Comitato per la pace-Altamura

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Anche il Comitato di Altamura aderisce tramite la rete regionale dei comitati per la pace.
31/05/2026

Anche il Comitato di Altamura aderisce tramite la rete regionale dei comitati per la pace.

LE ASSOCIAZIONI PUGLIESI CHIEDONO L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DI DOMENICO CENTRONE E DINA ALBERIZIA FERMATI IN LIBIA

Le associazioni pugliesi impegnate nella difesa della pace, dell’accoglienza, dei diritti umani e a sostegno del popolo palestinese esprimono profonda preoccupazione e indignazione per l'arresto in Libia dei nostri concittadini Domenico "Nico" Centrone, proveniente da Molfetta, e Leonarda "Dina" Alberizia, originaria di Foggia. Proprio dalla Libia è rientrata a Bari Sara Suriano, attivista andriese facente parte del gruppo base del Land Convoy, attaccato e sgomberato con la forza in circostanza ancora poco chiare e costretto a rientrare per motivi di sicurezza.

I due attivisti facevano parte del Land Convoy della Global Sumud Flotilla, missione internazionale umanitaria e nonviolenta nata con l’obiettivo di rompere il blocco illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare solidarietà concreta alla popolazione palestinese stremata da anni di guerra, fame e devastazione.

Il convoglio avrebbe dovuto raggiungere Gaza passando dal valico di Rafah, ma è stato bloccato in territorio libico, dove, oltre a Nico e Dina, altri otto partecipanti internazionali risultano trattenuti dalle autorità e dalle milizie locali in circostanze ancora poco chiare e fortemente allarmanti.

Chiediamo con forza:
- l’immediata liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia;
- il rispetto della loro incolumità fisica e dei loro diritti fondamentali;
- un intervento urgente del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e di tutte e tutti i rappresentanti pugliesi nel Parlamento italiano e presso la Commissione e il Parlamento europeo affinché venga garantito il rientro in sicurezza e nel più breve tempo possibile;
- una presa di posizione chiara delle istituzioni italiane ed europee contro ogni forma di repressione nei confronti delle missioni umanitarie e di pace.

Domenico e Dina sono cittadini impegnati nella solidarietà internazionale, nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace. Colpire loro significa colpire il diritto dei popoli alla solidarietà, alla cooperazione e alla testimonianza nonviolenta. Colpire loro vuol dire rendersi complici del genocidio del popolo palestinese.

In un tempo segnato dall’orrore della guerra e dalla tragedia umanitaria che continua a consumarsi a Gaza e in modo estremamente cruento anche in Libano, non possiamo restare in silenzio davanti a chi tenta di fermare con la forza iniziative pacifiche e umanitarie.

Invitiamo associazioni, movimenti, amministrazioni locali, forze sociali e singoli cittadini e cittadine a mobilitarsi per chiedere libertà e protezione per tutti gli attivisti coinvolti e la fine delle guerre portate avanti in Medio Oriente da parte di Israele e Stati Uniti.

Libertà per Domenico Centrone e Dina Alberizia!

Basta guerra, basta blocchi, basta repressione.

Adesioni:
(per aderire: [email protected])

