ANPI - Albisola Superiore

ANPI - Albisola Superiore PAGINA UFFICIALE dell' Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Sezione Saettone Ferrari Casarino.

Ieri sera la nostra iniziativa sugli ottant'anni dal primo voto delle donne è stata davvero un successo. Grazie al pubbl...
26/08/2026

Ieri sera la nostra iniziativa sugli ottant'anni dal primo voto delle donne è stata davvero un successo. Grazie al pubblico intervenuto, all'amministrazione, all'assessore Sprio e alla consigliera Scarponi, grazie ai magistrati dr. Ferro e d.sa Venturi per aver accettato il nostro invito, a Aldo Mantovani, a Coop Liguria, e soprattutto ai giovani di Human Memories. Parlare di questi temi e trovare così tanto interesse dimostra che c'è bisogno di parlare di noi, della nostra storia, della parte sana e viva del nostro paese.
Continuare a parlare delle nostre conquiste, di quelle delle donne in particolare e ribadire che abbiamo fatto tanto, ma che non basta ancora. La parità di genere è ancora una meta lontana. Nel lavoro, in politica, ovunque.

21/08/2026

Lunedì, 24 agosto 2026 ore 18,30

Ricordiamo questo appuntamento importante per la trasmissione della Memoria,

per rinnovare il nostro impegno nella difesa della democrazia e della Costituzione, sempre nel segno dell'antifascismo,

per onorare e ringraziare tutti coloro che hanno combattuto per la nostra libertà,

come la Partigiana Ivanca,
Clelia Corradini uccisa dai fascisti il 24 agosto del 1944.

Grazie Clelia !

Anpi, Amministrazione, Human Memories, Coop e naturalmente i magistrati vi aspettano all'appuntamento del 25 agosto in p...
21/08/2026

Anpi, Amministrazione, Human Memories, Coop e naturalmente i magistrati vi aspettano all'appuntamento del 25 agosto in piazza scacchiera.

12/08/2026

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma esprime la più profonda condanna per quanto continua ad accadere in Palestina sotto gli occhi indifferenti o impotenti del mondo: in Cisgiordania i coloni israeliani, protetti dall’esercito, armi alla mano compiono quotidianamente e indisturbatamente invasioni di terre non loro, aggredendo, uccidendo, compiendo i più brutali soprusi sulla popolazione palestinese. Aggressioni, bombardamenti, distruzione di campi, uccisione di bestiame e distruzione delle abitazioni sono la condizione continua in cui si trovano i palestinesi in tutti i territori non ancora occupati illegalmente da Israele. Le dichiarazioni pubbliche di ministri quali Beng Gvir, Katz e lo stesso Netanyahu confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno per convincere qualcuno, che la volontà è quella di fare pulizia etnica e trasformare questi territori, compreso il Libano, in un cumulo di macerie come a Gaza. Si condanna altresì la mistificazione operata su un canale di informazione pubblica dove una di queste quotidiane brutali invasioni è stata presentata come un’escursione turistica operata da una sorta di boy scout. Il genocidio continua a mietere vittime quotidiane nel silenzio complice del nostro governo e dell'Unione Europea. Nel contempo condanniamo la repressione operata quasi ovunque nei confronti della protesta dei cittadini che esprimono solidarietà alla martoriata popolazione palestinese e che chiedono a gran voce l’intervento dei propri governi per fermare il genocidio.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

12/08/2026

12 agosto 1944 - l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

La mattina del 12 agosto 1944, diverse centinaia di uomini appartenenti alla 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS" raggiunsero la frazione di Sant'Anna, nel comune versiliese di Stazzema, con l'ordine di compiere un massacro: a guidarli lungo le impervie mulattiere e ad indicare le case destinate ad essere incendiate, fascisti italiani in divisa nazista.

Il paese di Sant'Anna conta poche centinaia di abitanti, perlopiù sparsi nelle tante case isolate disposte lungo il versante della montagna, ma l'ordine di sfollamento impartito dai comandi tedeschi a causa del rapido avvicinamento del fronte determina l'afflusso nel piccolo centro di centinaia di sfollati, provenienti perlopiù dalla pianura della Versilia ma anche da zone molto più lontane: Piombino, l'isola d'Elba, Foligno, Napoli. Poco più a nord, sul monte Ornato, operano i partigiani della 10 Brigata Garibaldi "Caiani", la cui attività non aveva tuttavia mai interessato direttamente il paese. All'arrivo delle SS, gli abitanti credono si tratti di un normale rastrellamento e fanno fuggire gli uomini nei boschi: nel paese rimangono donne, anziani e bambine.

