“La Strada degli Scrittori" è un itinerario che invita a ripercorrere i luoghi vissuti, amati e descritti da autori siciliani che hanno appassionato e formato intere generazioni, consentendo un contatto diretto con i volti e le variegate personalità da loro captate e magistralmente dettagliate in splendide pagine di letteratura e teatro. Il progetto prende forma da una proposta del giornalista
del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, successivamente condivisa e sottoscritta con protocollo d’intesa, alla presenza del Ministro al Turismo e Beni Culturali, l’11 novembre 2013, a Racalmuto, dal Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana e dagli assessori regionali al: "Turismo, Sport , Spettacolo, Beni culturali ed identità Siciliana", "Istruzione e Formazione professionale", "Attività produttive", "Politiche agricole ed alimentari", "Territorio e Ambiente". La strada in questione è la "SS 640", che attraversa quei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di grande levatura quali: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo e molti altri, da Caltanissetta a Porto Empedocle, passando per Racalmuto, Favara, Agrigento e Palma Di Montechiaro. Legando insieme ambienti magici quali, in primis, la "Valle dei Templi" e tutti gli splendidi angoli di questo lembo di Sicilia, vissuti con amore e profondo legame, dai grandi autori sopra citati, "la Strada degli Scrittori" crea un circuito turistico-culturale che induce il visitatore a intrattenersi per godere delle ricchezze artistiche, monumentali, archeologiche e naturalistiche del territorio ed apprezzarne anche la tradizione enogastronomica. In pochi chilometri si può infatti vivere l’emozione di immergersi nei luoghi in cui gli stessi scrittori hanno camminato, scritto, vissuto, e dai quali hanno tratto talvolta ispirazione per le proprie opere, ritrovandosi così a percorrere i propri passi su quelle piazze, strade o spiagge ampiamente descritte nelle loro pagine più belle, ma si possono anche scoprire gli autentici tesori nascosti, che in quest’area sono contenuti: un percorso unico fatto di teatri, castelli, palazzi, musei, paesaggi mozzafiato, dal "Caos", casa natale di Pirandello, fino alla sua Girgenti, i cui abitanti hanno ispirato i personaggi dei suoi romanzi e delle sue novelle, con un salto su fino alla Cattedrale, dov’è ancora conservata la "Lettera del diavolo", manoscritto di Suor Maria Crocifissa, la Beata Corbera citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”; dalla Scala dei Turchi e la miniera di sale di Realmonte, fino alla marina di Vigata, l’attuale Porto Empedocle, descritta da Andrea Camilleri, dove dal porto, con la sua maestosa Torre Carlo V, si giunge fino ai Templi dell’area archeologica di Agrigento in cui si estende quel meraviglioso Giardino della Kolymbetra, immerso nell’antica Akragas, come descritto da Pirandello ne “I vecchi e i giovani”; dalle miniere di Racalmuto, fino al Castello Chiaramontano e al teatro Regina Margherita, dove poter rivivere le pagine di “Morte dell’Inquisitore”, o ancora alla Noce, oasi che Sciascia considerò sempre il luogo ideale in cui ritirarsi a scrivere. Lo svincolo di Racalmuto della nuova statale 640, a 600 metri da contrada Noce, rappresenta il primo accesso dei visitatori al percorso dedicato agli scrittori agrigentini. L’area include, peraltro, anche altre opportunità di scoperta, come Favara, paese dello scrittore Antonio Russello, dove è attivo grazie alla grande intuizione del notaio Andrea Bartoli e della moglie Florinda, il sito di arte contemporanea Farm Cultural Park. Ma ci si può spingere fino a Villaggio Mosè, dallo svincolo della Mosella, lasciando Agrigento e trovandosi di fronte alla Rupe Atenea, per percorrere il sentiero che porta alla residenza di campagna del Barone Agnello, tra granai, uliveti e campi di maggese, e ritrovare le memorie che hanno ispirato “Un filo d’olio” di Simonetta Agnello Hornby; oppure tornare sulla statale e ripercorrerla tutta fino a Caltanissetta, città che Sciascia definì la “piccola Atene”, vero e proprio cenacolo culturale, che ebbe come protagonisti gli intellettuali del tempo, come Vitaliano Brancati, Stefano Vilardo, Massimiliano ed Emanuele Macaluso e che diede i natali a Pier Maria Rosso di San Secondo.