CGIL Acireale

CGIL Acireale La Cgil svolge un importante ruolo di protezione del lavoro da un’azione del mercato incondizionato e illimitato.

La Confederazione generale italiana del lavoro è un’associazione di rappresentanza dei lavoratori e del lavoro. È la più antica organizzazione sindacale italiana ed è anche quella maggiormente rappresentativa, con i suoi oltre 5 milioni di iscritti. La Confederazione generale italiana del lavoro è un’associazione di rappresentanza dei lavoratori e del lavoro. È la più antica organizzazione sindaca

le italiana ed è anche quella maggiormente rappresentativa, con i suoi oltre 5 milioni di iscritti, tra lavoratori, pensionati e giovani che entrano nel mondo del lavoro; la sua storia è profondamente intrecciata alla storia del Paese. Lo fa attraverso l’opera incessante di costruzione e ricostruzione della solidarietà nel lavoro e tra i lavoratori, attraverso la pratica quotidiana di impegno concreto nella rappresentanza e nella contrattazione. Quando è nata nel 1906 – ma le prime Camere del lavoro risalgono al 1891 – aveva duecentomila aderenti. Da allora ha mantenuto la doppia struttura: verticale, costituita dalle Federazioni di categoria, e orizzontale, attraverso le Camere del lavoro. Attualmente le categorie nazionali sono 12 mentre le Camere del lavoro in tutto il territorio nazionale sono 115. La Cgil nazionale è a Roma, nella storica sede di Corso d’Italia 25. Essa stipula, attraverso le organizzazioni di categoria, i contratti di lavoro e svolge allo stesso tempo un’azione di tutela, finalizzata a difendere, affermare e conquistare diritti individuali e collettivi, che vanno dai sistemi di welfare ai diritti sul posto di lavoro. La Cgil è affiliata alla Confederazione europea dei sindacati (Ces) e alla Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc-Csi). L’attuale segretario generale è Maurizio Landini, eletto il 24 gennaio 2019.

30/12/2025
27/12/2025

🟥 Cgil, Cisl e Uil martedì non parteciperanno alla cerimonia di sottoscrizione del “Piano Catania”: “Serve confronto vero, non celebrazioni”.

“Alle foto di rito preferiamo i confronti di merito. Per questo, non parteciperemo martedì alla cerimonia di sottoscrizione di un “Piano Città di Catania” che ci è completamente ignoto. Tranne le poche righe contenute nell’invito firmato dal sindaco, Enrico Trantino”.
Lo affermano i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Catania, Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio ed Enza Meli, che hanno risposto: “Grazie, ma non ci saremo”, alla lettera con la quale il primo cittadino ha annunciato per martedì in Sala Giunta a Palazzo degli Elefanti la firma del “Piano di Catania” con l’Agenzia del Demanio.

Le organizzazioni sindacali evidenziano, con senso di responsabilità ma con altrettanta fermezza, che ancora una volta si registra l’assenza totale di un percorso di concertazione preventiva con le parti sociali.
Per De Caudo, Attanasio e Meli, “decisioni di tale rilevanza - dichiarano- non possono essere confinate in momenti meramente formali o celebrativi. L’assenza di scambio e concertazione con le parti sociali ci appare particolarmente grave, considerando che il Piano interviene direttamente sul patrimonio pubblico, sulla qualità urbana, sulle politiche di rigenerazione e sulle ricadute sociali e occupazionali che riguarderanno la città e chi la abita e la lavora”.

Secondo CGIL, CISL e UIL di Catania è invece “necessario che questo tipo di iniziative siano costruite attraverso un confronto autentico, trasparente e partecipato, capace di coinvolgere chi rappresenta il lavoro, i cittadini e i territori. Solo così è possibile garantire una strategia che produca benefici concreti, sostenibili e inclusivi nel tempo”.

22/12/2025

🟥 Regione: Mannino ( Cgil Sicilia), la peggiore legge Finanziaria che si potesse approvare. Nessuna risposta ai problemi fondamentali
📍La Cgil rilancia: subito il confronto sui due miliardi che la Sicilia avrà a disposizione nelle prossime settimane

