Fondazione Acceglio

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Fondazione Acceglio La Fondazione nasce con lo scopo di promuovere, sostenere, salvaguardare lo sviluppo sociale e culturale.

"Acceglio, culla fra i monti della Valle Maira"

Acceglio è l'ultimo comune dell'Alta Valle Maira (provincia di Cuneo), il cui confine con la Francia è segnato da una f***a rete di sentieri che attraversano grandiosi scenari panoramici in uno degli angoli più suggestivi e frequentati dagli escursionisti delle Alpi Occidentali
(Cozie meridionali). Patria dell'escursionismo, dell'arrampicata e del mountain bike in estate, dello scialpinismo, del fondo escursionistico e delle passeggiate con racchette da neve in inverno. Un paradiso ideale per gli amanti della natura e dello sport, o per chi cerca un luogo dove rilassarsi in ogni stagione.

25/09/2026
07/09/2026
RIPORTATI ALLA MEMORIADalla "Barca di pietra contro la futilità" di Christof Schröder  a "L’Inventario delle nuvole" di ...
01/09/2026

RIPORTATI ALLA MEMORIA

Dalla "Barca di pietra contro la futilità" di Christof Schröder a "L’Inventario delle nuvole" di Franco Faggiani.
Due visite in Valle Maira fra scultura e scrittura; due colpi d’occhio per riflettere sul presente delle migrazioni.

1. Il testo bilingue, ad opera del Centro Culturale Borgata San Martino di Stroppo, redatto per l’inaugurazione del 2017 dell’opera di Christof Schröder e posta nei pressi del Colle Maurin. L'opera è stata successivamente riproposta, nel 2024, in territorio svizzero (Walensee).

2. "L’inventario delle nuvole" (Fazi Editore), un libro di Franco Faggiani, dove la Valle Maira si racconta attraverso uno dei mestieri ormai scomparsi, il cavié, colui che girava di borgata in borgata per comprare i lunghi capelli delle donne ricercati sul mercato francese o addirittura inglese per il confezionamento delle parrucche. Qui di seguito, i collegamenti per ascoltare una lettura dello scrittore sulla Valle Maira e un breve estratto di lettura dal libro stesso. Buon ascolto.

https://open.spotify.com/episode/6Dyj6y3PxBQQ7xP0VAfk6w?go=1&sp_cid=02052968235c7187e776c29c41fd0f09&utm_source=embed_player_p&utm_medium=desktop&nd=1&dlsi=5a578516671441ce

https://open.spotify.com/episode/6irsnTVBNsfXMukxf55kAz?go=1&sp_cid=02052968235c7187e776c29c41fd0f09&utm_source=embed_player_p&utm_medium=desktop&nd=1&dlsi=1cda4f614f254e17

Collegare il mondo fra terra e aria: Iniziativa interessante, una tre giorni a Cuneo nello spazio incontri fondazione CR...
29/08/2026

Collegare il mondo fra terra e aria: Iniziativa interessante, una tre giorni a Cuneo nello spazio incontri fondazione CRC, al salone d'onore del municipio e al rondo' dei talenti.

Domenica 30 agosto ore 17...
29/08/2026

Domenica 30 agosto ore 17...

PREMESSASe avrete un po’ di fortuna, incontrerete un animale che vorrà parlare con voi. Se avrete ancor piú fortuna, ne ...
25/08/2026

