26/07/2026
La fede in Sant'Anna ad Altofonte ha radici lontanissime, ma la sua storia è tutt'altro che statica. È un racconto di come la devozione si sia evoluta e rafforzata nel tempo, adattandosi ai cambiamenti della comunità.
Inizialmente legati ai monaci e alla venerazione di Santa Maria d'Altofonte, gli abitanti del nostro paese videro la loro attenzione devozionale virare quando questi si trasferirono al monastero di Roccamadone a Messina. Fu allora, con l'istituzione della Parrocchia nel 1768 e l'arrivo dei sacerdoti secolari, che il culto di Sant'Anna prese definitivamente il sopravvento. Dal 1777 in poi, i nuovi pastori della comunità non solo onorarono la nuova patrona, ma promossero con fervore la venerazione dello splendido simulacro di Sant'Anna e della Vergine. Quest'opera d'arte, nata nella bottega dell'Occhipinti, divenne subito il cuore pulsante della devozione locale.
Il simulacro fece un viaggio significativo prima di trovare la sua casa definitiva. Dalla Ca****la della Casa Alfonsetta, fu portato in processione attraverso le vie del paese, fino a essere stabilmente collocato nella Chiesa Madre, dove risiede ancora oggi, custode silenzioso di secoli di fede.
Ma la venerazione, sebbene profonda, attese ancora un po' prima di diventare "ufficiale". Accadde il 15 maggio 1819, quando un documento formale della Sacra Congregazione dei Riti sancì definitivamente il patronato di Sant'Anna su quello che allora era conosciuto come Parco. Un momento chiave, che spostò la gestione del culto dalla Confraternita delle Cinque Piaghe direttamente nelle mani del Comune. Questa decisione non fu casuale: servì a dare alle celebrazioni in onore di Sant'Anna una solennità e un'importanza ancora maggiori, cementando indissolubilmente il legame tra la santa e l'intera comunità di Altofonte.
Buona festa di Sant'Anna a tutti i parchitani!