Quelli Che Non Si Piegano

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Altra pillola:COSA FARE SE IL DATORE DI LAVORO NON RISPETTA LE MISURE DEL MEDICO COMPETENTE? NB. RICORDATI CHE LA LEGGE ...
13/06/2026

Altra pillola:

COSA FARE SE IL DATORE DI LAVORO NON RISPETTA LE MISURE DEL MEDICO COMPETENTE?

NB. RICORDATI CHE LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA, ORA LO SAI...

Altra pillola
12/06/2026

Altra pillola

Buongiorno,Seconda pillola per i lavoratori!L'ignoranza non è ammessa dalla legge, quindi informati e tutela i tuoi diri...
09/06/2026

Buongiorno,
Seconda pillola per i lavoratori!
L'ignoranza non è ammessa dalla legge, quindi informati e tutela i tuoi diritti.

SIAL COBAS E LE PICCOLE PILLOLE SULLA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LUOGO DI LAVORO:(una pillola al giorno, toglie il medico...
08/06/2026

SIAL COBAS E LE PICCOLE PILLOLE SULLA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LUOGO DI LAVORO:
(una pillola al giorno, toglie il medico di torno)...
Si parte da oggi....

06/06/2026
05/06/2026

In molti posti di lavoro, quando senti dire "qui siamo una famiglia", non ti stanno descrivendo un ambiente, ti stanno spiegando quali sacrifici si aspettano da te.

Perchè questa frase raramente compare quando bisogna assumere personale, distribuire meglio il lavoro o proteggere chi sta andando in burnout.

Compare quando bisogna chiederti qualcosa in più.

Una vacanza rimandata, le ferie richiamate, una cena saltata all’ultimo minuto.

L’ennesimo messaggio quando sei già a casa o quando qualcuno si aspetta che tu tenga comunque il telefono acceso perché, in fondo, "solo tu sai fare quella cosa".

L’ennesima emergenza che improvvisamente diventa un tuo problema.

La recita di tuo figlio a cui non riesci ad arrivare in tempo, la partita che avevi promesso che saresti andato a vedere.

La visita medica che continui a rimandare perché ti hanno fatto capire che adesso non puoi mancare e c’è bisogno di te.

Pezzo dopo pezzo, il lavoro inizia a prendersi spazio che dovrebbe appartenere alla tua vita, ai tuoi affetti, alla tua salute e alla tua vera famiglia.

E mentre il personale continua a mancare e i problemi vengono scaricati su chi è rimasto, ti dicono che bisogna essere disponibili, che qui non si guarda l’orologio, che tutti devono fare la loro parte.

La verità è che in molte aziende la parola "famiglia" non viene usata per creare appartenenza. Viene usata per ottenere sacrifici che, se venissero chiamati con il loro nome, molte persone rifiuterebbero, perché è molto più facile chiedere disponibilità continua a qualcuno che si sente in debito che a qualcuno che ricorda di avere semplicemente firmato un contratto di lavoro.

Così inizi a sentirti in colpa se non rispondi a un messaggio fuori orario, se vai in ferie, se chiedi un permesso, se non puoi fare un’ora in più o un sabato in più.

Ti senti in colpa ogni volta che provi a mettere un limite, ogni volta che provi a difendere il tuo tempo, la tua salute o la tua vita fuori dal lavoro.

A forza di sentirti in colpa finisci per accettare cose che all'inizio ti sarebbero sembrate assurde.

Poi però arriva il momento in cui scopri quanto vale davvero quella “famiglia”.

Magari arriva una riorganizzazione, un nuovo responsabile, un taglio dei costi.

Oppure arriva una gravidanza, un problema di salute o semplicemente un periodo della vita in cui non riesci più a dare tutto quello che davi prima.

O ancora più semplicemente non servi più come prima.

Ed è proprio in quel momento che molte persone scoprono la differenza tra una famiglia e un'azienda. Perché finché c'è da chiederti sacrifici sei parte della famiglia, quando invece c'è da proteggerti, sostenerti o riconoscere quello che hai dato, le regole cambiano.

Improvvisamente non sei più una persona.

Diventi un costo, una voce in un foglio Excel, una posizione da sostituire, un esubero da eliminare.

Diventi un semplice numero.

Ed è allora che capisci che quella parola non parlava di appartenenza, parlava di disponibilità.

Perché una famiglia non ti vuole bene solo quando sei utile, una famiglia non considera il tuo valore in base a quanto produci, una famiglia non si dimentica di te appena smetti di essere conveniente.

E forse è per questo che sempre più persone hanno imparato a diffidare di quella frase, perché troppo spesso dietro "qui siamo una famiglia" non c'è un ambiente umano o sano.

C'è un ambiente che pretende lealtà da chi lavora senza essere disposto a offrirla quando le cose cambiano.

👉 Quando hai capito che quel "qui siamo una famiglia" valeva soltanto finché eri utile?



In Italia, l'omessa denuncia di una malattia professionale comporta gravi conseguenze legali per il professionista:Respo...
04/06/2026

In Italia, l'omessa denuncia di una malattia professionale comporta gravi conseguenze legali per il professionista:

Responsabilità Penale: Omettere di segnalare all'INAIL o alle autorità competenti una patologia correlata al lavoro costituisce reato. È punibile con l'arresto e pesanti ammende pecuniarie (che possono variare a seconda della gravità e della qualifica del medico).

Reato di Falso: Se il medico compila cartelle sanitarie o rilascia certificati omettendo dolosamente la reale causa lavorativa, rischia l'accusa di falso in atto pubblico o ideologico.

Omissione di Referto (art. 365 C.P.):

Qualora il medico presti assistenza per una patologia che possa far scappare l'ipotesi di reato procedibile d'ufficio (come lesioni colpose gravi o gravissime sul lavoro), ha l'obbligo di refertare all'Autorità Giudiziaria.
L'omissione è un reato punibile penalmente.

Sanzioni Amministrative: La violazione dell'obbligo di denuncia (art. 139 del D.P.R. 1124/1965) comporta sanzioni amministrative o contravvenzioni specifiche.

Se ti trovi in una situazione del genere, ci sono canali ufficiali per tutelare la tua salute e i tuoi diritti, aggirando eventuali omissioni del medico aziendale:

Rivolgiti a un altro medico:
Qualsiasi medico, di fronte al sospetto di una malattia professionale, ha l'obbligo di redigere il certificato e trasmetterlo telematicamente all'INAIL. Puoi chiedere al tuo medico di base o a uno specialista di emetterlo.

Rivolgiti ai sial cobas, tramite questa pagina fb.

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