09/11/2025
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𝗜𝗟 𝗦𝗘𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗠𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢
𝗗𝗘𝗟𝗟`𝗜𝗠𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗙𝗘𝗗𝗘𝗥𝗜𝗖𝗢 𝗜𝗜
Nel corso del Medioevo le unioni matrimoniali tra famiglie nobili venivano spesso combinate da sovrani e pontefici, o per motivi di opportunismo politico o di ascesa sociale, nell’ambito della cosiddetta 𝘳𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘰.
Le nozze erano essenzialmente uno strumento per creare e rafforzare 𝙖𝙡𝙡𝙚𝙖𝙣𝙯𝙚 𝙩𝙧𝙖 𝙙𝙞𝙣𝙖𝙨𝙩𝙞𝙚. Per le famiglie degli sposi l’obiettivo principale del contratto matrimoniale era garantire titoli e patrimonio ai figli legittimi.
A concedere la mano di una nobile dama, ad un cavaliere o ad un sovrano, era il padre della giovane promessa, ma dietro le quinte intervenivano quasi sempre nella decisione principi o ecclesiastici, a volte persino re e gran maestri di ordini cavallereschi.
Emblematico è il caso di 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 𝙙𝙞 𝙃𝙤𝙝𝙚𝙣𝙨𝙩𝙖𝙪𝙛𝙚𝙣, le cui unioni matrimoniali furono sempre dettate da 𝙤𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙪𝙣𝙞𝙨𝙢𝙤 𝙥𝙤𝙡𝙞𝙩𝙞𝙘𝙤 e dalla 𝙧𝙖𝙜𝙞𝙤𝙣 𝙙𝙞 𝙎𝙩𝙖𝙩𝙤.
𝙋𝙖𝙥𝙖 𝙄𝙣𝙣𝙤𝙘𝙚𝙣𝙯𝙤 𝙄𝙄𝙄, divenuto tutore del futuro re di Sicilia, dopo la morte della 𝙧𝙚𝙜𝙞𝙣𝙖 𝙢𝙖𝙙𝙧𝙚 𝘾𝙤𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙`𝘼𝙡𝙩𝙖𝙫𝙞𝙡𝙡𝙖, fu l’artefice del primo matrimonio dell’allora quattordicenne 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 con l’aragonese 𝘾𝙤𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖, di oltre dieci anni più anziana di lui.
Nel 1225, tre anni dopo la morte della prima moglie, l'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 dovette nuovamente unirsi in matrimonio. Questa volta la sposa era talmente giovane da sembrare una bambina: il suo nome era 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙄𝙄 𝙙𝙞 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 (ebbe i nomi di 𝙄𝙤𝙡𝙖𝙣𝙙𝙖 e 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 coi quali ve𝗇𝗂𝗏𝖺 indifferentemente designata) ed era nata tredici anni prima dall’unione tra il condottiero crociato 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝘽𝙧𝙞𝙚𝙣𝙣𝙚 e la 𝙧𝙚𝙜𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙈𝙤𝙣𝙛𝙚𝙧𝙧𝙖𝙩𝙤 (dalla quale la piccola 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 aveva ereditato la 𝙘𝙤𝙧𝙤𝙣𝙖 𝙜𝙚𝙧𝙤𝙨𝙤𝙡𝙞𝙢𝙞𝙩𝙖𝙣𝙖).
Le 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙚 𝙣𝙤𝙯𝙯𝙚 𝙙𝙞 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 furono appoggiate da 𝙥𝙖𝙥𝙖 𝙊𝙣𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙄𝙄𝙄, dal 𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙞𝙖 𝙁𝙞𝙡𝙞𝙥𝙥𝙤 𝙄𝙄 e dal 𝙂𝙧𝙖𝙣 𝙈𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡`𝙊𝙧𝙙𝙞𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝘾𝙖𝙫𝙖𝙡𝙞𝙚𝙧𝙞 𝙏𝙚𝙪𝙩𝙤𝙣𝙞𝙘𝙞, il tedesco 𝙃𝙚𝙧𝙢𝙖𝙣𝙣 𝙑𝙤𝙣 𝙎𝙖𝙡𝙯𝙖. Fu infatti quest’ultimo, amico fidato e consigliere intimo dell’imperatore, a suggerire al 𝙥𝙖𝙥𝙖 l’unione tra 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 e 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖, in vista della 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖 che avrebbe dovuto portare alla 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙦𝙪𝙞𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙞 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 che era ancora occupata da quando il 𝙎𝙖𝙡𝙖𝙙𝙞𝙣𝙤 l’aveva assediata e conquistata nel 1187.
