Dall’esperienza maturata nella partecipazione e governance del territorio dal Consorzio ASSOMAB costituito nel 2006 e formato da sette comuni dell’area (Carovilli, Chiauci, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana e Vastogirardi), dalla Regione Molise, dal Corpo Forestale dello Stato (Ufficio Territoriale per la Biodiversità) e dall’Università del Molise nell’ultimo decen
nio è nata da novembre 2015 la proposta di costituzione di un Gruppo di Azione Locale a regia delle istituzioni comunali consortili che hanno coinvolto altri attori istituzionali nell’area alto-molisana. Tra gli altri che hanno aderito alla proposta, l’amministrazione del Comune di Castel del Giudice si è unita alla cabina di regia, con una posizione di leader nazionale per innovazione e partecipazione di interessi collettivi grazie alle esperienze della residenza sanitaria assistenziale (Rsa San Nicola), la Società Agricola Melise S.r.l. - per il recupero dei terreni agricoli in abbandono e la coltivazione biologica di mele, susine, ciliegie, fragole, farro e trasformazione e commercializzazione dei prodotti - e un albergo diffuso, Borgo Tufi, la cui capacità ricettiva a regime dovrebbe essere di 150 posti letto. Queste forme di società partecipate rappresentano un’eccellenza a livello regionale e nazionale soprattutto per le caratteristiche del contesto economico ed ambientale montano. La cabina di regia, in virtù delle diverse esperienze maturate nel campo dello sviluppo locale, ha svolto una fondamentale funzione di animazione rivolta ad altri attori locali, sia istituzionali che privati, attraverso una serie di riunioni, incontri e dibattiti (sezione Cronoprogramma delle attività di animazione), da cui è scaturita la decisione di costituirsi in Gruppo di Azione Locale (denominato “Alto Molise”) condividendo quindi, secondo un approccio bottom-up, la medesima visione di sviluppo territoriale riguardante un’area costituita da 19 Comuni (sezione Lista dei Comuni aderenti), la cui Strategia di Sviluppo Locale risulta fondata su tre elementi principali: ricchezza di risorse naturalistiche, modelli di agricoltura sostenibile e sviluppo/potenziamento dell’offerta ricettiva rivolta al turismo cult-rurale, “lento” e di tipo esperienziale. Durante le fasi di partecipazione e animazione, che hanno coinvolto in diverse sedi e in varie occasioni circa 90 portatori di interesse, sono state raccolte le attese, i bisogni e le criticità economiche e sociali percepite dagli attori territoriali, da cui ha preso le mosse l’impostazione strategica su cui intende fondarsi il piano di sviluppo locale. Il dibattito si è concentrato inizialmente sulla selezione degli ambiti tematici proposti dal bando, maggiormente coerenti alla visione dello sviluppo dell’area che progressivamente andava formandosi. In una prima fase l’attenzione degli attori coinvolti si è concentrata sui seguenti cinque ambiti tematici di intervento:
1. Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari, forestali, artigianali e manifatturieri);
2. Valorizzazione e gestione delle risorse ambientali e naturali;
5. Valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territori. Per ogni ambito sono stati discussi i principali elementi critici e le attese correlate agli stessi secondo una logica strategica di medio termine, fondata sulla valutazione del potenziale di sviluppo sotteso ad ogni ambito nella prospettiva dei principali attori economici coinvolti, riconducibili a diversi settori di interesse come l’agricoltura biologica e l’allevamento bovino da latte, la produzione casearia e dolciaria, la ristorazione tipica e i servizi turistici non alberghieri o di tipo diffuso. In una seconda fase, attraverso una lettura concretamente partecipata del contesto territoriale, facilitata dall’applicazione di tecniche di consultazione come il brainstorming, si è potuta focalizzare l’attenzione sui tre principali ambiti tematici riportati di seguito:
I) sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari, forestali, artigianali e manifatturieri),
II) turismo sostenibile,
III) cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità (animale e vegetale). La scelta è stata basata soprattutto sulla presenza locale di imprese fortemente vitali in tali ambiti, sull’integrazione e l’integrabilità dei temi, sulle caratteristiche di trasversalità degli stessi, nonché sulla correlazione e applicabilità dei medesimi nel futuro Piano di Sviluppo Locale orientato principalmente alla qualificazione dei prodotti, all’aumento dell’occupazione (soprattutto giovanile) e alla valorizzazione del paesaggio culturale e della biodiversità. Temi, che come è stato sottolineato precedentemente, risultano fortemente attinenti ai fabbisogni individuali e collettivi emersi nel processo di consultazione degli stakeholder.