Biblioteca Cai Albenga

Biblioteca Cai Albenga Biblioteca "Don Umberto Barbera" CAI - Albenga Oltre 4500 schede catalogate. Una sezione di un centinaio di volumi dedicata alla micologia.

Biblioteca specializzata dal 1954, anno di fondazione della Sottosezione CAI di Albenga, fa parte del Sistema Documentario dei beni culturali del Club Alpino Italiano, denominato CAISiDoc, che ha come referenti la Biblioteca Nazionale CAI, il Museo Nazionale della Montagna di Torino e il Coordinamento nazionale di BiblioCai. Monografie, periodici, manuali, carte topografiche, materiale multimedial

e attinente la cultura, la frequentazione, la tutela dell'ambiente montano e pubblicazioni che testimoniano storia e tradizioni popolari radicate sul territorio. "Fondo Giuseppe Garimoldi":
circa 500 volumi da metà Ottocento agli anni '70 del Novecento, oltre alle pubblicazioni del Club Alpino Italiano dalla fondazione. "Biblioteca Rifugio Mongioie", un centinaio di libri consultabili presso il rifugio di proprietà della Sezione CAI di Albenga. Link al catalogo:
https://caisidoc.it/biblioteche-cai/biblioteca-don-umberto-barbera-cai-sezione-di-albenga

Dal 26/10/2016 la "Biblioteca Don Umberto Barbera" e la piccola "Biblioteca Rifugio Mongioie" della Sezione CAI di Albenga sono ufficialmente iscritte all'Anagrafe ICCU:
Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane. Le schede sono consultabili ai seguenti indirizzi:
http://anagrafe.iccu.sbn.it/opencms/opencms/ricerche/dettaglio.html?id_biblioteca=17744
http://anagrafe.iccu.sbn.it/opencms/opencms/ricerche/dettaglio.html?id_biblioteca=17745

Servizi: consultazione, prestito, fotocopie, scansioni.

15/06/2026

15 giugno nasce Patrick Edilinger "le Blond"
"Sebbene il ragazzo si comportasse abbastanza bene, trovava le giornate scolastiche noiose e trascorreva le lezioni con un libro di alpinismo aperto in grembo. Divorava i classici – Lionel Terray, Gaston Rébuffat – ma il suo eroe in particolare era Gary Hemming, la cui stella aveva brillato così intensamente a metà degli anni '60, l'alpinista il cui audace salvataggio di compagni di scalata sul Dru aveva fatto notizia su Paris Match.
Hemming sembrava incarnare tutto ciò che Patrick amava dell'arrampicata: significava libertà, non un mezzo per raggiungere un fine, ma un modo di essere. Significava stare al limite, essere un fuorilegge onesto, vivere secondo le proprie regole. Patrick conosceva a memoria il giudizio di René Desmaison, secondo cui Hemming "ignorava ogni confine e ogni legge, amava la vita appassionatamente senza vincoli di alcun tipo".

Patrick Edilinger nasce a Dax il 15 giugno 1960 figlio di genitori appassionati di montagna, Patrick “le Blond” Edlinger incomincia giovanissimo: «Ho cominciato ad arrampicare con mio padre che praticava l’alpinismo e ho fatto con lui delle salite come il Dome des Neiges agli Ecrins".

Ma ben presto si dedica soprattutto all’arrampicata libera, dedicandosi a tempo pieno alle pareti di quel grande mare di calcare che è la Provenza. In particolare si appassiona a un suo giardino privato, la falesia di Céüse, sulla cui fascia di perfetto calcare apre e libera itinerari ancora oggi di grande valore estetico.
Qui Edlinger impone uno stile d’apertura, molto severo e leale, che ha fatto scuola, rendendo l’arrampicata sportiva molto di più che un semplice gesto atletico.

