04/07/2026
AGRIGENTO E LA MUNNIZZA. E’ POSSIBILE VENIRNE FUORI?
Nei miei ricordi, Agrigento è stata una città abbastanza pulita e decorosa fino agli anni ’80, fintanto che la gestione dei servizi di nettezza urbana è stata in capo all’amministrazione comunale. Con la creazione degli ATO Rifiuti e la privatizzazione del servizio, a partire dagli anni ’90, abbiamo assistito ad un inarrestabile aumento della TARI e parallelamente ad un continuo peggioramento delle condizioni igieniche della città.
Oggi, oltre alla normalità di un servizio di raccolta dei rifiuti scadente, la nuova giunta si trova a fronteggiare anche il problema della carenza di impianti di smaltimento, tema al quale avrebbe dovuto dedicarsi con molta più attenzione la regione siciliana.
Fa senz’altro bene il sindaco a richiamare i cittadini al rispetto dell’ambiente nel conferimento dei rifiuti e a varare misure di controllo più efficaci contro chi abbandona rifiuti in discariche improvvisate o non fa adeguatamente la raccolta differenziata.
Ci sono però due argomenti centrali ai quali non si è fatto cenno in questi giorni di emergenza.
Uno riguarda l’evasione della TARI, l’altro le modalità di esecuzione del contratto di appalto per la raccolta dei rifiuti e la pulizia della città.
Quanto al primo tema, ad Agrigento non ci sono dati precisi sulla elusione ed evasione, ma di sicuro una consistente fetta di cittadini non contribuisce ai costi del servizio. Le analisi storiche effettuate a livello regionale stimano un margine di evasione attorno al 30%, una enormità. Il recupero di questa evasione non dovrebbe essere difficile, vista la possibilità di controlli tramite l’uso incrociato delle banche dati dell‘ufficio anagrafe comunale, del catasto urbano, della camera di commercio. Sono in ballo diversi milioni che potrebbero consentire un miglioramento del servizio e un abbassamento delle tariffe.
L’altro argomento, in tema di pulizia della città, riguarda l’effettiva esecuzione dei servizi previsti dal capitolato di appalto. Un primo dato è significativo: nonostante il servizio non abbia dato segni di miglioramento nel tempo, l’appalto è stato appannaggio negli ultimi 30 anni (praticamente dalla privatizzazione del servizio) di un solo consorzio di imprese. Questo consorzio gestiste in questo momento il servizio in regime di proroga e, visti i precedenti, si può ragionevolmente pensare che risulterà ancora aggiudicatario nell’appalto prossimo. Cosa singolare, il bando di gara per l’aggiudicazione del servizio, che ammonta a circa 150 milioni di euro, è stato approvato nel dicembre scorso dal consiglio di amministrazione della SRR - Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti - presieduto da Giuseppe Pendolino (che cumulava in quel momento le cariche di sindaco di Aragona, Presidente della Provincia e presidente della SRR ATO 4 Agrigento) pochi minuti prima delle sue dimissioni. Perché tanta fretta nell’approvare un atto così importante ricoprendo ruoli incompatibili che potrebbero inficiare il processo di aggiudicazione dell’appalto? Ricordo, da ultimo, che il presidente Pendolino ha avuto come sponsor determinanti per la sua elezione gli onorevoli Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo, oggi indagati per gravi reati contro la pubblica amministrazione: il primo indagato nella vicenda “Appalti e mazzette”, il secondo nell’inchiesta “Corte dei miracoli”.
Fatta questa premessa, passiamo alle questioni che riguardano l’esecuzione del contratto i cui servizi, come da capitolato di ogni appalto pubblico, dovrebbero essere eseguiti a perfetta regola d’arte. Le cose, però, non sembrano andare per il meglio.
