27/07/2026
È arrivato il momento che non avrei mai voluto vivere. Quando ci lascia un Amico, uno dei pochi con la A maiuscola, è quasi impossibile descrivere il dolore che si prova. È bastata una telefonata, ricevuta di prima mattina, per far crollare un mondo fatto di speranze e di preghiera. L’unico desiderio, irrefrenabile, è stato quello di rimettermi in macchina e rientrare ad Acquasparta, quasi sentendo che solo questi luoghi avrebbero potuto darmi un po' di sollievo.
Ho conosciuto Roberto per motivi di lavoro, subito dopo il mio arrivo ad Acquasparta, e poco a poco si è creato un legame molto profondo: nato dalla stima reciproca, si è trasformato con il passare del tempo in quel qualcosa di solo apparentemente semplice che si chiama amicizia. Amicizia: quante sfaccettature racchiude questo sentimento! Sincerità, confronto, affetto e tanto, tanto altro. Io le ho trovate in Roberto. Me le ha dimostrate nel corso degli anni e spero di avergli dato la certezza di averle ricambiate.
Quando ero ancora in servizio, era nostra abitudine incontrarci il lunedì in caserma. Erano pochi minuti, ma bastavano per fare il riepilogo della nostra settimana: dalla sofferta competizione tra Milan e Juve all’amata Acquasparta, dai nostri figli ai problemi del Paese. E quegli appuntamenti, una volta in pensione, per nostra fortuna sono proseguiti anche all'Associazione Nazionale Carabinieri.
Ecco, posso affermare senza timore di smentita che ci accomunava il legame viscerale all’Arma dei Carabinieri, di cui Roberto era stato per un periodo un ufficiale. Oggi piango un amico, piango un serio professionista, piango per un’onestà intellettuale che difficilmente trova paragoni; piango le sue fragilità, la sua forza e la sua coerenza. Abbraccio in modo affettuoso tutta la famiglia, che conosce i miei sentimenti.