Abusuan - Alma Terra - ANCHENOI - ANPI Puglia - ANPI sezione di Molfetta - APS Giraffa - ARCI Puglia - Associazione delle chiese evangeliche battiste di Puglia e Basilicata - Associazione Fornello Altamura - Associazione Italia-Palestina - AUSER Altamura - AVS Bari - Centro Studi Torre di Nebbia – Ciclomurgia - Circolo delle Formiche - COBAS Puglia – Collettivo Operaio Mo Avast! - Comitato Altamura per la Pace - Comitato La Società Civile Foggia - Comitato Io Accolgo Puglia - Comitato a difesa del diritto internazionale in Terra di Palestina - Comitato Art. 11 L'Italia ripudia la guerra - Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Comunità palestinese di Puglia e Basilicata - Cooperativa sociale UNSOLOMONDO - DigiunoGaza - Digiuno di Giustizia in solidarietà con i Migranti - Disarma Terra - Distretto Agro ecologico delle Murge e del Bradano - Donne in Nero Bari – Donne in Nero Monopoli - Emergency Puglia e Basilicata - Etnie APS Ets - EUGEMA - Gruppo Educhiamoci alle Pace - Gruppo Lavoro Rifugiati Ets - La Casa del Popolo Bari - La Giusta Causa - Laverdevia - Legambiente Puglia- LIBERA Puglia – MEIC Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Puglia - Migrantes Arcidiocesi Bari-Bitonto - Missionari Comboniani - Movimento dei Focolari Puglia - Movimento La Corrente Terlizzi - Movimento Nonviolento Puglia - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Origens Ets - PeaceLink - PERIPLO - Rarovet aps - Rifondazione Comunista di Puglia e provincia di Bari - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia – Rete dei Punti Pace Pax Christi di Puglia - Rete delle donne costituenti Puglia - Rete Puglia – Squola Senza Confini Penny Wirton Bari - Stella Maris Bari - UDS Puglia – UDU Bari – UDU Link Foggia - UGS Bari - USB Puglia – Venerdì Libertario - Zona Franka

27/05/2026
02/05/2026

1 Maggio 2026 a Santeramo, con ANPI Altamura - Ba , a sostegno delle lavoratrici e lavoratori della Natuzzi che sono in sciopero da una settimana perché rischiano il posto di lavoro in seguito alle scelte aziendali che hanno deciso la chiusura di due stabilimenti in zona.
Insieme alle istituzioni, i sindacati, i partiti, i giovani studenti in gruppi organizzati e singoli cittadini. Ognuno deve fare la propria parte.

Qualcuno andrà anche a Taranto per il Concerto maggio a Taranto , libero e pensante.

-"The heartbeat of the land", 40', Palestina, 2025Giovedì 9 Aprile ad Altamura presso Ex Monastero Santa Croce, una sera...
31/03/2026

-"The heartbeat of the land", 40', Palestina, 2025

Giovedì 9 Aprile ad Altamura presso Ex Monastero Santa Croce, una serata di incontro e riflessione collettiva con la proiezione de "Il battito della terra" .
Il documentario racconta il viaggio di Solidaria Barinin Cisgiordania attraverso l’ascolto delle voci delle persone palestinesi incontrate nel corso delle visite a diverse cooperative agro-ecologiche parte della rete del Popular Art Centre (PAC).

Un racconto costruito a partire dagli incontri, dalle pratiche quotidiane e dalle relazioni, che restituisce uno sguardo dal basso sulla vita nei territori occupati e sulle forme di Resistenza che attraversano il lavoro agricolo, la cultura e il senso di comunità in Palestina.
Il documentario è prodotto da Solidaria in collaborazione con Popular Art Centre e Sfruttazero - autoproduzioni fuorimercato

Insieme alla proiezione, continua la Campagna di sostegno all'agroecologia e al lavoro in autogestione promossa da Autogestione in Movimento - Fuorimercato che attraverso la distribuzione della salsa SfruttaZero supporta l'agricoltura contadina palestinese.

Da ogni fiume a ogni mare, Palestina libera 🇵🇸

Come una rosa, caparbia, che resiste all'appassimentoinvoca, Gaza, una vita ostinataforse un antico stupore,cresce tra l...
08/03/2026

Come una rosa, caparbia, che resiste all'appassimento
invoca, Gaza, una vita ostinata
forse un antico stupore,
cresce tra le case in macerie
e fioriscono sulle spalle degli uomini, obliati versi d'amore
il mare recita orazioni di devozione ed eternità
tornerà Gaza,
a ricamare ancora i suoi sogni.

Dunya al-Amal Ismail
La rosa di Gaza

Chi non ripudia la guerra è fuori-legge!Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente il...
04/03/2026

Chi non ripudia la guerra è fuori-legge!

Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo f***e passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale.

Ci duole ripeterlo ma “chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”.

Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani.

Mentre a Gaza e in Cisgiordania continua il genocidio e la persecuzione del popolo palestinese, dopo i bombardamenti americani nello Yemen nel marzo 2025, in Iran contro i siti nucleari nel giugno 2025, in Qatar contro la leadership di Hamas nel settembre 2025, in Siria e in Nigeria nel dicembre 2025, questa guerra conferma la volontà di Israele e Stati Uniti di imporre la legge della forza sulla forza della legge.

Chi ha sferrato questa nuova guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna, è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione ai sensi dello Statuto di Roma.

Il regime iraniano – come tutti i sistemi autocratici e dittatoriali - va contrastato con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui oggi disponiamo. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile.

Marco Mascia, Presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” – Università di Padova

Flavio Lotti, Presidente Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace

28 febbraio 2026

04/03/2026

Condanna degli attacchi militari e sostegno alla popolazione iraniana e al movimento Donne Vita Libertà da parte della Rete Italiana Pace Disarmo La Rete italiana Pace e Disarmo di cui fa parte anche la Glam, la Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in It...

Domenica 1 marzo ci vediamo in Piazza Duomo ad Altamura, dalle ore 9:00 fino alle 21:00, per depositare ai piedi di una ...
27/02/2026

Domenica 1 marzo ci vediamo in Piazza Duomo ad Altamura, dalle ore 9:00 fino alle 21:00, per depositare ai piedi di una croce (come quella piantata nel 2023 sulla spiaggia di Cutro) 94 paia di scarpe a memoria dei 94 morti del naufragio, di cui 35 minori; a memoria delle decine di migliaia di migranti morti in mare.
Chi vuole porti un paio di scarpe, di qualsiasi misura, da depositare in Piazza, o un fiore, o un messaggio.
Tutte le scarpe in buono stato, utilizzate per questa iniziativa, a fine giornata verranno donate a chi ne ha bisogno.
Facciamo memoria per non dimenticare, ma soprattutto per cambiare.

La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia con a bordo 200 persone circa naufragò non lont...
24/02/2026

La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia con a bordo 200 persone circa naufragò non lontano dalla riva del litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone.
Morirono 94 migranti, di cui 35 bambini, imprecisato il numero di dispersi.
Non fu colpa del mare. Né tantomeno dei migranti che avevano deciso di partire, come ci viene spesso raccontato.
Erano a pochi metri dalla riva, ma c'era la distanza creata da scelte politiche securitarie che criminalizzano la migrazione, controllano le frontiere non per soccorrere, ma per respingere, lasciano in balia delle onde i più fragili che, in quella e in tante altre notti, potevano essere salvati.
L'alba di Cutro è il simbolo di un sistema che considera sacrificabili le vite degli uomini in nome del controllo dei sacri confini di patria. E sacrificabili i principi di solidarietà umana e quelli della dichiarazione universale dei diritti umani.
È una tragedia per la quale non bisogna smettere di chiedere verità e giustizia.
Per questo Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE si sono costituite parte civile per chiedere verità e giustizia e per supportare le famiglie delle vittime in questa richiesta.
Per garantire il diritto di informare e quello di essere informati, come impongono l’art. 21 della Costituzione e l’articolo 6 della Cedu sul diritto di cronaca e il diritto al “giusto processo”, le ONG hanno depositato la richiesta di poter registrare le udienze da parte dei media. Il collegio giudicante ha deliberato che registrazioni e riprese delle udienze saranno garantite solo tramite le attrezzature in uso al tribunale e che i giornalisti che volessero acquisirle dovranno fare una richiesta, che “semmai” verrà autorizzata dal Tribunale.
Amnesty International Italia sarà presente in qualità di osservatore internazionale.
«La tutela della vita, il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare e il diritto internazionale devono essere la priorità e vanno rispettati, sempre, anche nel Mediterraneo centrale»
(fonte: mediterranearescue.org)

