Il Circolo delle Formiche

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Il Circolo delle Formiche “La tragedia del Mezzogiorno è di non aver potuto spezzare il cerchio di corruttela che lo soffoca. E vuol dire di servitù politica. (Tommaso Fiore)

La maggior corruttela sta nel farsi servi e nel far gli altri servi”.

15/10/2026
Si diffonde la coscienza che, come si deve tener conto della legge fisica d’inerzia, così si deve riconoscere che solita...
13/10/2026

Si diffonde la coscienza che, come si deve tener conto della legge fisica d’inerzia, così si deve riconoscere che solitamente l’intelligenza e la capacità tecnica tendono a divenire potere, ed il potere tende a divenire prepotenza, conservazione, esclusione.
Si diffonde la persuasione che lo sviluppo tecnologico m***a un farraginoso vuoto nella misura in cui non ubbidisce a necessarie prospettive di vita.

Dove si stanno producendo in maggior numero bombe atomiche e strumenti di sterminio, nelle zone da cui rischia di scatenarsi la più inconsulta violenza, si sta diffondendo tra i giovani il rifiuto della violenza.

Ma la violenza più scopertamente aggressiva continua ad esplodere massiccia, micidiale, sempre più pericolosa. Fin dove si diffonde organicamente il salutare schifo verso il dare ragione a chi vince? Fino a che punto si va organicamente concretando l’alternativa a tutto quel groviglio di incomprensioni e ipocriti tradimenti, di problemi irrisolti che scoppiano e di pazzia distruttrice, di incoscienza e di furbizia, di disperazione e esaltazione, di terrore e odio, di volontà di sopravvivere e suicidio — il tutto ormai presentato per lo più sotto le insegne della pace —, in cui consiste la guerra?

Ci troviamo in una situazione di trapasso in cui è indispensabile aver chiaro che a una possibilità totale di sterminio dei mezzi di offesa, non potrà che corrispondere, per vivere, una morale — tanto a livello individuale che politico - nonviolenta.

Danilo Dolci "Ai più giovani", Feltrinelli, 1967.

«Occorre l'impegno continuativo, strategico, per la costruzione del mondo nuovo e la demolizione del superato, attenti a...
09/10/2026

«Occorre l'impegno continuativo, strategico, per la costruzione del mondo nuovo e la demolizione del superato, attenti a muovere le proprie forze in modo da suscitarne ovunque nuove: occorre una rivoluzione nonviolenta impegnata a eliminare lo sfruttamento, l'assassinio, l'investimento di energie in strumento di assassinio e promuovere reazioni a catena di nuova costruzione.
..Chi pensa la guerra sia la forma di 𝑠𝑢𝑝𝑟𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎, il 𝑚𝑜𝑑𝑜 di risolvere i contrasti, ha una visione ancora molto limitata dell'uomo e della umanità. Chi ha effettiva esperienza rivoluzionaria sa come per riuscire a cambiare una situazione deve fare appello, esplicitamente o meno, ad un livello morale, oltre che materiale, superiore a quello imperante; sa come l'appellarsi a principi più esatti, ad una morale superiore, divenga elemento di forza affettiva: e in questo modo la sua azione è rivoluzionaria anche in quanto contribuisce a creare una nuova capacità, nuova cultura, nuovi istinti: nuova natura dell'uomo.
Personalmente, sono persuaso che la pace si identifica con l'azione rivoluzionaria nonviolenta. Devo riconoscere che la lotta contro una situazione insana può condurre più vicino alla sanità - dunque alla pace - pur con altri mezzi: ma non posso non tener presente come la violenza, anche se diretta a fini generosi, ha ancora in sè il seme della mote».

Danilo Dolci "Cos'è la pace" - 1968

Se urgente è la presa di coscienza dei popoli, se è urgente che ognuno partecipi alla protesta  contro la pazzia  che mi...
08/10/2026

Se urgente è la presa di coscienza dei popoli, se è urgente che ognuno partecipi alla protesta contro la pazzia che minaccia l'esistenza di tutti, in tutte le forme possibili, le più attive possibili, ancora più importante della protesta è che l'umanità sappia e prepari non solo i tamponi, ma i modi e le strade per la costruzione di una pace duratura. (Pur tenendo presente il monito di Gandhi: «C'è sempre il rischio che, passata la coscienza diretta di un disastro, dopo che gli effetti del disgusto si siano dissipati, il mondo ritorni verso la violenza con rinnovato zelo»; pur tenendo presente che sempre più facilmente le bombe potranno essere costruite da privati).