Palermo, 22 dic- “E’ stata varata in Sicilia la peggiore legge finanziaria che si potesse approvare tenuto conto delle importanti risorse a disposizione, un miliardo e 400 milioni. Non si danno risposte a problemi importanti; le misure ‘espansive’ sostituiscono in realtà, e con risorse di gran lunga inferiori quindi con prevedibili effetti minori, norme eliminate dal governo nazionale; la spesa viene parcellizzata per rispondere a interessi particolari. Solo qualche luce per il mondo del lavoro come le risposte per i forestali e per lavoratori dell’Esa”. E’ il giudizio del segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, sulla legge Finanziaria regionale approvata dall’Ars. Mannino analizza le criticità del testo ma guarda anche avanti. “Nelle prossime settimane- dice- la regione avrà a disposizione oltre 2 miliardi di euro, queste risorse possono servire per migliorare la Sicilia oppure per ingrassare ancora una volta la rete delle clientele. Se prevarrà la seconda ipotesi- afferma Mannino- sarà l’ennesima umiliazione per la Sicilia e una nuova pessima prova da parte delle nostre istituzioni. Noi ci batteremo alimentando una grande iniziativa popolare- sottolinea il segretario della Cgil -affinché si abbia un sussulto di dignità da parte di governo e Parlamento e finalmente si metta al centro l’interesse generale. Abbiamo già chiesto incontri sui Fondi strutturali- rende noto- sulle politiche di coesione, sulla qualità del lavoro lungo la filiera di appalti e subappalti e sui contrattisti dei comuni. Rilanceremo le proposte del nostro documento presentato al governo il 30 ottobre”. E aggiunge “ Non permetteremo che, per un’azione di governo indegna, vengano ancora mortificati la dignità e i diritti dei siciliani, a partire da quelli dei giovani”.
Interesse generale per la Cgil di Mannino e oggetto delle rivendicazioni del sindacato sono “misure per il diritto allo studio, a partire dagli alloggi universitari, un piano straordinario di assunzioni di giovani, un investimento straordinario per il diritto alla salute, il rilancio delle politiche industriali e di sviluppo, un intervento per l’emergenza casa, misure per la non autosufficienza”. “Rilanciamo le proposte contenute nel nostro documento del 30 ottobre - afferma l’esponente sindacale- per avere risposte sulle emergenze economiche e sociali, mettendo al centro il lavoro e la sua qualità, i diritti di tutti, a partire da quelli dei giovani e delle donne”.

Quanto alla Finanziaria, Mannino rileva che “sono state approvate norme in sostituzione della decontribuzione sud e il governo ha scopiazzato e male misure a sostegno delle nuove assunzioni. Solo grazie a interventi del Parlamento – osserva- sono stati introdotti aspetti qualificanti come interventi per l’occupazione femminile e a favore della qualità del lavoro. Ma le risorse esigue messe a disposizione- sottolinea- non consentiranno effetti significativi”.
Mannino aggiunge che “dalla Finanziaria non vengono risposte all’emergenza abitativa (solo una misura minima prevista da un emendamento parlamentare) e alle difficoltà delle aree interne. Non ci sono inoltre risposte per contrastare lo spopolamento, per il diritto allo studio, per il diritto alla mobilità e nessuna misura per l’occupazione”.
E aggiunge: “Nessuna risposta sulla grave crisi della sanità, si è solo discusso dell’allocazione del personale medico negli uffici dell’assessorato, una questione vecchia che a gennaio scorso la Cgil aveva denunciato con atti formali. Non c’è niente inoltre per l’efficientamento della macchina amministrativa regionale”
“Inadeguate– dice ancora- le misure per gli enti locali, che hanno grandi difficoltà a erogare servizi. E la cosa più grave è la risposta insignificante data a fronte della grave carenza di personale. Era l’occasione per aumentare l’orario ai part time, ma il governo nonostante la disponibilità di risorse e l’ampia convergenza sulla misura si è rifiutato di dare copertura finanziaria”.

“Uniche note positive sono le risposte alla vertenza dei forestali e a quella dei lavoratori Esa, per le quali c'è stata una grande mobilitazione sindacale. Riguardo ai forestali- osserva- va rilevato che comunque è un provvedimento parziale che non incide sul governo del territorio, per la difesa e la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e naturalistico e soprattutto non dà un futuro al settore vista la mancanza di immissione di nuova forza lavoro. Quanto alla stabilizzazione dei lavoratori dell’Esa- aggiunge- è frutto della mobilitazione dei lavoratori, giunta dopo le varie sentenze che condannavano la regione per uso improprio dei contratti stagionali”.

20/12/2025

🟥 L’anno che si chiude, l’anno che verrà. De Caudo (Cgil): “Disoccupazione alta, serve un patto per il lavoro già dal 2026”

📌A Catania permane un alto tasso di disoccupazione, il 12,5 %, e il 2025 si chiude senza un’inversione strutturale sul fronte del lavoro. I disoccupati, secondo gli ultimi dati ISTAT, sono 47 mila; il tasso di inattività è del 46,1%.
L’anno che volge al termine è stato segnato da mobilitazioni e vertenze.
Parte da questi dati l’analisi del segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo, che indica come priorità immediata l’istituzione, con l’anno nuovo, di un tavolo istituzionale permanente: un vero patto per il lavoro che coinvolga Comune, Regione, imprese e parti sociali.