Tante sono le stragi che si consumano nel Mediterraneo e sulle frontiere. Il mare continua a restituirci corpi di persone annegate nel tentativo di scappare da guerre, violenze e deportazioni.
L’ultima restituzione è di questi giorni: corpi che tornano a riva, probabilmente dopo le traversate avvenute nel mese di gennaio 2026 a seguito del deliberato aggravarsi delle violenze in Tunisia.
Centinaia di persone sono partite da Sfax tra il 14 e il 21 gennaio, negli stessi giorni in cui nel Canale di Sicilia imperversava il ciclone “Harry”, rendendo le condizioni meteorologiche particolarmente avverse e difficoltoso poter stabilire delle rotte certe. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni Mediterranea, Refugees in Libya e Alarm Phone, "sarebbero state oltre dieci le imbarcazioni partite in quel periodo, per un totale stimato di almeno mille persone disperse in mare".
(fonte: mediterranearescue.org)
Vogliamo giustizia e la chiederemo fino a quando non sarà fatta.
Non dimentichiamo.
Nel 2023, a pochi giorni dalla strage di Cutro, molte persone di buona volontà si recarono sulla spiaggia in silenzio, portando fiori e gesti di rispetto. Non dimentichiamo Cutro, chiediamo albe diverse per la nostra umanità, albe di diritti, giustizia, solidarietà.
Nei prossimi giorni sono previste iniziative in tal senso, non mancate.

“Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni”
(Art.14 Dichiarazione Universale dei diritti umani)

ANPI Altamura - Ba, Mediterranea Alta Murgia, Comitato Altamura per la Pace, Associazione Fornello Odv, Caravan - Centro Interculturale

*FINALMENTE!**Dopo* due anni di massacri a Gaza, con un numero dei morti che ancora sarebbe da definire per via di tutti...
03/02/2026

*FINALMENTE!*

*Dopo* due anni di massacri a Gaza, con un numero dei morti che ancora sarebbe da definire per via di tutti i cadaveri che giacciono sotto un'infinità di macerie, da recuperare forse, chissà e quando, e contare...
*Dopo* una finta tregua, vieppiù una finta pace, che ha visto ancorai, bombardamenti da parte di Israele sulla striscia di Gaza con morti che vedono ancora tra le vittime bambini innocenti...
*Dopo* tutto e chissà quanto la storia ci restituirà, rispetto a questo genocidio in mondovisione, tocca forse dire: *FINALMENTE!*

Finalmente il nostro Comune e l'Amministrazione, facendo seguito alla raccolta di firme promossa nel 2024 dal Comitato Altamura per la Pace, alla prima richiesta depositata a Maggio 2025 dal consigliere Michele Loporcaro e poi alla mozione dello stesso, approvata nel Consiglio Comunale del 29 settembre 2025, alla presenza del Comitato, ha dato seguito concreto ed ha affisso, come segno di sostegno e partecipazione al dolore dei Gazawi, uno striscione sul palazzo comunale che recita: *ANCHE NOI SIAMO CITTADINI DI GAZA.*
Un atto dovuto, di civiltà e solidarietà, laddove Gaza rappresenta il simbolo di tutti i popoli oppressi nel mondo, un atto politico dunque l'affissione di questo messaggio, che arriva forse in ritardo rispetto alla tragedia che da oltre due anni si sta tutt'ora consumando e che cambia pochissimo...
Ma si sa, la macchina della burocrazia e a volte della democrazia, giunge spesso in ritardo, sfiancata, ma almeno giunge, seppur ad un piccolo segno, ad una piccola traccia in cui riconoscersi e su cui orientarsi per continuare a dirsi e a dire, ad urlare: *MAI PIÙ!*
Siamo tutti cittadini di Gaza, tutti facenti parte dell'unico popolo umano, che chiede e non smetterà di farlo, giustizia e pace.

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Altamura
70022

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