Associazione Culturale "De Theatro Antigone"

Associazione Culturale "De Theatro Antigone" L'associazione culturale "De Theatro Antigone"ha lo scopo di mantenere viva e continua ogni attivit? Presidente: Dott. Vincenzo Gallo
Vice Presidente: Avv.

Daniela Morando
Cassiere: Prof. Filippo Blanco
L’Associazione “De Theatro Antigone” promuove:
a) Rappresentazioni teatrali, musicali e non;
b) Conferenze e dibattiti su qualunque argomento o materia di natura artistica, letteraria, scientifica, tecnica, proiezioni di films;
c) Mostre di qualsiasi genere;
d) Premi in campo artistico, letterario e scientifico;
e) Attività ricreative;
f) Promozione,

organizzazione e gestione di interventi ed altre manifestazioni di interesse artistico – storico, miranti alla scoperta e alla conoscenza del territorio;
g) L’associazione si propone, infine, come struttura di servizi per altre associazioni, categorie e centri che perseguono finalità che coincidono, anche parzialmente, con gli scopi della stessa.

05/08/2025

LA ORRIBILE SCILLA
Così, tra i lamenti, attraversammo lo stretto: da una parte c’era Scilla, dall’altra la divina Cariddi che inghiottiva orribilmente l’acqua salata del mare. Quando la vomitava, essa gorgogliava fremente, come un paiolo sotto un grande fuoco; dall’alto cadeva schiuma sulla cima di entrambi gli scogli. Ma quando risucchiava i flutti del mare salato, tutta dentro ribolliva vorticosa; intorno, la rupe rimbombava terribilmente: di sotto appariva il fondo nero per la sabbia. Allora ci prese una terribile angoscia: mentre volgevamo lo sguardo alla roccia, temendo la morte, ecco che Scilla con forza afferrò per le braccia sei dei miei migliori compagni dalla nave concava. Volsi lo sguardo alla nave veloce cercando i compagni: vidi le loro gambe e le loro braccia sollevate in alto; invocavano urlando il mio nome, per l’ultima volta, con il cuore angosciato.
Omero, Odissea, 234 - 249
Immagine: Bronzetto di Scilla, fine IV a.C. Museo Archeologico Nazionale di Atene. Credits: Gre regiment - Wikimedia Commons
Fonte: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1103807318452243&set=a.475406574625657

03/08/2025

In Sicilia, agosto è il mese che chiude un ciclo. Un tempo era la fine degli affitti agricoli, il momento dei traslochi, della raccolta, dei bilanci. Anche oggi, se ascolti bene, lo senti nell’aria: qualcosa cambia, anche se il caldo non lo dice.

Il proverbio lo sa: “austu riustu è capu d’invernu” — perché da qui, inizia la discesa verso l’autunno. E la terra, prima degli uomini, già si prepara.

Parlare di agosto è anche parlare di Augusto, l’imperatore che volle dare il suo nome a questo mese. Un uomo che non volle solo governare i popoli, ma anche il tempo.

Scelse la stabilità, la misura, l’ordine. Lasciò il suo segno tra monete, templi e città tracciate guardando il sole.

Oggi, quando il cielo brucia e le cicale cantano senza sosta, basta guardare il calendario: agosto. Lo stesso nome. Lo stesso confine.

È il tempo di preparare la terra.

02/08/2025

🔎 È vero che la lingua italiana nasce in Sicilia?

Sì, è storicamente vero che la Scuola Poetica Siciliana fu il primo movimento letterario a usare un volgare italiano come lingua scritta e artistica, anticipando di circa mezzo secolo i toscani. Anche Dante, nel De Vulgari Eloquentia, lo afferma chiaramente.

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✨ Palermo, culla nascosta della lingua italiana ✨

📍 Introduzione
Quando pensiamo alla nascita dell’italiano, ci viene in mente Dante a Firenze. Eppure, la vera scintilla del nostro volgare si accese a Palermo, nella corte di Federico II, tra il 1230 e il 1250.

Lì nacque la Scuola Poetica Siciliana, il primo gruppo di poeti che trasformò il dialetto in lingua letteraria.

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📜 La rivoluzione linguistica del Sud

Federico II, imperatore colto e visionario, creò una corte multiculturale, dove si parlavano latino, greco, arabo, francese e siciliano. Proprio da questo crocevia di culture nacque una lingua nuova, mediterranea, colta e popolare insieme.

I poeti siciliani, come Giacomo da Lentini (a cui si attribuisce persino l’invenzione del sonetto), usarono un volgare siculo per esprimere amore, onore e desiderio, con parole come amuri, onuri, curaggiu.

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📚 Dante lo conferma

Nel suo trattato De Vulgari Eloquentia, Dante Alighieri scrive:

> 🖋️ “Il più illustre volgare d’Italia si trovava nella corte del re di Sicilia.”

Un omaggio diretto alla scuola poetica di Federico II, che pose le basi dell’italiano letterario prima ancora dei toscani.

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🧠 Curiosità

I testi della Scuola Siciliana furono poi “tradotti” in toscano per la loro diffusione.

Su oltre 300 poesie, molte andarono perdute, ma le rimanenti mostrano una lingua ricca, elegante e innovativa.

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📌 Conclusione

La lingua italiana non nasce nei salotti fiorentini, ma tra i castelli e le piazze di Palermo, grazie a una cultura mista e aperta, che sapeva accogliere e reinventare.

📍 La Sicilia non fu solo un’isola, ma un faro linguistico e culturale per tutta l’Italia.