PREMESSA

Se avrete un po’ di fortuna, incontrerete un animale che vorrà parlare con voi. Se avrete ancor piú fortuna, ne incontrerete uno che si prenderà la briga di conoscervi. L’esperienza mi insegna che la maggior parte degli animali è ben disposta a fare quattro chiacchiere. Gli animali sono comunicatori generosi. Con alcuni di loro si possono stabilire legami stretti, che permettono di imparare molto non solo sull’animale in questione, ma anche sul linguaggio e su noi stessi. Animali diversi hanno diverse prospettive sul mondo, e guardando attraverso i loro occhi ci arricchiamo e vediamo la vita sotto un’altra luce. Molti di noi viaggiano per ampliare i propri orizzonti, fare nuove esperienze e conoscere nuove culture. Ma di culture se ne trovano in abbondanza a ogni angolo di strada: quelle delle formiche, dei piccioni, dei gatti, delle lepri, delle mucche, a seconda di dove si vive.
Questo libro trae origine dalla mia infanzia, nella quale hanno avuto un ruolo importante non solo una serie di umani, ma anche gatti, criceti e cavalli. In particolare il pony Joy, con cui ho condiviso un pezzo di vita dagli undici ai sedici anni, mi ha fatto capire che un essere umano poteva sviluppare una lingua comune con un altro animale. Quando ero una giovane adulta, il cane Pika mi ha insegnato molto sul linguaggio canino e, a margine, su cosa contasse davvero nella vita. Senza Pika, questo libro non esisterebbe. Attualmente convivo con un cane e un gatto, Olli e Putih, che mi aiutano a pensare e a giocare.
All’università mi stupivo della quasi totale assenza degli animali nella tradizione filosofica occidentale. Per molto tempo si è considerato il pensiero come un’attività dell’essere umano sull’essere umano. Oggi le cose stanno cambiando. Si è cominciato a prestare un’attenzione sempre maggiore agli animali, in particolare negli ambiti dell’etica e, piú di recente, della filosofia politica. Quello della comunicazione rimane però un terreno in larga parte inesplorato: la filosofia del linguaggio si è interessata poco e niente agli animali. È un peccato, perché il linguaggio può permetterci di capirli meglio, e loro possono permetterci di capire meglio il linguaggio. Lo studio dei loro linguaggi ci aiuta a guardare gli altri animali, e noi stessi, con occhi diversi.

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S'io fossi lupo andrei per lo monnoe lo vento ascoltereie poi l'acqua attraversereie dalla cima guarderei al fondosarei ...
14/08/2026

S'io fossi lupo andrei per lo monno
e lo vento ascolterei
e poi l'acqua attraverserei
e dalla cima guarderei al fondo
sarei pero' giocondo
ed i bambini aspetterei
Insieme a loro mi mimetizzerei
e sai che allor immaginerei
un respiro che sia abbraccio profondo

ALCUNI SPUNTI DA DANIEL BARENBOIMIN MARGINE AL CONCERTO ACCEGLIESE DI"RECONDITE ARMONIE 2026" 8 AGOSTO 2026 È necessario...
09/08/2026

ALCUNI SPUNTI DA DANIEL BARENBOIM
IN MARGINE AL CONCERTO ACCEGLIESE DI
"RECONDITE ARMONIE 2026"
8 AGOSTO 2026

È necessario essere competenti in materia musicale per poterne parlare? Può il semplice ascoltatore partecipare alla musica senza sapere leggere uno spartito? Ed è lecito per un incompetente in materia poterne parlare? Si ritiene la risposta essere un «Sì!».
Lo conferma anche Daniel Baremboim, quando nel suo LA MUSICA SVEGLIA IL TEMPO scrive:

[...] musicisti o ... non-musicisti, [...] piuttosto [...] menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un’educazione musicale, né una torre d’avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale. (DB)

Il diritto alla parola non è locuzione vuota. Ricopre, invece, una funzione importantissima nell’idea di partecipazione alla libertà, permettendo di approcciarsi all’opinione con quel processo di progressiva autoconsapevolezza che mette da parte la presunzione di poter dire tutto quello che passa per la testa senza alcun processo di ragione.
Il diritto alla parola richiede un atto di responsabilità, della responsabilità implicita nel dover pensare, non un diritto ad aprire la bocca per la fuoriuscita dell’indistinto.
Così, potendo parlare di musica, si ha l’occasione di poter sperimentare l’opportunità a prendere parte al progetto musicale della natura umana; la voce è un suono, può articolarsi in canto, conformarsi ai processi vitali coi rispettivi ritmi, cadenze e movenze, modulando, in questo modo, la complessità dell’esistenza.