Dopo il fallimento della 𝙌𝙪𝙞𝙣𝙩𝙖 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖, il 𝙍𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙇𝙖𝙩𝙞𝙣𝙤 in Oriente era ridotto ad un’esigua fascia costiera, comprendente poco più che 𝙏𝙞𝙧𝙤 e 𝙎𝙖𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙`𝘼𝙘𝙧𝙞. Tuttavia, nonostante le limitate dimensioni territoriali, la corona del 𝙍𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 rappresentava ancora un titolo prestigioso, e soprattutto un titolo strategico in vista della riconquista della 𝘾𝙞𝙩𝙩𝙖̀ 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖. Sposando la regina franco-siriana 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙄𝙄, la reggenza del regno latino sarebbe passata al 𝙨𝙤𝙫𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙨𝙫𝙚𝙫𝙤. Le 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙚 𝙣𝙤𝙯𝙯𝙚 𝙙𝙞 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 furono dunque determinanti, fornendo il presupposto politico per vincere la 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙊𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚.
La giovanissima regina 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖, vittima delle macchinazioni di uomini dallo smisurato potere, dovette quindi lasciare la Siria: 𝗇ell'agosto 1225 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 inviò a 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 venti galee per 𝗌𝖼𝗈𝗋𝗍𝖺𝗋𝖾 in Italia la tredicenne 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 col padre. La spedizione, guidata da 𝙀𝙣𝙧𝙞𝙘𝙤, 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙈𝙖𝙡𝙩𝙖, comprendeva 𝙇𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙙𝙞 𝘼𝙣𝙖𝙜𝙣𝙞, 𝙫𝙚𝙨𝙘𝙤𝙫𝙤 𝙙𝙞 𝙍𝙚𝙜𝙜𝙞𝙤 𝘾𝙖𝙡𝙖𝙗𝙧𝙞𝙖, 𝙂𝙞𝙖𝙘𝙤𝙢𝙤 𝙫𝙚𝙨𝙘𝙤𝙫𝙤 𝙙𝙞 𝙋𝙖𝙩𝙩𝙞 e 𝙍𝙞𝙘𝙝𝙞𝙚𝙧𝙤, 𝙫𝙚𝙨𝙘𝙤𝙫𝙤 𝙙𝙞 𝙈𝙚𝙡𝙛𝙞 (𝖿𝗈𝗇𝗍𝖾: 𝘊𝘳𝘰𝘯𝘢𝘤𝘢 𝖽𝗂 𝙍𝙞𝙘𝙘𝙖𝙧𝙙𝙤 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣 𝙂𝙚𝙧𝙢𝙖𝙣𝙤).
Ad 𝘼𝙘𝙧𝙞, 𝙂𝙞𝙖𝙘𝙤𝙢𝙤 𝙙𝙞 𝙋𝙖𝙩𝙩𝙞 sposò 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 e 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝗉𝖾𝗋 𝙥𝙧𝙤𝙘𝙪𝙧𝙖. Le galee attraccarono al porto di 𝘽𝙧𝙞𝙣𝙙𝙞𝙨𝙞 in 𝖮ttobre e già il 9 𝖭ovembre 1225 (𝗈𝗀𝗀𝗂 𝗇𝖾 𝗋𝗂𝖼𝗈𝗋𝗋𝖾 𝗅'𝗈𝗍𝗍𝗈𝖼𝖾𝗇𝗍𝖾𝗌𝗂𝗆𝗈 𝖺𝗇𝗇𝗂𝗏𝖾𝗋𝗌𝖺𝗋𝗂𝗈) nella 𝘾𝙖𝙩𝙩𝙚𝙙𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝘽𝙧𝙞𝙣𝙙𝙞𝙨𝙞 il vescovo brindisino unì in matrimonio 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 e 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖. Le cronache del tempo indul𝗌𝖾𝗋𝗈 sulla descrizione degli esotici festeggiamenti, avvenuti nel 𝘾𝙖𝙨𝙩𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙙𝙞 𝙊𝙧𝙞𝙖.
𝖫'𝗂𝗆𝗉𝖾𝗋𝖺𝗍𝗋𝗂𝖼𝖾 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 morì ad 𝘼𝙣𝙙𝙧𝙞𝙖 nel 𝖬aggio 1228, appena sedicenne, alcuni giorni dopo (sei o dieci a seconda delle fonti) aver dato alla luce 𝘾𝙤𝙧𝙧𝙖𝙙𝙤, 𝗂𝗅 𝖿𝗎𝗍𝗎𝗋𝗈 𝗂𝗆𝗉𝖾𝗋𝖺𝗍𝗈𝗋𝖾 𝘾𝙤𝙧𝙧𝙖𝙙𝙤 𝙄𝙑. 𝙄𝙨𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 𝗏enne sepolta nella cripta sottostante la 𝘾𝙖𝙩𝙩𝙚𝙙𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝘼𝙣𝙙𝙧𝙞𝙖.
