04/09/2026
Il dramma dell' coinvolge in un unico grido d’allarme Taranto e i siti del Nord come Novi Ligure.
Le lettere di licenziamento collettivo arrivate in queste ore per i lavoratori dell'indotto confermano l'esplosione di quell'effetto domino che denunciamo da tempo: quando si spegne il cuore produttivo a Taranto, le conseguenze si abbattono implacabili e immediate anche sugli stabilimenti del Nord.
Non possiamo permettere che a pagare il prezzo dell'incapacità politica siano i lavoratori. Dal territorio di Novi Ligure, dove si avverte drammaticamente il contraccolpo sui volumi e sulla tenuta occupazionale, la richiesta è unanime e ferma: la premier Meloni deve intervenire subito per bloccare la chiusura.
Cosa serve adesso, senza rinvii:
Intervento diretto dello Stato per assumere la guida della siderurgia, tutelando con la stessa forza sia i lavoratori di Taranto sia quelli degli impianti e dell'indotto del Nord, a partire da Novi Ligure.
Stop immediato ai licenziamenti e salvaguardia totale di tutti i posti di lavoro coinvolti da questa crisi devastante.
Risposte operative al tavolo di Palazzo Chigi dell'8 settembre: basta passerelle informative, si discuta seriamente del piano straordinario presentato il 28 luglio.
La siderurgia è un asset strategico nazionale. L'Italia ha bisogno di un piano pubblico che garantisca salute, transizione ecologica e, soprattutto, il lavoro.
FIOM CGIL Piemonte Fiom Cgil Nazionale Camera del Lavoro di Alessandria