06/06/2026
Sulle orme del vulcano. 🌋
𝗠𝗔𝗥𝗧𝗜𝗡𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗔 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗜𝗧𝗔 𝟰𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗙𝗔 𝗗𝗔𝗟 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗩𝗨𝗟𝗖𝗔𝗡𝗢 "𝗖𝗔𝗠𝗣𝗜 𝗙𝗟𝗘𝗚𝗥𝗘𝗜"
Alcune ricerche scientifiche condotte da Studiosi e Speleologi di fama mondiale, una ventina di anni fa, hanno portato alla luce in alcune contrade di Martina Franca la presenza nel sottosuolo di pareti della stessa cenere dei Campi Flegrei (ignimbrite campana)
In particolare in contrada Vannella (località Venturizzo), a circa 7 km da dal centro abitato, sulla provinciale per Villa Castelli, venne all’epoca individuata in una cava di terra rossa già scavata per circa 20 metri di profondità, una parete alta 6-7 metri di pura cenere di origine vulcanica che dai geologi fu attribuita all’Ignimbrite Campana.
A Martina Franca fu infatti scoperta Ignimbrite Campana situata a centinaia di km di distanza dall’epicentro eruttivo avvenuto ai Campi Flegrei a Napoli. Secondo dati recenti, la magnitudo di quell’evento esplosivo, fu sicuramente il più catastrofico degli ultimi 200.000 anni.
La potenza deflagrante fu talmente devastante da distruggere numerose comunità umane ed una vastità di foreste e di animali.
Il famoso speleologo Silvio Laddomada non si fermò alla cava di Venturizzo.
Iniziò ad esplorare tutte quelle doline di Martina che un tempo venivano ricoperte di rifiuti edili con la incivile pratica dello scavo profondo.
Fu così che anche a Trazzonara in Valle d’Itria si rinvennero nuovi livelli di Ignimbrite Campana a circa 2 metri di profondità dalla superficie con spessori da 70 a 1,5 metri.
Francesco Paolo Pizzileo