22/10/2026
Siamo a cinque regioni! Anche l'Umbria ha una legge sul fine vita. Laura Santi, questo grande passo lo dedichiamo a te!
“In Umbria, nessuno deve passare quello che ho passato io!”.
Era febbraio del 2025 quando Laura Santi ci scriveva queste parole dalla sua casa di Perugia.
Aveva aspettato quasi tre anni, tra ricorsi, denunce e silenzi della sua azienda sanitaria, per vedere rispettato il suo diritto ad accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, un diritto già riconosciuto in tutta Italia grazie alle sentenze della Corte costituzionale, ma che viene ancora applicato in modo non uniforme tra regioni e tra aziende sanitarie della stessa regione.
Il 9 luglio 2025, nonostante la malattia e la stanchezza, Laura volle annunciare personalmente il raggiungimento delle 3.000 firme necessarie per presentare la legge di iniziativa popolare.
“Se riusciamo a far approvare questa legge, non ci saranno più tante Laura Santi costrette a subire un calvario di tre anni per vedersi riconosciuto un diritto”, disse.
Dodici giorni dopo, il 21 luglio, Laura se n'è andata. Non ha visto il deposito delle 4.801 firme e non ha potuto assistere a questo voto.
Ma questa vittoria è anche sua. È il risultato di una battaglia che ha contribuito a costruire, pensando a chi sarebbe venuto dopo di lei.
Oggi il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato “Liberi Subito”, diventando la quinta regione a definire procedure certe e tempi celeri per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria con la garanzia dell’aiuto da parte del Servizio sanitario.
Questa vittoria appartiene a Laura, a Luca Coscioni, alle 4.801 persone che hanno firmato, a chi ha organizzato i banchetti, raccolto e autenticato le firme, alle nostre Cellule Coscioni e a tutte le persone che hanno sostenuto la mobilitazione.
E non ci fermiamo.
In Lombardia abbiamo depositato oltre 17.000 firme, in Piemonte 16.000, nel Lazio più di 13.000: adesso tocca a quei Consigli regionali decidere.