27/07/2025
A Gaza non si muore solo per le bombe. Si muore di fame.
Da mesi, una popolazione intera sopravvive senza cibo, senza acqua, con le briciole. Le testimonianze che arrivano sono drammatiche: persone che muoiono per ipoglicemia; ospedali che si riempiono di gente scarnificata; cittadini che svengono per strada per la denutrizione.
Non c’è nulla da comprare, nemmeno volendo. Non è povertà: è fame usata come arma di guerra.
E intanto gli aiuti restano fermi. Basterebbe farli entrare, basterebbe distribuirli equamente, basterebbe non ammazzare chi è fila, basterebbe un ordine politico. E invece niente.
Giorgia Meloni, pochi giorni fa, ha scritto che è “inaccettabile” l’attacco a una chiesa a Gaza. Bene. E le persone che muoiono di fame cosa sono? I bambini, gli anziani, i ragazzi che vengono trucidati quotidianamente mentre aspettano della farina o dell’acqua quanto valgono?
Esiste una mozione unitaria presentata da PD, M5S e AVS. Una mozione che chiede l’impegno del Governo per un cessate il fuoco immediato, gli aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi, l’embargo totale delle armi, la sospensione dell’accordo di cooperazione Ue-Israele e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Basterebbe approvarla.
Perché non basta scrivere “inaccettabile” sui social quando casca un campanile, presidente Meloni. Servono scelte concrete. Il resto è solo squallida e cinica ipocrisia sulla pelle di persone inermi e non le basterà definirsi “madre” e “cristiana” per salvarsi la coscienza.