24/05/2026
Oggi l'associazione Heiros ha partecipato all'evento L'ARTE CHE UNISCE, a sostegno dell'associazione ANFASS.
Abbiamo contribuito nel dare testimonianza in merito al tema delle pari opportunità in ambito della disabilità intellettiva. Pubblichiamo le parole di mamma Stefania Centonze per offrire un spunto di riflessione in merito a questo tema tanto attuale e vi lascio in compagnia anche dell'incantevole voce della nostra Giulia.
"Per noi essere qui non significa cercare visibilità, ma dare voce a tante famiglie e a tante persone che ogni giorno chiedono solo una cosa: essere viste, ascoltate e rispettate. Dietro ogni diagnosi c’è una persona. Un figlio, una figlia. Ci sono sogni, paure, emozioni, talenti e il desiderio semplice di sentirsi parte del mondo. Le pari opportunità non sono un favore. Sono dovere civile. Sono dovere morale. dignità. Sono il diritto di ogni persona di avere il proprio spazio nel mondo.
Le pari opportunità significa costruire scuole che insegnano davvero l’inclusione e non scuole in cui, troppo spesso, i nostri figli vengono esclusi dalla didattica e lasciati a trascorrere il tempo nei corridoi o casa propria.
Significa creare luoghi di lavoro capaci di vedere il talento oltre il limite, e non realtà in cui alcuni datori di lavoro preferiscono pagare sanzioni piuttosto che assumere persone con disabilità.
Significa avere città più accessibili e servizi più organizzati, perché oggi molte famiglie, non trovando adeguata presa in carico sul proprio territorio, sono costrette a percorrere ogni settimana molti chilometri affinché i propri figli possano svolgere terapie psico educative e comportamentali finalizzate al miglioramento della condizione autistica.
Una società inclusiva NON È QUELLA CHE TOLLERA la fragilità, ma quella CHE LA ACCOGLIE come parte naturale della vita.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi invisibile.
Nessuno dovrebbe crescere sentendosi meno.
E nessuna famiglia dovrebbe combattere da sola per vedere riconosciuti diritti che dovrebbero appartenere a tutti.
E forse le barriere più dure da abbattere non sono quelle architettoniche, ma quelle culturali.
Perché il valore di una persona non si misura da quanto produce o da quanto velocemente apprende, ma dalla sua umanità e autenticità La diversità non deve fare paura, deve insegnarci a guardare gli altri con più amore, più rispetto e più verità.
Perché ogni vita ha lo stesso valore.
E nessuno deve restare indietro. Mai.
Nessuno".