18/08/2026
Una sedia a rotelle non è un bagaglio. Non è un oggetto da stiva né un semplice accessorio: per chi la usa è un’estensione diretta del proprio corpo, la misura della propria autonomia e la chiave per vivere nel mondo. Per un atleta, è lo strumento con cui superare ogni limite e portare a casa gioie, gloria e traguardi che rendono fiero un intero Paese.
Provate a immaginare la felicità e quella sottile ansia per un viaggio programmato da mesi. L'unica cosa di cui dovreste preoccuparvi è cosa fare una volta sbarcati, le mille possibilità che si aprono davanti a voi, il profumo di una nuova meta. Non dovreste mai provare il terrore di scoprire se l'unica cosa che vi permette di muovervi sia arrivata intera, né l'impotenza di dover fare decine di telefonate solo per riavere indietro la vostra libertà.
La vicenda raccontata in questi giorni da Manuel Bortuzzo mostra un dramma che riguarda la quotidianità di troppe persone. Quando un dispositivo di mobilità viene danneggiato o distrutto, non si tratta di un semplice disservizio logistico o di una valigia smarrita che si può ricomprare il giorno dopo. Significa fermare all'improvviso la vita di una persona, privarla della propria indipendenza e lasciarla sola ad affrontare un profondo senso di vulnerabilità e umiliazione.
L'obiettivo di questa denuncia non deve però esaurirsi nella polemica, ma diventare il motore di un cambiamento reale. Chi opera nei trasporti affronta ritmi complessi, ma è fondamentale compiere un salto di qualità nella cultura del rispetto e della cura verso questi strumenti indispensabili.
Invertire la rotta è possibile attraverso impegni pratici e realizzabili.
Le compagnie di trasporti devono essere guidate come obiettivo vincolanti a strutturare moduli formativi con prove pratiche e aggiornamenti continui per il personale di terra, di stiva e di bordo, per far conoscere la struttura, la fragilità e il valore vitale dei diversi tipi di ausili (manuali, elettronici, sportivi).
Un particolare accorgimento che deve diventare presto una prassi normativa, riguarda la stesura di procedure operative chiare e standard a livello nazionale, che trattino le sedie a rotelle con una corsia preferenziale e tracciata, riducendo al minimo i passaggi a rischio di urti o sollecitazioni, esattamente come si farebbe con un bene dal valore inestimabile.
Introdurre, poi, un breve momento di confronto diretto tra l'operatore e il viaggiatore prima del carico. Nessuno conosce un dispositivo di mobilità meglio della persona che lo vive ogni giorno e che può spiegare come piegarlo, sollevarlo o bloccarlo in totale sicurezza.
Come Associazione IDEA E.T.S. ci stringiamo attorno a Manuel e alle centinaia di persone che ogni giorno vedono rovinati i propri progetti, costrette a cancellare partenze e a scontrarsi con iter burocratici infiniti ed estenuanti solo per riottenere la riparazione o la sostituzione dei propri ausili.
La risonanza mediatica di questo episodio non può risolversi con il semplice rimborso di un oggetto. Una sedia a rotelle non è una valigia con qualche vestito: è la vita di una persona. Maneggiare con cura uno strumento di mobilità significa tutelare la dignità, la libertà e il diritto di chiunque di muoversi nel mondo ad armi pari.