14/05/2026
Un esordio poetico a ventisette anni in una collana di poesia che ha fatto epoca nella nostra storia letteraria. GUIDO BARLOZZINI si presenta così, in un volumetto dello “Specchio” Mondadori nel 1949, a cura di GIUSEPPE UNGARETTI e DAVIDE LAJOLO, che raccoglie le poesie di ventuno poeti italiani selezionati per la prima edizione del Premio di poesia Saint-Vincent.
Tra loro - scrive Ungaretti nella premessa del libro - ci sono i giovani e i meno giovani, hanno orientamenti diversi ma condividono un clima comune che consiste nell'aver ritrovato “la profondità di una lingua”. Vincitori del premio saranno Sergio Solmi e Alfonso Gatto, ma nell'elenco dei selezionati, di cui fa parte Barlozzini, ci sono personalità come Pasolini, Camilleri, Maria Luisa Spaziani.
La domanda è come mai, visto l'avvio così importante, le pubblicazioni poetiche di Guido siano così rare. Di lui ci resta un dattiloscritto ancora inedito, “Il cattivo Ladrone” e, pubblicate, oltre alle due poesie dello “Specchio”, e cioè “Dedica” e il “Canto dei portatori” (che compaiono con titoli diversi nel “Cattivo Ladrone”), una lirica“, Persefone”, in una “plaquette collettiva” del 1947 stampata a Bari, anche essa sotto l'egida di Ungaretti, che sembra essersi dissolta nelle biblioteche che pure la portano nei loro cataloghi.
Dopo la morte, troviamo un repertorio brevissimo di poesie dal “Cattivo ladrone” che ERASMO VALENTE cura per l'ultimo fascicolo del 1980 della RIVISTA TRIMESTRALE e, quindici anni più tardi, una poesia del 1943, scritta nella Roma occupata, che GIACINTO MINNOCCI e GERARDO VACANA inseriscono nella loro “Antologia poetica della Resistenza italiana” edita nel 1995 dall'amministrazione provinciale di Frosinone.
Troppo poco, per non avere una avere una ragione che lo spieghi.
Nel blog le poesie dello “Specchio” e altro.
In un prezioso volumetto, che è conservato nella Sala Falqui della Biblioteca Nazionale di Roma, abbiamo forse le prime poesie pubblicate da Guido Barlozzini, “Dedica” e “Canto di portatori”, prece…