09/06/2026
Ogni inverno, in migliaia di città italiane, squadre di operai salgono sugli alberi con le motoseghe e li riducono a monconi. Tronchi nudi con tre o quattro tagli da trenta centimetri di diametro, esposti al gelo, alla pioggia, ai funghi. Lo chiamano "potatura". Non lo è. Si chiama capitozzatura — ed è la prima causa di deperimento degli alberi nelle zone urbane italiane.
La capitozzatura elimina quasi tutta la chioma dell'albero in un solo intervento. L'albero perde fino all'80-90% della superficie fotosintetica. Per sopravvivere, è costretto a emettere in emergenza ricacci epicormici — getti deboli, a crescita rapidissima, ancorati solo negli strati superficiali del legno. Quei rami nuovi sono strutturalmente fragili. In caso di vento, neve o temporale, si spezzano con più facilità dei rami originali. La capitozzatura, eseguita "per sicurezza", rende l'albero più pericoloso di prima.
Le ferite da capitozzatura — tagli di grande diametro su branche principali — non cicatrizzano correttamente. Diventano punti di ingresso per patogeni fungini che innescano carie interna, decomponendo il legno dall'interno. L'albero si svuota. La stabilità si degrada progressivamente. I crolli improvvisi di alberi urbani che fanno notizia in autunno sono spesso il risultato di capitozzature eseguite anni prima.
Il Decreto del Ministero dell'Ambiente 10 marzo 2020, che definisce i Criteri Ambientali Minimi per la gestione del verde pubblico, vieta esplicitamente capitozzatura, cimatura e potatura drastica — "perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione". In altri Paesi europei la capitozzatura è sanzionata con multe severe. In Italia è ancora praticata dalla maggioranza dei comuni.
La potatura corretta esiste ed è documentata dalla Società Internazionale di Arboricoltura: taglio di ritorno su rami laterali vivi di diametro adeguato, rimozione del legno morto e dei rami mal posizionati, riduzione mirata della chioma senza eliminare la struttura portante. Costa meno della capitozzatura nel medio periodo — perché l'albero non produce ricacci instabili, non si ammala, non deve essere potato ogni anno, e non muore dopo quindici anni.
Il Comune di Torre d'Isola, in provincia di Pavia, ha abbandonato la capitozzatura e introdotto il tree climbing con tagli di correzione mirati. Risultato: alberi più sani, più sicuri, e una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.
Un albero capitozzato non è un albero potato. È un albero condannato a morire lentamente — e a costare di più ogni anno.