Nondimeno, non dobbiamo smettere mai di domandarci quale sia esattamente il contenuto della musica, questa sostanza intangibile che si esprime solo attraverso il suono. Non possiamo definirla come qualcosa che ha solo un contenuto matematico, poetico o sensuale. È tutte queste cose insieme e molto altro ancora. Ha a che fare con la condizione umana, poiché la musica è scritta ed eseguita da esseri umani che esprimono i loro più intimi pensieri, sentimenti, impressioni e osservazioni. Ciò vale per tutta la musica, indipendentemente dal periodo in cui sono vissuti i compositori e dalle loro ovvie differenze di stile. Bach e Boulez, per esempio, vissuti a trecento anni di distanza, hanno creato dei mondi che noi, come esecutori e come ascoltatori, rendiamo contemporanei. (DB)

Un trasferimento di livello. Una capacità di sentirsi fianco a fianco con qualsiasi tempo e trasporlo nel contingente. Il concetto non è indolore, costringe a un mutamento di posizione e di osservazione, necessita del coraggio ad abbracciare nuove prospettive, nuovi linguaggi. Una sonorità che dispone il procedere quotidiano secondo una scalarità altalenante e, anche, necessariamente complementare, contrappuntistica:

Il suono ha una tale capacità di creare un legame fra tutti gli elementi per cui nessun elemento è unicamente negativo o positivo. [...] In musica, però, la gioia e il dolore esistono simultaneamente e di conseguenza ci permettono di vivere un senso di armonia. La musica è sempre contrappuntistica, nel senso filosofico della parola.
[In musica] coesistono sempre elementi opposti, a volte persino in conflitto tra loro. La musica accetta in ogni momento i commenti di una voce da parte dell’altra, e tollera gli accompagnamenti sovversivi come l’antipode necessario delle voci principali. In musica, il conflitto, il rifiuto, l’impegno coesistono sempre. (DB)

Ma rimane in noi qualche reminiscenza di dialogo interiore quando ci troviamo avvolti dai nostri pensieri? Il dialogo con se stessi è una sorta di viaggio nel labirinto del proprio corpo. Se si osserva il cervello si potrebbe essere còlti dallo spaesamento, proprio come se si fosse in un labirinto. Un labirinto di specchi, sui quali veniamo posti a confronto con la nostra realtà vista nel suo paredro, cioè qualcosa che ci è talmente vicino da non essere facilmente scindibile da noi, eppure differenziato, contrappuntistico. La doppia natura di un essere, una cosa doppia, una consapevolezza dell’abnorme che rimbalza il terribile nella luce di ciò che viene visto. Quell’essere si vede dunque, ma come si sente al contempo? Dove finisce uno e dove comincia l’altro? E quando finisce l’uno e quando inizia l’altro? Il nostro cervello è un labirinto, una regione del corpo in divenire già nell’attimo della scaturigine generativa:

L’orecchio comincia a formarsi nel feto già dal quarantacinquesimo giorno di gravidanza, in anticipo di sette mesi e mezzo sull’occhio. (DB)

L’orchestra rappresentata dal corpo dà luogo a una sinfonia, all’accordarsi, al convivere, a una simbiosi profonda e quanto mai fragile, luce e suono si concretano pur rimanendo distinti,

[l’] orecchio percepisce le vibrazioni fisiche e le converte in segnali che poi nel cervello diventano sensazioni sonore; l’occhio coglie le forme della luce e le converte in segnali che nel cervello diventano immagini visive. Nel cervello il sistema uditivo occupa uno spazio più piccolo di quello occupato dal sistema visivo. Tuttavia il neuroscienziato Antonio Damasio sostiene che il sistema uditivo è fisicamente più vicino alle parti del cervello che regolano la vita; in queste aree si sviluppano le sensazioni di dolore, piacere, gli impulsi e altre emozioni basilari. Inoltre, le vibrazioni fisiche che si risolvono in sensazioni sonore sono una variazione del senso del tatto: esse modificano il corpo in maniera diretta e profonda, più di quanto non facciano le forme di luce che si concretizzano nelle immagini. L’essere umano può chiudere gli occhi, se vuole. Inoltre per poter vedere ha bisogno di un aiuto esterno: la luce. Invece non può chiudere le orecchie. Il suono penetra nel corpo umano e quindi è collegato a esso in maniera più diretta; in effetti, il suono ha una forza di penetrazione fisica sulla quale l’essere umano non ha alcun controllo. (DB)

