23/08/2026
23 AGOSTO 2026
MAMMA LI TURCHI ED IL SIGNOR BATTIATO!
Oggi vi parlerò di Arabi, Zeus, Giove, Gesù ed il Signor Battiato di Aci Bonaccorsi!
Correva il 17 Giugno 827 quando a Capo Granitola, oggi bella spiaggetta di mare nei pressi di Mazara del Vallo, guidati dal musulmano Asad ibn al-Furat sbarcarono i musulmani provenienti dall’Africa!
I siciliani dovettero restare a bocca aperta niente sapendo che circa 500 anni dopo avrebbero esclamato, sempre a bocca aperta e fuggendo a destra e sinistra, Mamma li Turchi vedendo arrivare all’orizzonte i pirati Ottomani in tutte le coste siciliane.
Ma il 17 Giugno 827, Asad sbarcò e nessuno disse Mamma li Turchi.
E così, dopo Zeus/Giove con tutta la sua truppa di fratelli e sorelle piu o meno goliardici, e la successiva austerità di Gesù Cristo, ecco arrivare pure Allah con suo "figlio", il profeta Maometto.
E fu così che intorno all’anno mille i nostri avi parlavano, piu o meno correttamente Greco, Latino e pure Arabo!
Nei circa duecento anni di dominio Aglabita, molti abitanti si convertirono all'Islam.
E la nostra terra, non dimentichiamolo mai, grazie ai seguaci di Maometto avrebbe conosciuto prodigi in vari campi: dall’agricoltura all’architettura.
Palermo divenne la meraviglia del mondo intero, i giardini di delizie degli emiri luoghi incantevoli di profumi, giochi d’acqua e natura!
Gli Arabi hanno avuto il gran merito di evitare all’isola duecento anni di triste medioevo.
Tutt’oggi tantissimi suffissi di matrice islamica sono rimasti nella nostra cultura: Mars’Allah (Marsala, il porto di Allah), Kalat Fimi (Calatafimi, il castello di Eufemio) e magari il sig Vadalà (servo di Allah)!
Nel 1091, con la resa di Noto, i Normanni sconfissero gli Arabi e conquistarono la Sicilia.
E si ritornò a Gesù Cristo, stavolta per sempre, partita chiusa!
Ma anche i Normanni, estasiati dalla meraviglia ed ingegnosità degli architetti Arabi, li vollero alle loro dipendenze per dar vita ad un’arte mista, unica al mondo: l’arte siciliana Arabo-Normanna che ha i suoi massimi splendori nel palermitano (Cattedrale, duomo di Cefalù, duomo di Monreale, Palazzo Steri ecc ecc)
Ma adesso allontaniamo il nostro racconto dalle corti e dai campi di battaglia per concentrarci sulle storie della gente del popolo, di chi la terra siciliana la lavorava, ci viveva e, con grande sacrificio, manteneva la propria famiglia.
Nei circa duecento anni di dominio arabo, molti abitanti, come detto, si erano convertiti all'Islam.
A loro si erano aggiunte tante famiglie musulmane arrivate al seguito dell'esercito.
I nuovi conquistatori Normanni vedevano di malocchio queste popolazioni.
Spesso le emarginavano o le perseguitavano.
Mettetevi nei panni di quei padri di famiglia.
Il loro unico scopo era mettere il pane a tavola.
Molti lasciarono l'isola.
Altri, per scendere a patti con il nuovo padrone, si convertirono al cristianesimo.
Insomma, come fu e come non fu, quel che è certo è che a quel punto, a colpi di chiese e monasteri ovunque, Gesù ed i suoi discepoli riconquistarono il potere spirituale nell’isola.
E le comunità cristiane finalmente potevano professare liberamente la propria fede.
Agli occhi di queste comunità, fu quasi naturale dare un appellativo a quelle famiglie di musulmani convertite, quasi a volerle distinguere dai cristiani "originari".
Con quale parola i cristiani indicavano queste famiglie musulmane appena convertite?
Usavano i termini dialettali: "U vattiatu" (il battezzato); "I vattiati" (i battezzati).
Nella zona delle Aci e in tutta l'area etnea, queste persone vennero identificate proprio con l'appellativo "Battiati".
Ed ecco l'origine profonda di questo cognome.
Caro lettore, ho raccontato questa storia per suggerirti un modo diverso di guardare al passato.
Dietro un semplice cognome non c'è solo una regola linguistica, ma la vita, la paura e il coraggio di persone come noi.
Una buona domenica a tutti voi!
Curiosità: Un naso tagliato, una donna, e l’invasione!
La leggenda vuole che quando nel 827 gli arabi sbarcarono a Capo Granitola non lo fecero di propria iniziativa, ma invitati a farlo da un potente ufficiale bizantino, Eufemio, il quale si innamorò perdutamente di una giovane siciliana di nome Omozia.
La ragazza però aveva già preso i voti ma Eufemio non si arrese, la sottrasse con la forza dal convento e la sposò.
Una fuitina ante-litteram!
Apriti cielo!
Il potente Eufemio fu catturato, arrestato, ci tagliarono pure il naso ed una volta libero, per vendicarsi, andò in Africa ed aiutò gli Arabi ad invadere l’isola.
Vera o non vera, la storia è sempre la stessa: all’origine di tutti i guai di noi uomini ci sono sempre loro, le nostre bellissime e gentili donzelle!
Ma che mondo (orribile) sarebbe senza le donne!
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BIBLIOGRAFIA
Aci Bonaccorsi - Breve Guida Storica edito dal Comune di Aci Bonaccorsi.
Giorgio Piccitto, Vocabolario Siciliano, 1977.
Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 1868.
Stefano Di Stefano, Bonaccursi. Un antico quartiere di Jaci nella storia, 2005.
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Immagini:
1 - Video Capo Granitola.
2 - Cristo Pantocrate, Duomo di Cefalù.
3 - Duomo di Monreale
4- San Giovanni degli eremiti, Palermo
5 - Abside del Duomo di Monreale