04/05/2026
Campo di Comunità Masci Adelfia1 "Ala di Riserva"
Oltre il Mare, nel Cuore dell’Uomo, la Nostra Strada a Casa Rozalba.
Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e viaggi che si misurano in volti, silenzi e rinascite.
Il nostro campo di comunità MASCI a Gjadër, presso Casa Rozalba, è stato esattamente questo: un’immersione totale in una terra, l’Albania, che porta ancora sulla pelle le cicatrici di una storia brutale, ma che oggi fiorisce di un’accoglienza che disarma.
Non si può capire l’Albania senza ascoltare il grido silenzioso del suo passato. Siamo stati accolti da una storia densa e dolorosa: quella del regime comunista più feroce e isolazionista d’Europa, un sistema che aveva l’obiettivo dichiarato di sradicare Dio dal cuore degli uomini. Abbiamo camminato nei luoghi dove sacerdoti, suore e laici sono stati perseguitati, incarcerati e martirizzati per la sola "colpa" di credere.
Eppure, tra quelle macerie ideologiche, abbiamo trovato una fede che non è solo rito, ma resistenza e vita.
La testimonianza dei martiri albanesi è diventata per noi una bussola, ricordandoci che la fraternità è l’unico vero antidoto alla barbarie.
A Casa Rozalba il nostro "servizio" non è stato un semplice fare, ma un esserci (Mani che Curano, Cuori che Ascoltano)
Abbiamo incrociato gli sguardi dei bambini, delle ragazze e delle famiglie del villaggio, scoprendo che l’accoglienza albanese è un rito sacro: qui l’ospite è considerato, nel senso più profondo, una benedizione per la casa.
Il lavoro manuale e la collaborazione con le realtà locali ci hanno insegnato che il servizio è lo strumento più potente per abbattere i pregiudizi e costruire ponti dove un tempo c’erano fili spinati.
Oggi Casa Rozalba è un punto di riferimento per tutta l’Albania.
Abbiamo toccato con mano l’instancabile operato di Suor Alma, Suor Mirela e Suor Meggy, della comunità delle Maestre di Santa Rosa Venerini, supportate da uno staff straordinario di cuoche, autisti, educatori, psicologi e volontari.
La loro è una ca**tà poliedrica che risponde a ferite aperte:
L'animazione negli oratori dei villaggi limitrofi;
Il riscatto delle ragazze segnate dalla cattiveria degli adulti;
Il rifugio d’emergenza per le donne vittime di violenza domestica o sottratte alla tratta e alla prostituzione;
La dignità restituita attraverso la camiceria, che offre lavoro e indipendenza;
La presenza carica di speranza verso i migranti reclusi nel CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) realizzato dal governo italiano.
Il campo non è stato rivolto solo all'esterno, ma è stato una profonda esperienza di comunione tra noi. La preghiera comunitaria, il servizio condiviso e il confronto fraterno ci hanno permesso di riscoprire il senso del nostro cammino di adulti scout: essere testimoni autentici dei nostri valori.
Torniamo da Gjadër con gli zaini più pesanti di consapevolezza e più leggeri di superfluo. L’Albania ci ha regalato la lezione più grande: anche dopo l’inverno più gelido della persecuzione, la primavera della speranza germoglia sempre, se trova cuori disposti a servire con umiltà.
Grazie a Casa Rozalba per essere stata il nostro porto e la nostra scuola di umanità. Un ringraziamento speciale va alla nostra comunità parrocchiale e a tutte le persone che, con il loro sostegno, ci hanno aiutato a realizzare questo progetto.
"Mirëupafshim, Shqipëria!" (Arrivederci, Albania!)