l’art.3 del capitolato di appalto prevede lo spazzamento manuale e meccanico e il lavaggio meccanizzato di strade, marciapiedi, piazze ed ogni area pubblica, compresi i cimiteri comunali. Rientrano nel contratto anche la pulizia delle ville e dei giardini, nonché lo scerbamento stradale e lo svuotamento giornaliero dei cestini. Per lo spazzamento meccanico, negli allegati al capitolato, è previsto l’impiego di 3 spazzatrici, che con frequenza diversa (quotidiana nelle aree centrali, settimanale in quelle periferiche e bisettimanale nelle zone marginali) dovrebbero pulire la città. Su questo punto mi pare evidente la scarsa adesione della realtà alla previsione normativa. Lo spazzamento meccanico è una rarità. Ogni tanto si vede una spazzatrice al viale o a San Leone, quasi a fare un passaggio per farsi notare. Peraltro, lo spazzamento meccanico richiederebbe un’organizzazione dei parcheggi a bordo strada che non è mai stata programmata ed attuata: nelle ore in cui è previsto il passaggio della spazzatrice dovrebbe essere vietata la sosta delle auto, per rendere efficace lo spazzamento. Inoltre, molte delle vie periferiche comprese nello stradario dello spazzamento meccanico sono in uno stato di dissesto, piene di buche e avvallamenti, che rendono impossibile l’operatività della spazzatrice.
Lo spazzamento manuale, invece, è concentrato in pochissime strade (via Atenea, Porta di Ponte, il primo tratto del Viale, il lungomare nei periodi estivi), nelle altre zone centrali è molto discontinuo, nelle periferie è oramai insistente: le strade si puliscono grazie al vento e alla pioggia. Anche il lavaggio delle strade è affidato agli eventi atmosferici, essendo quello meccanico quasi inesistente. Magari ci daranno il contentino di lavare il Viale per la ricorrenza di San Calò.
Per coinvolgere l’utenza ad abbracciare sempre più convintamente la raccolta differenziata, l’appaltatore dovrebbe predisporre (art. 6 capitolato), con spese a proprio carico:
• La stampa e distribuzione di materiale informativo
• L’affissione di manifesti
• La distribuzione di locandine nei locali pubblici
• Incontri con la popolazione
• Coinvolgimento delle scuole presenti sul territorio
• Realizzazione di eventi pubblici, come convegni e giornate di studio
• Svolgere azioni per diminuire la produzione dei rifiuti
• Informare sull’auto-compostaggio
• Informare sulla conduzione, l’uso e l’utilità del Centro Comunale di Raccolta
• Istituire un numero verde per l’assistenza agli utenti
Di tutte queste attività, pagate dal comune con il contratto di appalto, poco o nulla è stato realizzato.
È prevista anche l’istituzione di un Osservatorio per i rifiuti di cui dovrebbero far parte personale incaricato della SRR e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni dei consumatori e delle associazioni ambientaliste e di volontariato, con lo scopo di monitorare il rispetto dei parametri del servizio offerto e di valutare le osservazioni e i reclami dei cittadini. Oltre all’attività di sorveglianza e controllo sui servizi di igiene urbana, l’Osservatorio si dovrebbe occupare dell’analisi sulla qualità e quantità dei rifiuti prodotti: rifiuti indifferenziati, differenziati, speciali, pericolosi, ingombranti. Si tratta di un organismo molto importante che consente, tramite le organizzazioni coinvolte, una partecipazione democratica e diffusa dei cittadini alla gestione di un servizio cruciale per la vivibilità della città. Di questo osservatorio non si ha alcuna notizia.
Ci sono poi altri diversi altri punti che elenco nel pezzo allegato, per chi avesse voglia di un’analisi più dettagliata.
Un'ultima considerazione.
Tre anni fa, con una delegazione del circolo PD di Agrigento, incontrammo il sindaco Francesco Miccichè e il vicesindaco Aurelio Trupia (responsabile del settore rifiuti) per consegnare un documento in cui venivano evidenziati i punti critici del servizio di nettezza urbana e le mancanze contrattuali. Oltre al documento consegnammo una petizione di centinaia di firme per chiedere risposte su alcuni aspetti centrali del servizio e dei suoi costi (il documento è tra i commenti al post). Ci promisero una pronta risposta. Ovviamente, com’era costume di quella classe politica, non ricevemmo alcun riscontro.
Oggi, il clima politico è cambiato, pertanto, mi auguro che a quelle domande, ancora di stretta attualità, utili per capire com’è stato gestito il servizio di pulizia della città in questi anni, venga dedicata la dovuta attenzione.
di Nino Cuffaro Agrigento non è mai stata così sporca come in questi ultimi anni. La situazione è insostenibile, ne va della vivibilità della città e della salute dei cittadini. Una città che, per il suo patrimonio storico e artistico, può legittimamente aspirare ad essere una delle capitali ...