Moglio, frazione del comune di Alassio è il tipico paesino ligure della riviera di ponente, figlio di quella "terra leggiadra", amata e narrata da Montale, come da molti altri illustri uomini d'arte; "leggiadra" non perché spensierata, lieve, ma anzi dura e sudata è la terra dei Liguri, tuttavia bella, colorata, profumata, quasi sempre baciata dal sole. Qui, tra il "popolo mogliese", alcune tradiz
ioni sembrano non voler cedere il passo allo tsunami della modernità , infatti anche qui ci si è inevitabilmente accostati all'onda dell'innovazione, ma con dolcezza, non prendendola di petto, in modo da farsi dondolare e non affondare , come sapevano fare sulle navi i nostri vecchi, esperti "tonnarotti", che del mare conoscevano il bene e il male. Avviene, dunque, che, mentre nelle case del paese arriva l'ADSL, la Società continua a cuocere quintali di "ventre" ( trippa del tonno essiccata) in umido, in grandi pentoloni, che a girar per la piazza si può sentire quell'odore di "pesciume", buono, che sa di passato, lavoro duro, salsedine e ritorni. La Società Fratellanza fu fondata nel 1885, per volontà di 34 mogliesi, i quali ancora portavano in cuore gli ideali di libertà e giustizia che avevano unito la neonata Italia. A Moglio, in cui l'attività consortile era già presente e operativa, in cui l'analfabetismo era a livelli minimi ed in cui la coscienza sociale del popolo era matura, si creò quella visione laico-repubblicana della vita associata, di derivazione mazziniana, in cui venne alla luce la Società di Mutuo Soccorso, modello molto in uso all'epoca, sia in Italia, sia soprattutto in Europa. Passo fondamentale fu la stesura dello statuto societario nel 1893, da poco aggiornato per mano dell'attuale consiglio direttivo, in seguito ad una riforma legislativa che guarda alle origini dell'istituto; infatti, gli articoli statutari contenevano diritti e doveri dei soci, nonché lo specifico scopo dell'associazione: il mutuo soccorso. Esempio pratico nel campo dell'assistenza sanitaria fu l'encomiata opera del Cavalier Dottor GioBatta Merlini, medico "sociale", cui fu, in seguito, intestata la piazza centrale del paese, che ancora oggi porta il suo nome. Ancora, esemplificativa dell'importanza della Fratellanza nel paese è la storica bandiera societaria, che fu solennemente inaugurata, immancabile a feste popolari e religiose, ai funerali dei soci, alle manifestazioni di società sorelle; ancora oggi, è presente, forse solamente un po' più impolverata, nella sede sociale di Moglio. È opportuno ricordare che la Società non offriva solo benefici ai soci laboriosi e presenti, ma anche puniva con multe ingenti gli assenti o manchevoli. Essere socio significava essere doppiamente cittadino, sentire i doveri sociali che si hanno verso il prossimo rafforzati nei confronti del socio. In questo profondo spirito di unione e amicizia la Società crebbe, così come il numero dei soci, finché nel 1889 fu approvata con delibera la costruzione, per mano e contributo dei soci, di una nuova sede sociale, "più grande e più bella", su di un terreno soprastante la piazza principale del paese, dove ancora oggi dal 1903, anno di fine lavori, si riuniscono i soci. Nel frattempo, nel 1902 la Società stessa aveva dato vita in paese ad una Cooperativa di Consumo, chiusa solo di recente per motivi economici, il cui bilancio di gestione, comunque, fu separato, fin dall'inizio, da quello sociale. I soci dei primi del '900, quindi, potevano comprare a prezzi vantaggiosi beni di consumo presso la Cooperativa, ma avevano anche l'obbligo di presenza ai funerali dei consociati, spesso celebrati in ore serali, perché non si dovesse perdere la giornata di lavoro. Si poteva, da un lato, usufruire di assistenza sanitaria a tariffe ribassate, ma, dall'altro, si aveva l'obbligo morale, prima che da Statuto, di contribuire con il proprio lavoro alla rapida e ottima edificazione della nuova sede sociale. I benefici conquistati dal lavoro sociale a favore della popolazione tutta furono di grande rilevanza: educazione scolastica ben sviluppata, , emancipazione femminile, ma anche semplici e allegre feste popolari, ancora oggi tramandate, anche se in forma diversa; feste in cui si ballava, si mangiava , si festeggiava dal Carnevale alla Pasqua, dagli anniversari sociali alla Primavera. La piena libertà d'azione della Società subì una forte e grave battuta d'arresto prima negli anni del Fascismo, poi in quelli bui e tristi della Seconda Guerra Mondiale. Finito il conflitto, nel 1945, lentamente ricominciarono le attività sociali di base, andando, però, a svanire pian piano lo scopo mutualistico, essendo molti soci emigrati, morti o ormai troppo avanti nell'età ed essendosi p***e le necessità originarie e i rispettivi valori ispiratori. Ciononostante, l'attività non cessò mai, anzi nel 1985 fu solennemente ricordato il primo centenario dalla fondazione, in "spirito di unione fraterna". A oggi, la Società, divenuta APS, opera, in particolare, in veste di circolo ricreativo per i soci, partecipando ad eventi ludici e solidali, organizzandone di propri: i più famosi eventi culinari curati dalla Società sono le Sagre, della Ventre e degli Gnocchi, organizzate ogni anno nel mese di Agosto, la cui tipicità ed eccellenza sono ormai famose non solo in zona, ma in tutta la Liguria ed anche oltre i suoi confini. Dal punto di vista prettamente mutualistico, la Società ha ormai ben poca rilevanza per i membri, ma ciò non toglie che, in tempi di crisi economica come questi che ci troviamo ad attraversare, la "Fratellanza" non possa servire nuovamente come valore cardine di un piccolo paese, come anche di una società civile nel suo complesso, allo scopo di sopperire a carenze pubbliche, ben note ai nostri nonni, sconosciute ai nostri genitori, ma che potrebbero riaffiorare all'orizzonte. L'unione fa la forza, è dimostrato. Agnese Garabello
Fonte: "Cara, vecchia Moglio - Scritti e immagini di un antico borgo" , Circolo Ricreativo Mogliese, gruppo di lavoro coordinato da Domenico Rapa e composto da Angelo Bogliolo, Antonio Carossino, Mimmo Ottonello, Alessio Pelle, Luciano Quartara, Giuseppe Schivo e altri, ed. 1993