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Arrivata anche a Schiavonia la prima donazione controllata 👏
09/10/2026

Arrivata anche a Schiavonia la prima donazione controllata 👏

Un atto di generosità non deve necessariamente essere estremo 😊
08/10/2026

Un atto di generosità non deve necessariamente essere estremo 😊

Di cosa stiamo parlando
06/10/2026

Di cosa stiamo parlando

Giornata nazionale della donazione di organi, in aprile: donazioni e trapianti in Italia, i no alla carta d'identità, chi aspetta e come dichiarare la volontà.

L' età? È solo uno stato della mente 😊
06/10/2026

L' età? È solo uno stato della mente 😊

Gli organi donati nei trapianti si adattano all'età biologica del paziente che li riceve: se confermato, si potrebbe ampliare la platea dei donatori.

Il messaggio del dono viaggia su due ruote in una splendida cornice 🚴
28/09/2026

Il messaggio del dono viaggia su due ruote in una splendida cornice 🚴

Massimo Righetto, 66 anni. Per noi boomer, adolescenti negli anni '70, era colui che a Padova aveva fondato le prime rad...
18/09/2026

Massimo Righetto, 66 anni. Per noi boomer, adolescenti negli anni '70, era colui che a Padova aveva fondato le prime radio private, facendoci scoprire che la radio era vicina a noi, con cui si poteva interagire, richiedere musiche e dediche.
Massimo ci ha lasciato, con un ultimo dono.
Grazie Massimo, per i momenti felici che ci hai regalato con le tue radio, e grazie per la felicità che hai riacceso in quelle persone nelle quali rivivrai 🌹

Poi dicono che i social sono dannosi 😊
17/09/2026

Poi dicono che i social sono dannosi 😊

La prima operazione le aveva regalato un decennio di vita, ma nel frattempo un altro organo stava pagando un prezzo pesante. Quando famiglia e amici non possono aiutarla, Karen tenta un’ultima strada e mette in moto una catena molto più complessa di un semplice incontro sui social

Una possibile soluzione provvisoria in attesa di un trapianto di rene umano
05/09/2026

Una possibile soluzione provvisoria in attesa di un trapianto di rene umano

Ha funzionato per 271 giorni e ha permesso a un paziente con insufficienza renale terminale di vivere senza dialisi fino al trapianto definitivo. Non è ancora la soluzione alla carenza di organi, ma potrebbe cambiare il percorso di migliaia di malati

Padova fa scuola nel mondo 🧑‍🎓
27/08/2026

Padova fa scuola nel mondo 🧑‍🎓

Nato nel 2018, da un'idea di Lucrezia Furian, il programma Dec-K è diventato nazionale nel 2019 e ha poi ispirato altri Paesi

METTERSI NEI PANNI DEGLI ALTRIIn un ospedale di Verona si fa un trapianto di cuore. Lo riceve una bambina molto piccola,...
26/08/2026

METTERSI NEI PANNI DEGLI ALTRI
In un ospedale di Verona si fa un trapianto di cuore. Lo riceve una bambina molto piccola, la chiamiamo Sara. È il primo trapianto sotto i 12 mesi e i 10 chili di peso eseguito qui e fra i pochi in Italia, e questa è una notizia. Ma è anche una storia piacevolmente ordinaria, che non fa notizia. Perché la Cardiochirurgia dell'Ospedale di Borgo Trento fa trapianti dal 1994 e nel 2025 sono stati 35. Significa un cuore nuovo ogni 10 giorni, sistematicamente. Con i bambini hanno iniziato nel 2022 e fino ad ora ne hanno trapiantati 8 e ce ne sono 4 che aspettano in lista d'attesa.

Il primario si chiama Giovanni Battista Luciani. Si è laureato a Padova nel 1989, è autorizzato a fare trapianti cardiaci dal 1994, polmonari dal 2000. Ha imparato, anche, lavorando a Los Angeles, nel The Childrens Hospital della University of Southern California. Dice che l'intervento sulla piccola Sara è stato un po' particolare perché sono entrati in sala operatoria pochi giorni dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino napoletano trapiantato con un cuore "bruciato" dal ghiaccio troppo freddo e, probabilmente, da altri errori. Una storia che ha scosso profondamente tutti. Per la speranza dell'arrivo di un nuovo cuore, mentre il piccolo era tenuto in vita da una macchina che nell'attesa lo logorava, per quella morte annunciata e tristissima, per lo strazio della madre.

«Abbiamo sentito tutti addosso l'enorme pressione mediatica sollevata da triste vicenda. Un'attenzione che non aiuta né i sanitari al lavoro nei trapianti e di conseguenza nemmeno i pazienti», ha detto il professor Luciani al Corriere della Sera. La preoccupazione è per il meccanismo delle donazioni. Perché la cultura del dono di organi è fragile, esposta alle ondate emotive e bisogna stare attenti a non perderla: «Basta un battito d'ali».

Allora possono essere utili due considerazioni. La prima è fatta di numeri: l'Italia ha un sistema di trapianti che funziona bene, un'eccellenza in Europa. Che è fatta dall'incrocio di tantissime professionalità. La piccola Sara, torniamo da lei, è stata ricoverata quando aveva solo 20 giorni per una cardiomiopatia dovuta alla mutazione genetica di una proteina. Al sesto mese di vita ha avuto una complicazione ed è stata trasferita in terapia intensiva. Le è stato impiantato un dispositivo di assistenza ventricolare artificiale. Per lei, in questi mesi, hanno lavorato le due Unità operative direttamente coinvolte e poi pediatri, rianimatori, psicologi clinici, neurologi. Tanti, insieme, nel Servizio Sanitario Nazionale.

E allora tutti noi abbiamo un compito sulla questione trapianti. Lo dice bene il professor Luciani: «È un tema molto sensibile, tutti nel trattarlo dobbiamo essere consapevoli delle responsabilità che ci assumiamo: noi medici e sanitari in generale, la stampa, gli inquirenti che indagano proprio per mettere in sicurezza i pazienti, i vari livelli decisionali del sistema».

La seconda considerazione ha a che fare con il mettersi nei panni degli altri, che è sempre un parametro interessante per capire il mondo. I trapianti salvano migliaia di vite e domani potremmo essere noi. O nostro figlio, o una nipote. Tra un po' Sara torna a casa.

(Massimo Cirri - conduttore radiofonico e scrittore)

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