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31/07/2025

Mateo aveva 17 anni e ogni giorno si svegliava all’alba per salire una collina ripida e piena di ostacoli. Era il percorso che lo portava alla scuola rurale dove studiava.
Pietre, fango, pioggia, vento. Una salita dura, che affrontava con uno zaino leggero: dentro spesso non c’erano libri, ma solo un po’ di pane duro e un quaderno vecchio, tenuto insieme con il nastro adesivo.

Molti lo deridevano.
Ridevano delle sue scarpe consumate, del fatto che non avesse un cellulare, dei pantaloni sporchi fino alle ginocchia.

— Perché insisti a ve**re? — gli chiese un compagno una volta, ridendo — Tanto, nessuno si aspetta nulla da te.

Mateo non rispose.
Stringeva i denti, abbassava lo sguardo, e continuava a salire.

Nessuno sapeva cosa accadeva ogni sera, quando tornava a casa: aiutava la madre nei campi, poi si sedeva a studiare illuminando i quaderni con una vecchia torcia, perché in casa non c’era elettricità.
E ogni volta che leggeva ad alta voce, lo faceva sognando un futuro diverso, anche se tutto intorno sembrava gridargli che non ce l’avrebbe mai fatta.

Un giorno, dopo una notte di pioggia, la collina era diventata un fiume di fango.
Molti studenti rimasero a casa.
Ma Mateo no.
Arrivò a scuola fradicio, infreddolito, coperto di terra… ma con il quaderno perfettamente asciutto, protetto da tre buste di plastica.

— Se vuoi, puoi cambiarti — gli disse la direttrice, colpita.
— Non ho vestiti asciutti, ma ho portato la voglia — rispose lui, senza esitazione.

Passarono gli anni.
E un giorno, durante una cerimonia semplice ma emozionante, Mateo tornò in quella scuola.
Questa volta non più come studente, ma come ingegnere laureato.
Raccontò la sua storia ai ragazzi. Tutti lo ascoltavano con ammirazione.

Una bambina, timidamente, alzò la mano:
— Qual è stato il tuo segreto?

Mateo guardò fuori dalla finestra. Rivide quella salita, ogni passo, ogni fatica.
Poi rispose con calma:
— Non era un segreto. Era una scelta.
Le cose facili non formano il carattere.
Sono state le difficoltà a rendermi forte.
E l’impossibile… mi ha insegnato a non mollare mai.

Morale:
Non è dove parti che conta, ma la forza con cui scegli di andare avanti, anche quando nessuno ci crede, nemmeno il mondo intorno a te.
Le salite più dure forgiano le anime più tenaci.
E spesso, chi ha meno… ha dentro la volontà più grande.

27/07/2025

Le regioni più industrializzate d’ Italia, prima del 1860, erano la Campania, la Calabria e la Puglia: per i livelli di industrializzazione le Due Sicilie si collocavano ai primi posti in Europa.
In Calabria erano famose le acciaierie di Mongiana, con due altiforni per la ghisa, due forni Wilkinson per il ferro e sei raffinerie, occupava 2.500 operai.
L’industria decentrata della seta occupava oltre 3.000 persone.
La piu’ grande fabbrica metalmeccanica del Regno era quella di Pietrarsa, (fra Napoli e Portici), con oltre 1200 addetti: un record per l’Italia di allora.
Dietro Pietrarsa c’era l’Ansaldo di Genova, con 400 operai.
Lo stabilimento napoletano produceva macchine a vapore, locomotive, motori navali, precedendo di 44 anni la Breda e la Fiat.
A Castellammare di Stabia, dalla fine del XVIII secolo, operavano i cantieri navali più importanti e tecnologicamente avanzati d’Italia.
In questo cantiere fu allestita la prima nave a vapore, il Real Ferdinando, 4 anni prima della prima nave a vapore inglese.
Da Castellammare di uscirono la prima nave a elica d’ Italia e la prima nave in ferro. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.
L’ Abruzzo era importante per le cartiere (forti anche quelle del Basso Lazio e della Pen*sola Amalfitana), la fabbricazione delle lame e le industrie tessili.
La Sicilia esportava zolfo, preziosissimo allora, specie nella provincia di Caltanissetta, all’ epoca una delle città più ricche e industrializzate d’ Italia. In Sicilia c’erano porti commerciali da cui partivano navi per tutto il mondo, Stati Uniti ed Americhe specialmente. Importante, infine era l’ industria chimica della Sicilia che produceva tutti i componenti e i materiali sintetici conosciuti allora, acidi, vernici, vetro.
Puglia e Basilicata erano importanti per i lanifici e le industrie tessili, molte delle quali gia’ motorizzate. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.
Le macchine agricole pugliesi erano considerate fra le migliori d’Europa. La Borsa più importante del regno era, infine, quella di Bari.
Una volta occupate le Due Sicilie, il governo di Torino iniziò lo smantellamento "cinico e sistematico" del tessuto industriale di quelle che erano divenute le “province meridionali”. Pietrarsa (dove nel 1862 i bersaglieri compirono un sanguinoso eccidio di operai per difendere le pretese del padrone privato cui fu affidata la fabbrica) fu condannata a un inarrestabile declino.
Nei cantieri di Castellammare furono licenziati in tronco 400 operai.
Le acciaierie di Mongiana furono rapidamente chiuse, mentre la Ferdinandea di Stilo (con ben 5000 ettari di boschi circostanti) fu venduta per pochi soldi a un "colonnello garibaldino", giunto in Calabria al seguito dei “liberatori”.

Indirizzo

Acate
97011

Sito Web

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