Forte l’impegno sul fronte internazionale, con le iniziative a sostegno della Palestina e l’adesione alla Global Flotilla. “Lo sciopero generale del 3 ottobre, con quasi 20 mila persone in piazza a Catania, ha dimostrato che esiste un legame diretto tra il desiderio di pace, la richiesta di una posizione chiara al Governo e il diritto di dissentire di chi lavora”, sottolinea De Caudo.

Il 2025 si chiude come un anno nero sul fronte della sicurezza: secondo i dati Inail, a Catania si contano 13 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno, mentre la Sicilia resta tra le regioni più colpite. Un bilancio aggravato, secondo la Cgil, dall’approvazione definitiva alla Camera del nuovo ddl in materia, giudicato peggiorativo rispetto al testo iniziale e inadeguato a fronteggiare un’emergenza ormai strutturale.

Guardando al 2026, il sindacato annuncia nuove battaglie. In primo piano la campagna per il NO al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, con la nascita del Comitato referendario anche a Catania. L’obiettivo è informare e mobilitare l’opinione pubblica sui rischi di una riforma che, per la Cgil, indebolisce le garanzie democratiche.

Altro fronte centrale sarà la sanità. La Cgil sarà impegnata nella raccolta firme per una legge di iniziativa popolare a difesa di una sanità pubblica universale. Liste d’attesa interminabili e pronto soccorso sovraffollati restano una criticità quotidiana anche nel territorio etneo.

Sul versante dello sviluppo, De Caudo richiama l’attenzione sugli annunci della Regione: 100 milioni di euro per la viabilità industriale, di cui 50 destinati a Catania. “Non bastano le cifre – avverte – servono tempi certi, una cabina di regia e scelte politiche coerenti”. La zona industriale e le Zes, in una provincia a forte vocazione ICT, possono essere una leva decisiva solo con infrastrutture, sicurezza e regole chiare.

Preoccupano anche scuola e trasporti. A Catania un giovane su quattro lascia gli studi prima del diploma, tra edifici obsoleti, barriere architettoniche e uso disomogeneo dei fondi Pnrr. Sul fronte della mobilità, la situazione resta al limite: la metropolitana è ancora incompleta, mancano le risorse per arrivare a Fontanarossa, mentre il collegamento ferroviario con la zona industriale e i parcheggi scambiatori restano irrisolti. Torna inoltre al centro il tema della nuova tangenziale, ritenuta strategica per decongestionare il traffico del Sud-Est siciliano.

Infine l’industria. La Cgil chiede certezze sui 5 miliardi annunciati da STMicroelectronics, legati però a nodi irrisolti come l’approvvigionamento idrico e la tenuta occupazionale di oltre 5.300 addetti. Preoccupano anche il settore farmaceutico, con il caso Pfizer, il tessile, la 3SUN Gigafactory e l’incertezza sul futuro del Servizio Idrico Integrato.

“Il 2026 – conclude De Caudo – deve essere l’anno delle scelte. Senza un confronto stabile e un patto per il lavoro, Catania rischia di restare ferma”.

08/11/2025

✊🏻Torna l’“Assemblea delle assemblee” della Cgil di Catania: il 14 novembre il confronto sullo sciopero generale del 12 dicembre

📌Si terrà venerdì 14 novembre, alle ore 9,30 nel salone dell’oratorio dei Salesiani in via Santa Maria delle Salette 116, la nuova “Assemblea delle assemblee” della Cgil di Catania. All’incontro parteciperanno il segretario generale della Cgil di Catania Carmelo De Caudo e il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

📌Al centro del confronto, la preparazione dello sciopero generale del 12 dicembre, proclamato dalla Cgil a livello nazionale per chiedere una svolta radicale nella legge di bilancio 2026 e per rivendicare più giustizia sociale, lavoro stabile e un nuovo modello di sviluppo. In Sicilia, la mobilitazione confluirà nella manifestazione regionale di Palermo, con la partecipazione di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati provenienti da tutte le province.

📌Lo sciopero, deliberato dall’Assemblea generale della Cgil a Firenze il 6 novembre, nasce dalla necessità di contrastare una manovra economica che, come denunciato dal sindacato, non risponde ai bisogni reali del Paese, ignorando la crisi industriale, la crescita della precarietà e l’impoverimento delle retribuzioni.
“L’assemblea delle assemblee sarà ancora una volta l’occasione per tutte le delegate, i delegati, le lavoratrici e i lavoratori del territorio a costruire insieme questa nuova mobilitazione. Il mondo del lavoro siciliano vuole fare sentire la propria voce a Palermo - dice il segretario De Caudo- Per questo ci auguriamo una grande adesione anche da Catania. La nostra città deve fare sentire la sua voce”.

Indirizzo

Acireale
95024

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00

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