20/05/2026
Ogni volta che avviene una tragedia legata a un disturbo mentale il dibattito pubblico rischia di prendere una piega pericolosa: paura, stigma, richieste di controllo e semplificazioni. Ma la realtà è molto più complessa.
Dietro casi come quello di Modena emergono problemi enormi che il nostro Paese continua da anni a sottovalutare: servizi di salute mentale sotto pressione, carenza di personale, poche risorse economiche e troppe persone che interrompono i percorsi di cura e restano sole.
Nel frattempo aumentano soprattutto tra i giovani ansia, depressione, disagio psicologico e richieste di aiuto. Eppure accedere a un supporto pubblico adeguato è ancora troppo difficile per molte famiglie.
La salute mentale non può essere affrontata soltanto quando esplode un fatto di cronaca. Serve continuità, prevenzione, presenza sul territorio e una rete capace di accompagnare le persone fragili prima che la solitudine diventi abbandono.
E bisogna stare attenti a non confondere malattia mentale e criminalità. Lo stigma non protegge nessuno. Anzi, spesso allontana ancora di più le persone dai percorsi di cura di cui avrebbero bisogno.