Dall’abisso insondabile dove ogni particola di luce non penetra, un impensabile silenzio ci strabilia nel produrre un rumore di fondo che sprigiona un inaspettato guizzo vitale. Dal suono primordiale si apre il canto della Creazione musicale, alla quale succederà, dopo indecifrabili ere, l’ultimo suono della vita, per come noi concepiamo una tale immaginale successione di tempi. E quindi

[l’] ultimo suono non è il termine della musica. Se la prima nota è collegata al silenzio che la precede, allora l’ultima deve essere collegata al silenzio che la segue. Per questo è così sgradevole quando un pubblico entusiasta applaude prima che si sia spento l’ultimo suono, perché c’è un ultimo momento di espressività, che consiste precisamente nel rapporto tra la fine del suono e l’inizio del silenzio che lo segue. (DB)

Ma cosa porta nella vita di tutti i giorni questa riflessione?
Un musicista come Baremboim ci offre la possibilità di poter osservare come una certa visione del mondo non possa prescindere da un coinvolgimento civico nella vita quotidiana. Egli lo afferma, per esempio, col Credo Civile dei suoi giorni carnali, assumendo per sé la cittadinanza israeliana e palestinese e con la fondazione, insieme a Edward Said della West Eastern Divan Orchestra (1999), composta da musicisti israeliani e palestinesi e avente lo scopo preciso di favorire il dialogo tra i due popoli. Alla West Eastern Divan Orchestra Baremboim ha dedicato il suo libro LA MUSICA SVEGLIA IL TEMPO, dal quale sono tratti appunto i passaggi contrassegnati con (DB) di questo intervento.
Una vita filosofica quella di Daniel Baremboim che avrebbe potuto far parte delle VITE IMMAGINARIE di Marcel Schwob, una vita a suo modo essenziale, di fraternità, indomabile e incontrovertibile.
Una testimonianza di Pace.

PER ULTERIORI NOTIZIE VEDERE
https://www.fondazioneacceglio.com/single-post/recondite-armonie-2025

Sabato 8  agosto 2026 ore 21,00 AcceglioChiesa Parrocchiale (organo Francesco Vittino 1895) MAKINEN MARKKU (Finlandia) o...
04/08/2026

Sabato 8 agosto 2026 ore 21,00 Acceglio
Chiesa Parrocchiale (organo Francesco Vittino 1895)

MAKINEN MARKKU (Finlandia) organo – ROSSO UBALDO flauto

- S. Bach(1685-1750) Trio Sonata n. 3 in re minore BWV 527
andante – adagio – vivace
- P. E. Bach (1714-1788)Sonata in F (Wq 70, 3)
allegro – largo – allegretto
- F. Bach (1710-1784)Fuga in do magg.
- P. E. BachConcerto in Re min. per flauto H48.1 (Wq. 22)
allegro – un poco andante – allegro di molto

MAKINEN MARKKU – organo
Organista e clavicembalista, nato nel 1973 è un musicista versatile che si esibisce regolarmente in Finlandia e negli altri paesi europei come solista e come musicista da camera. Ha collaborato con molti musicisti e cantanti di caratura internazionale e si è esibito con complessi cameristici finlandesi e italiani.
Il suo ampio repertorio spazia dalla musica antica agli autori contemporanei: Il suo interesse nel corso degli anni si è focalizzato sulla vita e le opere di Jehan Alain, sulla musica di area mediterranea e in particolare su quella italiana, sui compositori del tardo romanticismo sulla scia di Max Reger (ad esempio Sigfrid Karg-Elert e Karl Hoyer), la figura barocca cosmopolita di Georg Muffat e ovviamente sulla pietra miliare della musica occidentale Johann Sebastian Bach.
Nei suoi concerti è solito presentare composizioni ormai dimenticate di autori finlandesi dal 18° al 20° secolo e questa idea lo ha portato a realizzare incisioni discografiche per la Finnish Broadcasting Company (YLE) e per altre etichette quali Alba e La Bottega Discantica. Tiene inoltre masterclass e corsi di specializzazione in Finlandia e all’estero.
Ha conseguito il Master come musicista solista presso l’accademia Sibelius di Helsinki, sotto la guida di Olli Porthan. Ha studiato inoltre clavicembalo con Kati Hämäläinen, diplomandosi nel 2001. Dal 1998 al 2000 ha studiato presso il Conservatorio Reale di Amsterdam sotto la guida di Jacques van Oortmerssen conseguendo anche qui il diploma ”cum laude” come concertista solista in organo.
Nel 1997 si è aggiudicato il terzo premio presso il concorso organistico internazionale Schnitger ad Alkmaar (Olanda) e nel 2002 ha vinto il primo premio presso il concorso internazionale di Kotka (Finlandia). Dal 2002 al 2004 ha prestato servizio presso la Organum Society (la più antica di tutta la Scandinavia) ed è stato direttore artistico dell’Accademia estiva di musica da chiesa in Estonia dal 2007 al 2016.
Dal 2002 è insegnante di organo presso l’accademia Sibelius ed è organista della chiesa cattolica di St.Mary di Helsinki.

