20/02/2023
Dopo i vari interventi susseguitesi sui social, tra comunicati ufficiali e le opinioni espresse dai concittadini, ci siamo sentiti in dovere di dare qualche chiarimento in merito all'argomento Carnevale.
Siamo un gruppo di alcuni (non tutti) carristi acquedolcesi, di compagini diverse, che si è sentito chiamato in causa in queste settimane e ha deciso di creare una pagina dove esternare le proprie considerazioni.
I carri dell'edizione 2023 non si sono potuti realizzare principalmente per questioni di natura personale e per mancanza di "manodopera", molti ragazzi infatti sono lontani dal paese sia per questioni di lavoro che per questioni di studi universitari. Da molti altri invece notiamo uno scarso interesse ed avvicinamento a questa attività, vuoi per motivi personali, vuoi per mancanza di tempo o semplicemente perchè non sono interessati a farlo.
Nel Settembre 2022 qualche rappresentante delle associazioni culturali incaricate alla realizzazione dei carri è stato aggiunto in un gruppo Whatsapp creato dall’assessore.
In questa occasione, lo stesso, ci metteva al corrente della volontà di pubblicare una manifestazione d’interesse dove, chi avesse voluto realizzare carri allegorici o altro poteva tranquillamente far richiesta.
È vero che la manifestazione d’interesse è andata deserta da parte dei carristi per i motivi già tirati in ballo, ma è anche vero che non si è andato oltre, magari anche organizzare un incontro faccia a faccia con i carristi e parlarne di persona.
Sarebbe stato opportuno farlo, a prescindere dalle motivazioni che ci hanno portato a non partecipare alla manifestazione d’interesse indetta. Poteva anche essere un' occasione per parlare delle problematiche che vanno al più presto risolte, in modo tale da essere pronti alle edizioni future.
Questo, nostro malgrado, non è stato fatto!
Additare come colpevoli i carristi ci sembra poco corretto e ingiusto per chi in tutti questi anni ha dato tutto per mantenere in vita e soprattutto per far crescere questa manifestazione!
Dopo la bellissima edizione del 2020 abbiamo avuto 2 anni di stop imposto dalla pandemia, ma nessuno ha avuto l'interesse di sfruttare questa pausa per progettare e sistemare adeguatamente quello che c'era da sistemare. Lo stimolo non può partire sempre dai carristi, lo sforzo deve essere collettivo.
Il nostro Carnevale ha bisogno di piani organizzativi approfonditi, studiati di concerto sia dall’amministrazione che ovviamente da noi, altrimenti si correrebbe il rischio di deludere, di non lasciare il segno come siamo abituati a fare, e non possiamo accontentarci di realizzare carri che non sono all'altezza degli ultimi anni.
Non possiamo fare un paragone con i carnevale che abbiamo nelle nostre zone dove, giustamente, non avendo ancora una tradizione matura come la nostra si divertono con poco e senza pretese.
Non possiamo permetterci di "tornare indietro".
Non possiamo permetterci di abbassare il livello solo perchè si deve fare la sfilata. Noi non ci stiamo. Gli altri carristi possono farlo.
Noi vogliamo crescere.
Quest’anno non sapevamo neanche quale fosse la cifra destinata alla manifestazione, perchè appunto ci siamo dovuti ritirare ben prima.
50 mila euro sono semplicemente l’ordinario, quello che c’è stato ogni anno, nulla di straordinario, e per chi non lo sapesse non sono destinati unicamente ai carristi, ma bensì alla totalità della manifestazione. Quindi sbaglia chi pensa che abbiamo RIFIUTATO questa somma, a prescindere se bastava o meno.
E' giusto evidenziare un elemento non di poco conto, e cioè il fatto che i prezzi della materia prima sono aumentati a causa della crisi, impensabile dunque credere di non rimetterci di tasca nostra (come gli altri anni d'altronde).
Altro punto dolente sono i capannoni comunali, ripristinati solo in parte dopo l'incendio del 2018 e resi vivibili da NOI carristi che abbiamo spazzato letteralmente la fuliggine da terra, fatto gli scassi per portare l’acqua ad ogni singolo gruppo, divisioni interne avvenute sempre a spese nostre ed arrangiate, spesso alla buona, con i mezzi che avevamo a disposizione.
Non era un lavoro che dovevamo fare noi.
Per concludere questa lunga riflessione chiediamo a tutti, ma proprio tutti, di rimboccarsi le maniche e operare affinchè si possa trovare una soluzione a questo declino inesorabile della nostra amata manifestazione.
Alle scuole chiediamo di organizzare delle ore di laboratorio per insegnare ai ragazzi l'arte della carta pesta.
A chi amministra chiediamo di intercettare dei fondi e di pensare in anticipo il da farsi per organizzare come si deve il Carnevale.
Ai ragazzi acquedolcesi chiediamo di farvi avanti, di cimentarvi nella realizzazione dei gruppi in maschera o dei carri allegorici, di mettervi in gioco, di PARTECIPARE attivamente affinchè tutto questo non si perda.
Il futuro di questa NOSTRA festa dipende soprattutto da voi.
Chiunque si senta rappresentato da questo pensiero è libero di condividerlo.
La voce dei Carristi