Rastrellati nelle proprie abitazioni e condotti sulla piazza del paese, davanti alla chiesa, gli abitanti di Sant'Anna vengono massacrati a colpi di mitragliatrice; i loro corpi vengono cosparsi di benzina e dati alle fiamme per occultare le tracce del massacro compiuto. Al termine della giornata, le vittime dei massacri compiuti a Sant'Anna e nei limitrofi centri di Valdicastello, Mulina e Capezzano Monte saranno 560.

Le modalità stesse con cui si svolse la strage, perpetrata in un'area che gli stessi occupanti avevano dichiarato "zona bianca" e pertanto idonea all'accoglienza degli sfollati, dimostrano chiaramente come il ricorso sistematico alla violenza di massa rappresentasse lo strumento principale di controllo del territorio e di imposizione da parte dei nazifascisti della propria autorità, spesso apertamente osteggiata dalla popolazione che non esitava a dare riparo ai partigiani: si rivela così in tutta la sua ipocrisia la narrazione che vorrebbe tedeschi e fascisti garanti di un ordine equo, nel cui contesto le stragi rappresenterebbero la semplice risposta all'attività dei partigiani.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente Sant'Anna di Stazzema. Sant'Anna di Stazzema - Parco Nazionale della Pace

10/08/2026

Michela Murgia - il 10 agosto del 2023 ci lasciava una grande donna che non dimenticheremo mai. Ciao Michela!

A te che hai vent’anni e mi chiedi cos’è il fascismo, vorrei non doverti rispondere. Vorrei che nel 2017 la risposta a questa domanda la sapessimo già tutti, ma se me lo chiedi è perché non è così.

So perché me lo domandi. Credi che io sia intollerante se dico che il fascismo è reato e deve rimanerlo sempre. Credi che “se il fascismo e il comunismo hanno causato entrambi tanto dolore nel corso della storia devono essere considerati reato senza distinguo”.

"In un certo senso è dunque colpa mia se me lo chiedi.
Colpa del fatto che non ti ho detto che il fascismo non è il contrario del comunismo, ma della democrazia. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un’ideologia, ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall’interno la natura. Mussolini era socialista e forse non te l’ho spiegato mai. Non ti ho detto che si intestava le istanze dei poveri e dei diseredati. Ho omesso di raccontarti che i suoi editoriali erano zeppi di parole d’ordine della sinistra, parole come “lavoratori” e “proletariato”. Non ti ho insegnato che anche un socialismo che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo, perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di sinistra e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c’è niente di più difficile del riconoscere che l’avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.
Dire che il fascismo è un’opinione politica è come dire che la mafia è un’opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di destra né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi - mafia e fascismo - senza alcun cedimento. Tu sei vittima dell’equivoco che identifica il fascismo con una destra ed è un equivoco facile, perché il fascismo è la modalità che meglio si adatta alla visione di mondo di molta della destra che agisce in Italia oggi. Ma guai se questo ti rendesse incapace di riconoscere i semi del pensiero fascista se li incontri quando sei convinto di guardare da qualche altra parte.
Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.
Nessuno è al sicuro, se non dentro allo sforzo di ricordarsi in ogni momento che cosa rischiamo tutti quando cominciamo a pensare che il fascismo è solo un’opinione tra le altre".

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




02/08/2026

Ci domandiamo mai perché Bologna sia ancora fortemente Antifascista?
Ecco, ogni 2 agosto, puntuale come un treno in orario 🥹 arriva la risposta 🙏🏻❤️‍🩹

20/07/2026

“25 anni fa durante il G8 a Genova la democrazia fu sospesa.
Con precise responsabilità della catena di comando, elementi delle forze dell’ordine operarono violenze e vere e proprie torture nei confronti di tanti manifestanti. Carlo Giuliani fu ucciso.

A distanza di 25 anni il clima che si è creato nel Paese con una serie di leggi e provvedimenti repressivi è inquietante. Il diritto di manifestare è messo in discussione dall’uso della forza indiscriminata e dalle denunce e le multe che arrivano a centinaia di pacifici manifestanti a scopo intimidatorio, come è successo per esempio a Massa Carrara e a Lecco.
Le istituzioni hanno il monopolio dell’uso legittimo della forza. Ma quando questo è sproporzionato e palesemente tendenzioso, si pone un problema di democrazia e si favoriscono paure e tensioni sociali.

In questo scenario si colloca la tragica e sconcertante morte di Abderrahim Fakir, avvenuta senza alcun tentativo di soccorso e di rianimazione; chiediamo con la massima determinazione che ci sia l’immediato accertamento delle cause e di tutte le eventuali responsabilità”.

🖋️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

Indirizzo

Albisola Superiore
17011

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