ROSSO UBALDO – flauto

Si è diplomato al Conservatorio di Genova sotto la guida di Glauco Cambursano. In seguito ha ricoperto il ruolo di primo flauto nell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano ed ha inoltre collaborato con il “Teatro alla Scala” di Milano, l’Orchestra della RAI di Torino e l’Orchestra della RTSI di Lugano. Si è dedicato con grande attenzione alla ricerca ed allo studio della musica antica su strumenti d’epoca, partecipando a corsi e seminari in tutta Europa, e seguendo in special modo le lezioni di B. Kuijken a Brema, S. Preston a Clisson e O. Peter alla Schola Cantorum di Basilea. È risultato vincitore di una borsa di studio del British Council grazie alla quale ha conseguito il Diploma di Merito alla “Guildhall School of Music di Londra” con S. Preston. Da anni ospite di importanti istituzioni e festival nazionali ed internazionali, si è esibito in concerto in Italia ed in tutta Europa, oltre che negli USA, in Messico, Canada e Malesia. Oltre ai quattro CD col Classico Terzetto Italiano ha registrato i concerti e le sonatine per flauto di W.A. Mozart e le sei Sonate op. 91 di Bodin de Boismortier; con l’Ensemble Astrée alcuni CD dedicati a Felice Giardini, Tomaso Giordani ed ai Concerti da Camera di Antonio Vivaldi. È stato titolare della cattedra di Flauto nei Conservatori di Stato per oltre 40 anni.

Per un ritratto di Organi vespera 2026
La rassegna Organi vespera accoglie da anni alcuni fra i più rinomati organisti del panorama europeo, coinvolgendo al contempo questo strumento in programmi musicali caratterizzati dalla varietà del repertorio e degli organici coinvolti.
Lo strumento ‘organo’ viene così incluso ad esempio in un reading dedicato al fascino della letteratura sacra di Sant’Agostino curato in collaborazione con l’attrice Elena Zegna; affiancato in duo alla voce del contralto Vincenzo Franchini, alla tromba di Mauro Pavese, alle percussioni di Luigi Morleo o al sassofono di Christian Summa; accostato in trio ai clarinettisti Nicola e Raffaele Bertolini; oppure coinvolto in quartetto insieme al flautista Ubaldo Rosso, alla violista Vera Anfossi, alla violoncellista Milena Punzi.
Una serie di accostamenti pronti a valorizzare questo strumento, attraverso l’interpretazione di un repertorio straordinariamente ricco e variegato, accostati naturalmente dai recital per organo solo, curati da Maestri di questo strumento quali Markku Mäkinen, Bartolomeo Gallizio, Zeno Bianchin.
Rassegna itinerante nei generi e negli stili, Organi vespera si avvarrà come di consueto della collaborazione fra l’Associazione e l’Azienda Vegezzi Bossi di Centallo, coinvolgendo diversi organi storici della provincia e includendo tre appuntamenti in cui verrà suonato l’organo della chiesa del Sacro Cuore a Cuneo, gioiello del patrimonio Vegezzi Bossi.

Indirizzo

Borgo Villa, 1
Acceglio
12021

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