Danilo Dolci - "Verso un Mondo Nuovo", 1964 Vedi meno

Il 16 e 17 ottobre 2026 il Circolo delle Formiche, in collaborazione con il Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, il Li...
06/10/2026

Il 16 e 17 ottobre 2026 il Circolo delle Formiche, in collaborazione con il Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, il Liceo "Cagnazzi" di Altamura, l'IISS "Tommaso Fiore" di Modugno, l'associazione Link e l'Agorateca Biblioteca di Comunità, organizza tre incontri per ricordare la figura di Danilo Dolci, il suo pensiero, la sua opera, la nonviolenza e il suo approccio maieutico. Quest'anno, in concomitanza con la Marcia della Gravina Altamura, programmata per il 24 ottobre 2026, il tema che si affronterà è quello della Pace e del Disarmo.

Si inizia la mattina del 16 ottobre a Modugno all'IISS "Tommaso Fiore" con la presentazione del libro "Il Professore e l'Architetto", curato da Giuseppe Dambrosio, edito da Libreria Dante & Descartes di Napoli.

Segue nel pomeriggio alle ore 18.30, all'Agorateca Biblioteca di Comunità di Altamura alle 18.30, la proiezione del film documentario di Alberto Castiglione "Danilo Dolci: Verso un mondo" a cui seguirà la discussione. "La marcia per la Pace e verso un mondo nuovo", che nel marzo del 1967 attraversò il Belice, e di cui il documentario raccoglie le immagini originali, assurge a simbolo di un percorso di lotta e rivendicazione e in cui la Sicilia diventa protagonista del proprio cambiamento.

Il 7 ottobre 2026 al Liceo "Cagnazzi" dalla 9.00 alle 13.00 si terrà un "Laboratorio Maieuitico" con gli studentie e le studentesse sul tema della Pace e della nonviolenza

QUEL “NO” CHE COSTÒ LA LIBERTÀ. Gli IMI ALTAMURANI nei l***r nazistiOggi «Giornata degli internati italiani nei campi di...
20/09/2026

QUEL “NO” CHE COSTÒ LA LIBERTÀ. Gli IMI ALTAMURANI nei l***r nazisti

Oggi «Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale», proprio il 20 settembre, con l'obiettivo di conservarne e trasmetterne la memoria.

Gli IMI furono circa 600-650 mila militari italiani catturati dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e deportati nei campi del Reich e nei territori occupati. La Germania nazista li classificò come Italienische Militärinternierte — Internati Militari Italiani — sottraendoli allo status ordinario di prigionieri di guerra. Una parte consistente di loro rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di continuare a combattere al fianco della Germania, pagando quella scelta con la prigionia, il lavoro coatto, la fame e, per molti, la morte.

La scelta del 20 settembre richiama il 20 settembre 1943, data in cui Hi**er modificò lo status dei militari italiani catturati da prigionieri di guerra a «internati militari».
É occasione per ricordare gli IMI di ALTAMURA e le testimonianze di alcuni internati militari ALTAMURANI

https://www.tommasofiore.it/blog/542-internati-militari
https://www.tommasofiore.it/?catid=28&id=509%3Aimi...

  PRIGIONIERI ALTAMURANI IMI (Internati militari italiani)   Nome Cognome Data di nascita     Luogo di nascita    Tipo di occupazione Data di Entrata Cattura Data di Uscita Rientro Numero di matricola e campo Abbrescia Nicola 17.6.1920...

C'è qualcosa di profondamente stridente nell'immaginare la Murgia vestita di mimetica. Da una parte c'è il territorio ch...
10/09/2026

C'è qualcosa di profondamente stridente nell'immaginare la Murgia vestita di mimetica. Da una parte c'è il territorio che da oltre vent'anni cerca di essere riconosciuto per ciò che è: un patrimonio naturale, paesaggistico, archeologico e culturale , il luogo dei pascoli, del grano, delle masserie, dei muretti a secco, delle lame e della pietra. Dall'altra c'è una Murgia che continua ad essere considerata anche un grande spazio disponibile per le esigenze militari.

…È in tale prospettiva che acquista significato la Marcia Gravina-Altamura del 24 ottobre 2026 per la pace. Non è soltanto una manifestazione contro la guerra lontana. È una domanda rivolta al nostro stesso territorio: che cosa vogliamo fare della Murgia? Vogliamo continuare a considerarla uno spazio nel quale tutto può essere collocato, poligoni, esercitazioni, infrastrutture, servitù? Oppure vogliamo finalmente considerarla un bene comune , con una vocazione precisa: la tutela della natura, l'agricoltura, la ricerca, l'educazione, il turismo lento, la cultura, la salute, il lavoro, la vita delle comunità? La differenza non è soltanto linguistica. È una scelta politica. E c'è persino qualcosa di simbolico nel fatto che la Murgia venga attraversata contemporaneamente da pattuglie militari in esercitazione e da persone che marciano per la pace .

Le contraddizioni di un territorio ancora militarizzato di Giuseppe Dambrosio C'è qualcosa di profondamente stridente nell'immaginare la Murgia vestita di mimetica. Da una parte c'è il territorio che da oltre vent'anni cerca di essere riconosciuto per ciò che è: un patrimonio naturale,...

Indirizzo

Altamura
70022

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