Nel 1983 è tra i primi arrampicatori a raggiungere il livello dell’8a. In particolare sale uno dei primi 8a francesi, Ça glisse au pays des merveilles, a Buoux.
Nel 1988, a Châteauvert, sale per primo l’8b di Are you Ready? e nel 1989 è la volta del free solo di Orange Mécanique, a Cimaï.
Nel 1989, a 29 anni, raggiunge il livello dell’8c, con le ripetizioni di Azincourt (primo 8c in Francia) e Maginot Line, salite per la prima volta da Ben Moon lo stesso anno.

Nel 1995 ha un grave incidente su una via di 7b delle Calanques, in Francia: una caduta di diciotto metri, in seguito alla rottura di un appiglio e all’aver saltato degli spit, gli provoca un arresto cardiaco. Viene rianimato da un medico sul posto e riesce a riprendersi senza gravi conseguenze.
In seguito a questo si ritira dalla scena dei primattori, pur continuando a scalare ad altissimo livello, anche da solo.

Dal 1997 al 2000 è redattore capo della rivista di arrampicata Rock’n Wall.
Nel 2000 accompagna Patrick Berhault, suo grande amico, su dieci salite dolomitiche facenti parte del progetto “grande traversata delle Alpi” di Berhault, che portò quest’ultimo a scalare in 167 giorni 22 delle vie più famose vie dell’arco alpino.
In seguito, il suo exploit del 2000 con Berhault, Edlinger cercò di dimostrare che arrampicata sportiva e alpinismo sono perfettamente complementari e danno a ciascuno le soddisfazioni che cerca.

"L’arrampicata per me è un modo di vivere, non solo uno sport. E’ un pretesto per girare il mondo, per trovare nuovi posti e nuova gente. La cosa più importante è restare libero per tutta la vita, questo è il mio vero programma per il futuro".
[Patrick Edilinger]

Negli ultimi anni Patrick aveva problemi di alcolismo. Per lui era «la battaglia più dura che abbia mai condotto, come una solitaria impossibile, ma ne uscirò» aveva confidato.
Pare che le cause della morte di Patrick siano da imputare a un incidente domestico.
Il climber francese sarebbe, infatti, caduto da una scala ripida di casa sua battendo la testa e provocandosi una forte emorragia, nel novembre del 2012.

Indimenticabile. E’ l’aggettivo per definire
Patrick Edlinger
Migliaia di giovani furono catturati da quell’atleta biondo che faceva la spaccata oltre i 180°, che correva nei boschi prima di fare le trazioni su un mignolo, oppure che si produceva in quell’esercizio che poi sarebbe stato chiamato slacklining prima di salire da solo, slegato e scalzo nel terrificante vuoto del Pilier de Fourmis a Buoux o in Verdon con un sottofondo musicale da brivido, quello di Allein zu dir, Herr Jesu Christ di Johann Sebastian Bach.

📸In fotografia Patrick Edilinger nel 1986 prende parete alla seconda edizione di Sportroccia a Bardonecchia , e ne risulta il vincitore.

✍🏽Il nostro è un piccolissimo omaggio, un post non può dare merito a questo grande Climber, ma ci sono libri e film, che raccontano benissimo la sua grandezza.

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Un lungo sentiero unisce l'Italia intera, da Nord a Sud. 🥾🇮🇹

Oggi festeggiamo il 2 Giugno e la nostra Repubblica ricordando, nell'ottantesimo anno dalla sua nascita, che la bellezza dell'Italia risiede anche, e soprattutto, nei suoi paesaggi, nelle sue terre alte e in quella natura che la nostra Costituzione tutela, anche nell’interesse delle future generazioni come sancito dall'articolo 9.

Le montagne non sono barriere che separano, ma ponti che uniscono comunità, culture e sentieri. Custodire questa immensa ricchezza è il nostro modo di onorare il Paese e di essere cittadini responsabili.

Buona Festa della Repubblica a tutti i soci e a tutte le socie, ai volontari e alla volontarie e a chi, ogni giorno, cammina con il tricolore nel cuore e il rispetto per la montagna nello sguardo. 🥾💚🤍❤️

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La rimozione dei fix da due storici itinerari ha riacceso un dibattito antico: sicurezza, memoria e futuro dell’arrampicata.

Indirizzo

Rione Risorgimento 22
Albenga
17031

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