21/10/2026
Scriviamo un breve comunicato per prendere posizione su quanto successo in ambito CSEN con l’ammissione come istruttore di Tommaso Castellano. Non vogliamo fare polemiche (ve ne sono giàtroppe), ma solo dire quale sia la nostra opinione.
Premessa importante: non abbiamo conoscenza diretta di come questa persona si approcci ai cani e se quanto appare sui social in maniera parcellizzata sia corrispondente al vero, per cui ci asteniamo dal commentare ciò che non conosciamo.
Tuttavia, possiamo ritenere attendibile quanto ha scritto CSEN che ammette che questo nuovo educatore usi metodi “forti” e che ciò dovrebbe giustificarsi per le finalità che persegue, ovvero – in estrema sintesi - raggiungere risultati rapidi per dare una vita migliore ad alcuni cani, spesso da troppo tempo “incattiviti” e non facilmente raggiungibili tramite le associazioni sportive.
Si dice, testualmente, che Castellano sarebbe propenso a riconoscere gli eccessi della sua comunicazione (cosa che di certo non è avvenuta) e disponibile a condividere gli obiettivi e i valori di CSEN (evidentemente diversi da quelli precedenti).
Vi è poi da considerare che Castellano, almeno così si dice, sia stato denunciato da un gran numero di persone per reati contro gli animali. Riteniamo che questo sia un fatto importante da chiarire, perché se lo Stato lo ritenesse colpevole, non potremmo sorvolare sui fatti accertati. Vieppiù che un’eventuale responsabilità deontologica sarebbe comunque configurabile al di là di quella penale.
Del tutto inutile ci è apparso paragonare la correzione del comportamento di un bambino che ruba una caramella al metodo che si dovrebbe utilizzare con un trentenne che da 15 anni fa il killer per i narcos sudamericani. Parliamo di correzione o di punizione??
A noi preme chiarire di essere convinti della bontà dei nuovi studi in materia cinofila, in cui si dà atto che la repressione di un comportamento non comporta apprendimento effettivo, ma sottomissione temporanea. Il cane, entrato massicciamente nella nostra società con scopi diversi da quelli lavorativi (il jack russel non viene utilizzato per cacciare i ratti, il border collie raramente serve per guidare le pecore, ecc.), deve affrontare una convivenza soddifacente con il suo proprietario. Si debbono quindi tenere in considerazione le risultante scientifiche ed empiriche a cui tale convenza ha dato adito e valutare l’animale come membro senziente della società.
La nostra Regione, da molti anni, ha specificatamente assunto come finalità pubblica la tutela della salute, del benessere e del rispetto degli animali da affezione, riconoscendone la natura di “esseri senzienti” e condannandone il maltrattamento e l'abbandono.
Ribadiamo che la nostra attività viene svolta con la massima serità, senza cercare consensi a tutti i costi, ma pensando al benessere del cane e del proprietario. In maniera praticamente volontaria.
Vi assicuriamo che creare delle competenze ad un cane è altamente gratificante per lui e per noi e che per insegnare non servono metodi impositivi, ma tempo e dedizione.
Il “buon” rapporto con il nostro cane è il nostro obiettivo e prendiamo le distanza da chi, sia di CSEN o di un altro Ente, adotta tecniche violente o coercitive.