Sabato in piazza a Terni
15/05/2026

Sabato in piazza a Terni

Una piazza per Fatiha

📌SABATO 16 MAGGIO ORE 17.30 - PIAZZA DELLA REPUBBLICA, Terni

Ci sono momenti in cui una città deve fermarsi, ritrovarsi e guardarsi negli occhi.

Per questo la Casa delle Donne, insieme alle amiche e ai familiari di Fatiha, chiama la cittadinanza a scendere in piazza per manifestare vicinanza, dolore e rabbia.
Fatiha El Afghani si trova in ospedale in condizioni critiche dopo essere stata aggredita, sabato 9 maggio, con una violenza feroce dal marito.
L’uomo era stato allontanato dalla casa familiare con l’applicazione del braccialetto elettronico per precedenti maltrattamenti.
C’è una comunità intera che non vuole restare in silenzio.

Scendiamo in piazza con rabbia e con dolore, per ribadire con forza che la violenza contro le donne riguarda tutte e tutti.

Riguarda il modo in cui viviamo le relazioni, il linguaggio che usiamo, l’attenzione che prestiamo ai segnali della violenza e la responsabilità collettiva di non voltarci dall’altra parte.
Costruiamo una comunità più giusta, consapevole e capace di agire di fronte alla violenza di genere.
Prendiamo parola, portiamo i nostri corpi, apriamoci all’ascolto.

Perché nessuna violenza sia mai considerata normale o inevitabile.
Per Fatiha.
Per tutte le donne.
Libere di essere, libere di vivere. Sempre.

Indirizzo

Via La Valle 1
Amelia

Telefono

3346042156

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