23/04/2026
Continua l’attività di vigilanza sull’attuazione della sentenza Cedu: denunciamo la mancanza di coinvolgimento e di trasparenza da parte delle istituzioni
Comunicato Stampa:
L’Associazione per l’Esecuzione per la Sentenza CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) rende noto che l’attuazione della sentenza "Cannavacciuolo e altri" del 30 gennaio 2025 impone alle Autorità italiane il coinvolgimento della società civile sia nell'individuazione di una “strategia globale” per la risoluzione dell’inquinamento ambientale causato dallo sversamento illecito dei rifiuti che nell'attività di monitoraggio indipendente sull’impatto di questi in relazione all’ambiente ed alla salute dei cittadini delle zone contaminate (come previsto nei paragrafi 495 e 499 di detta sentenza).
A distanza di oltre un anno dalla pubblicazione della sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani, e di oltre un mese dalla decisione del Consiglio d’Europa, dobbiamo segnalare la totale inerzia delle Istituzioni nazionali e territoriali, che sembrano tese solo ad ostentare il rispetto formale delle prescrizioni UE, soprattutto rispetto alla partecipazione della società civile e alla trasparenza delle informazioni.
Un esempio su tutti, l'intervento di rimozione rifiuti realizzato in data 8 aprile 2026, in località Cantariello, tra Casoria (NA) e Afragola (NA), per il quale sono state rilasciate solo dichiarazioni alla stampa non precedute da alcuna comunicazione o convocazione delle associazioni del territorio, che da più di vent’anni si battono con le segnalazioni di abbandono di rifiuti ed il monitoraggio di quella discarica. Eppure, queste operazioni di rimozione dei rifiuti erano state concordate da tempo: risale ad oltre un mese fà l'intesa sulla discarica della Cantariello raggiunta tra il Governo, nella persona del Ministro Gava, il Commissario straordinario, nella persona di Fabio Ciciliano, la Regione Campania nella persona dell’Assessore all’Ambiente, Claudia Pecoraro, la Città Metropolitana di Napoli, e la Provincia di Caserta.
Ancora più recentemente, l'operazione straordinaria di bonifica nell'area Campo Rom di Qualiano iniziata in data 21 aprile 2026 per la quale del pari non si è registrato alcun coinvolgimento dei rappresentati delle associazioni territorialmente attive per il monitoraggio del territorio.
Più in generale, si denuncia la lentezza delle programmazioni dei siti da bonificare e delle operazioni di bonifica stessa nonchè la mancanza di trasparenza circa i criteri e le modalità di affidamento alle aziende degli incarichi di rimozione, delle modalità di smaltimento dei rifiuti, una volta rimossi, delle modalità con cui vengono svolte le verifiche da parte degli enti preposti al monitoraggio.
Emblematica è poi la sorte riservata alla "Conferenza Regionale Permanente", inaugurata il 30 gennaio 2026 nella Sala Profili della Prefettura di Napoli, che avrebbe dovuto coinvolgere la società civile nel monitoraggio e nella comunicazione richiesti dall’Europa, mettendola in relazione con rappresentanti delle istituzioni, che ha esaurito il proprio ciclo in poco più di 40 giorni! Un lasso di tempo nel quale, come la nostra Associazione ha provveduto repentinamente a segnalare durante lo svolgimento degli incontri, le modalità di convocazione si sono avvicendate caoticamente, senza seguire un calendario pubblico, senza una programmazione delle attività, senza la verbalizzazione delle dichiarazioni rese dai partecipanti e, in definitiva, senza la pubblicazione delle conclusioni e quindi degli impegni assunti. Sono stati appena cinque gli incontri destinati alle associazioni, che si sono conclusi proprio l’11 marzo 2026, nel giorno della pubblicazione della decisione del Comitato dei Ministri del Consiglio
d’Europa sul piano d’azione presentato dall’Italia, a dimostrazione che l’unica preoccupazione delle nostre Istituzioni era quella di ostentare l’osservanza solo formale delle prescrizioni contenute nella sentenza. A riprova di tutto questo, non c’è stata nessun’ altra riunione della Conferenza Regionale, successiva all’11 marzo 2026!
In spregio all’indifferenza, all’inerzia e alla pretestuosità della linea di azione governativa, la nostra Associazione si fa portavoce di tale denuncia che verrà portata a conoscenza di tutte le Autorità competenti, al fine di vigilare sulla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, per garantire un’effettiva trasparenza dell'informazione e partecipazione dei cittadini stessi, sino a completa attuazione delle prescrizioni della Corte europea e del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
Chiediamo che venga assicurato il rispetto, sostanziale e non solo formale, delle prescrizioni dettate dalla Corte Europea, come è stato già segnalato dal Consiglio d’Europa che, con la sua decisione dello scorso 11 marzo 2026, ha prescritto al Governo italiano i seguenti correttivi:
- Individuare fondi economici e risorse adeguate alla bonifica di tutti i siti contaminati in quanto è questa l'azione che garantisce la tutela della salute dei cittadini ed elimina i pericoli che la minacciano.
- Realizzare una piattaforma unica con cui informare le comunità sui rischi ambientali e sanitari, sugli interventi di rimozione rifiuti e bonifica dei siti inquinati nonchè sui risultati dei monitoraggi eventualmente effettuati dagli enti competenti.
- Consultare la Società civile nelle attività di monitoraggio sugli impatti degli interventi di rimozione/bonifica, rivedendo il ruolo di controllo che è stato affidato all’ISPRA, ente pubblico che “opera sotto la supervisione e la guida politica del Ministero italiano dell’Ambiente”, e che per questo non può ritenersi indipendente dalle Istituzioni, così come previsto dalla sentenza.