03/11/2026
La dinastia dei Perotti guide del Monviso:
diversi furono poi negli anni i valligiani che intrapresero la carriera di guida alpina, ma fra tutti c'è un cognome che rappresenta un binomio inscindibile con il Monviso: è quello dei Perotti, i componenti della famiglia di Crissolo che per decenni rappresentarono un sicuro punto di riferimento per chi voleva conoscere il Monviso; esplorarono la montagna in tutti i suoi anfratti, compreso le grotte che si aprono ai suoi piedi.
Il primo ad imparare l'arte di scalare le montagne fu Giovanni, attivo già nell'ultimo quarto dell'Ottocento, poi vennero i suoi due figli Claudio e Giuseppe.
Claudio detto anche Farina, che era anche il soprannome della sua famiglia, fu certamente uno dei più ardimentosi e forti, accompagnò sul Monviso moltissimi alpinisti e apri numerose nuove in compagnia del fratello Giuseppe detto Pin.
Claudio, nato nel 1864, è salito 550 volte in vetta al Viso come normalmente viene abbreviato il Monviso. Nel 1897 fece parte della squadra che ha scortato il Duca degli Abruzzi nella seconda salita invernale del Viso. Nel 1905 Farina ha iniziato la gestione Perotti del rifugio Quintino Sella (appena costruito), ininterrotta fino al 1976, quando è passata ai Tranchero, ancora oggi gestori del Sella.
I figli di Claudio sono tre: Giovanni (nato nel 1899), 640 volte in vetta al Viso, raggiunto per la prima volta a 5 anni in una gerla sulle spalle del padre; Quintino, così chiamato perché nato in rifugio (nel 1906); Claudio junior (1918) detto Visolotto, purtroppo scomparso alle Rocce Founs nel 1939.
Quintino, 749 volte in vetta al Viso, ha gestito il rifugio Sella fino al 1976, quando ha terminato anche l’attività di guida. E’ scomparso nel 1990. È forse il più rappresentativo dei Perotti (ma gli altri non scherzano affatto): soprannominato dai francesi Il pipistrello, per la sua leggiadria sia su roccia che su ghiaccio, a lui si devono alcune prime di rilievo, come la salita (agosto 1936) del Canale Perotti, una delle uscite superiori del Ghiacciaio pensile sulla parete nord del Monviso.
Se non altrimenti impegnato, Quintino trascorreva l’intera stagione estiva al rifugio Sella, con ritmi da vero montanaro. Ad eccezione della domenica, accompagnava i clienti ogni giorno di tempo buono, tornando in rifugio per pranzo. Nel pomeriggio scendeva con la mula a Crissolo per far provviste e risaliva per cena. Prima di spegnere le luci, nella cucinetta accoglieva, per quattro chiacchiere di montagna, gli amici presenti: da Ernesto Bano a Michele Riva, a don Natale Gottero, a Germano Coccolino e mille altri. Una specie di cenacolo, alla buona ma “eletto” fra personaggi che davano del “tu” al Re di Pietra.
Il figlio di Quintino, Aldo, ha imboccato altre strade, pur essendo salito, da giovane, una decina di volte sul Viso. Laureato, è impegnato nella realtà operativa della Val Po: è stato Sindaco di Crissolo – ora è Vice Sindaco – e Presidente della Comunità Montana. Ma non ha abbandonato l’attività alle falde del Re di Pietra: la famiglia gestisce il rifugio Albergo Pian del Re, costruito nel 1874 su iniziativa del Comune di Crissolo, ma divenuto privato nel 1909 grazie al nonno Claudio (Farina).
Nell’intero massiccio del Viso si registrano 36 prime ascensioni compiute dai vari Perotti: un vero attestato di fedeltà e di grande amore per le montagne di casa.
In questa bellissima foto rovinata dal tempo, ma mai dal ricordo. Claudio Perotti (Farina) in vetta al Monviso con il figlio Giovanni di cinque anni, agosto 1904.
Archivio ©️Aldo Perotti.