02/06/2026
2 giugno 1946 – 2 giugno 2026
80 anni dal voto delle donne e dalla nascita della Repubblica
Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali per scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente.
Fu un passaggio storico che cambiò per sempre il volto del nostro Paese: le donne, dopo gli anni della guerra, della Resistenza e delle privazioni, divennero finalmente cittadine a pieno titolo, protagoniste della vita democratica italiana.
Quel voto non rappresentò soltanto una conquista politica, ma anche un’emozione collettiva, una presa di parola, un gesto di dignità e libertà. Molte donne ricordarono per tutta la vita il silenzio della cabina elettorale, la scheda stretta tra le mani, la consapevolezza di “contare” finalmente come gli uomini.
Anche l’Umbria visse intensamente quella stagione di partecipazione.
La nostra regione votò in modo nettamente favorevole alla Repubblica, grazie alla forte presenza antifascista, al movimento operaio, al mondo contadino e alla straordinaria partecipazione femminile.
A Terni, città operaia segnata dalla guerra e dai bombardamenti, molte donne avevano lavorato nelle fabbriche e sostenuto la rete clandestina antifascista: il voto del 1946 fu vissuto come una naturale prosecuzione della Resistenza.
Nelle campagne umbre, invece, tante donne raggiunsero i seggi a piedi o in bicicletta, spesso con gli abiti della festa, vivendo per la prima volta un’esperienza piena di cittadinanza e partecipazione pubblica.
Quella stagione aprì anche la strada alla rappresentanza politica femminile umbra. Tra le figure simbolo di quegli anni vi fu Elsa Damiani Prampolini, sindaca di Spello e tra le prime donne sindaco d’Italia.
L’Umbria espresse inoltre una delle 21 Madri Costituenti: Elettra Pollastrini, eletta nelle liste del PCI nel collegio Perugia-Terni-Rieti. Antifascista, partigiana, deportata e protagonista della Resistenza, contribuì ai lavori dell’Assemblea Costituente portando con forza i temi della dignità del lavoro femminile, della maternità e della tutela dell’infanzia. Nel dibattito costituzionale sostenne la necessità che le condizioni di lavoro garantissero non solo la parità salariale, ma anche una “speciale e adeguata protezione” per le madri e i bambini.
Ricordare oggi quell’80° anniversario significa custodire la memoria di quelle donne che, con coraggio e determinazione, hanno aperto la strada ai diritti e alla democrazia di cui ancora oggi siamo responsabili.
La Repubblica italiana nasce anche dalle loro mani, dal loro sguardo, dalla loro presenza nei seggi elettorali.