12/02/2026
Iniziò tutto nel 2004, con Alessandro Collina, quasi per scherzo…e nel giro di poco tempo il ristorante divenne un punto di riferimento per tutti gli appassionati di Jazz della zona (e non solo).
Ad ogni concerto i tavoli in prima fila avevano tutti un nome. Il primo, alla sinistra del palco, era il “tavolo Bianchi”, quello centrale il “tavolo Germinale/Scolesi”, quello a destra il “tavolo Anfossi/Piccardo & C”, vicino al “tavolo Bianchi” c’era il “tavolo Benzi”.
Cascasse il mondo, loro c’erano sempre.
Quando nel 2009 decisi di creare l’associazione volli tra i soci fondatori proprio questi clienti assidui, clienti che nel corso degli anni erano diventati amici…
Mi incontrai con Alessandro Collina e Massimo Bianchi in un’enoteca e, davanti a un bicchiere di buon vino, nacque l’associazione “Le Rapalline in Jazz”. Dopo pochi giorni formalizzammo il nostro sogno, con uno statuto e tutto il resto: io presidente, Massimo vicepresidente e Alessandro direttore artistico, tutti gli altri clienti/amici divennero con noi soci fondatori.
Massimo Bianchi in questi anni c’è sempre stato ed è sempre stato una colonna portante dell’associazione, il suo Nipper ne è anche diventato la sede, insieme a quella storica del ristorante.
Le riunioni del Direttivo spesso si svolgevano in quel luogo incantato e lì era davvero facile trovare inspirazione per nuove idee e imbastire sogni da realizzare…
Ho sempre ammirato molto Massimo per la sua lungimiranza, la sua determinazione e il grande coraggio…il Nipper poteva essere a New York, a Londra o in qualsiasi altra capitale del mondo. Massimo è riuscito a creare questa magia ad Albenga.
Varcare quella soglia è sempre stata un’esperienza che non si può descrivere a parole, ogni preoccupazione rimaneva fuori, qualsiasi ansia veniva sciolta e il benessere prendeva il sopravvento nella mente e nel corpo, fra ascolti musicali di una qualità sublime, immersi nella bellezza e nell’armonia…
Risulta difficile immaginare l’associazione senza la sua presenza.
Tutti noi soci siamo ancora increduli, disperati, arrabbiati, profondamente addolorati. Non è possibile riuscire ad accettare un’ingiustizia del genere. Non è assolutamente possibile.
Il nostro pensiero va alla cara amica Sara e a Luca e alle tante persone che gli volevano bene e ora sono sopraffatti dalla disperazione come noi…
Un grande abbraccio a tutti.
Barbara.