30/03/2026
Nel ventesimo anniversario del ritorno alla Casa del Padre di don Geppino Ferrazzano, la comunità di Pratella si è stretta oggi, 30 marzo 2026, in un ricordo carico di affetto, gratitudine e fede.
Sacerdote umile e autentico, don Geppino ha segnato profondamente la vita della sua comunità, diventando punto di riferimento non solo per i fedeli del paese, ma anche per tanti che accorrevano da ogni luogo in cerca di ascolto, conforto e speranza. Con il suo sorriso sereno e fiducioso in Cristo, accoglieva tutti senza distinzione, affidando ciascuno alla Vergine Santa e a Gesù, seminando nei cuori la forza e la gioia di vivere nella fede e nella certezza della Risurrezione.
Questa mattina, a Pratella, è stato piantato un albero di ulivo: segno semplice ma ricco di significato, simbolo di pace, radicamento e vita che continua. Un gesto che custodisce la memoria di un pastore buono, capace di lasciare tracce profonde e durature. Si è trattata della tappa della Fiaccola della Pace, promossa promossa dal Movimento internazionale per la Pace è svolta in collaborazione con la scuola di Pratella, patrocinata dal Comune di Pratella e alla presenza del parroco don Antonio Sasso è stato invitato per la benedizione dell'Albero della Pace. Non è un albero di ulivo qualsiasi, è il simbolo e parte centrale di questo percorso dedicato ai 100 anni della grande guerra. Accanto alla titolazione della mobilitazione, è stata aggiunta la dedica speciale al caro Don Geppino perchè la data stabita con la scuola è coincisa proprio con il 20° anniversario della sua dipartita.
La giornata si è poi conclusa con la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal parroco don Antonio Sasso, alla presenza di amici, parrocchiani e di quanti hanno voluto bene a don Geppino. Un momento intenso, vissuto nella preghiera e nella comunione, che ha rinnovato la consapevolezza di quanto la sua testimonianza sia ancora viva.
Resta nel cuore di chi lo ha conosciuto il ricordo di un sacerdote che, con semplicità e amore, ha indicato a tutti la via della fede, accompagnando ciascuno con dolcezza verso Cristo. Una piccola ma preziosa eredità spirituale che continua a fiorire nel tempo, come segno di una presenza che non si è spenta, ma che vive ancora nella memoria e nella vita della sua comunità.