𝖱𝗂𝗉𝗈𝗋𝗍𝗂𝖺𝗆𝗈 𝗎𝗇 𝗉𝖺𝗌𝗌𝗈 [XVII. 1-3] 𝖽𝖾𝗅 𝘽𝙧𝙚𝙫𝙚 𝘾𝙝𝙧𝙤𝙣𝙞𝙘𝙤𝙣 𝙙𝙚 𝙍𝙚𝙗𝙪𝙨 𝙎𝙞𝙘𝙪𝙡𝙞 (𝖾𝖽𝗂𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖼𝗋𝗂𝗍𝗂𝖼𝖺 𝖾 traduzione 𝖽𝖾𝗅 𝗉𝗋𝗈𝖿. 𝖥𝗎𝗅𝗏𝗂𝗈 𝖣𝖾𝗅𝗅𝖾 𝖣𝗈𝗇𝗇𝖾):
[XVII. 1] Anno Dominice incarnationis MCCXXVIII, mense aprilis prime indictionis, imperatrix Elisabeth, uxor Frederici imperatoris, filia regis Iohannis, apud Andriam civitatem Apulie XXVI die supradicti mensis aprilis peperit filium, quem concepit ex viro suo imperatore Frederico, quem dictus imperator pater suus statim, ut audivit eius nativitatem apud Troyam civitatem Apulie, ubi tunc erat, imposuit ei nomen Conradus. [2] Mater autem sua, X die postquam peperit eum, apud civitatem eandem migravit ad Deum. [3] In cuius obitu interfuerunt omnes prelati Regni Sicilie, qui convenerant ad generalem curiam Baroli, quam idem imperator ordinavit apud eandem terram, in qua multa disposuit de Regno suo Sicilie, eo quod ipse transire volebat ad partes Syrie, ut redimeret votum suum.
[XVII. 1] Nell’anno della incarnazione del Signore 1228, nel mese di aprile della indizione I, l’imperatrice Elisabetta, moglie dell’imperatore Federico, figlia del re Giovanni, nel giorno 26 del menzionato mese di aprile partorì ad Andria, città della Puglia, un figlio, concepito da suo marito l’imperatore Federico, e il menzionato imperatore, suo padre, come seppe della sua nascita a T***a, città della Puglia, dove si trovava, gli diede il nome di Corrado. [2] La madre, dieci giorni dopo il parto, stando nella stessa città migrò presso il Signore. [3] Alla sua morte assistettero tutti i prelati del Regno di Sicilia, che erano venuti a una curia generale a Barletta, che l’imperatore ordinò presso la stessa terra, e nella quale dispose molte cose riguardo al suo Regno di Sicilia, per il fatto che voleva passare in Siria, per adempiere al suo voto.
Nel mese di 𝖦iugno del 1228, nonostante il neonato fosse ancora in fasce e la moglie defunta da poche settimane, 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 dovette comunque partire in tutta fretta per la 𝙎𝙚𝙨𝙩𝙖 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖, dopo aver fatto testamento, perché il pontefice minacciava di occupare il suo regno, cosa che poi fece approfittando della sua assenza.
Dopo una lunga sosta a 𝘾𝙞𝙥𝙧𝙤, 𝗅'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 raggiunse 𝘼𝙘𝙧𝙞 e si mise subito in contatto con il 𝙨𝙪𝙡𝙩𝙖𝙣𝙤 𝙙`𝙀𝙜𝙞𝙩𝙩𝙤 𝙖𝙡-𝙆𝙖𝙢𝙞𝙡 𝖼𝗈𝗇 𝖼𝗎𝗂 𝖺𝗏𝖾𝗏𝖺 𝗌𝖼𝖺𝗆𝖻𝗂𝖺𝗍𝗈 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖾 𝖺𝗆𝖻𝖺𝗌𝖼𝖾𝗋𝗂𝖾 𝖽𝗂𝗉𝗅𝗈𝗆𝖺𝗍𝗂𝖼𝗁𝖾 𝗉𝖾𝗋 𝗎𝗇 𝖺𝖼𝖼𝗈𝗋𝖽𝗈: il 29 𝖥ebbraio 1229 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 sottoscrisse lo storico 𝖺𝖼𝖼𝗈𝗋𝖽𝗈 di pace - 𝗂𝗅 𝙏𝙧𝙖𝙩𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙂𝙞𝙖𝙛𝙛𝙖 - considerato un miracolo divino, perché restituì alla 𝖢ristianità 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 e il 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙎𝙚𝙥𝙤𝙡𝙘𝙧𝙤.
Dopo il fallimento della cruenta 𝙌𝙪𝙞𝙣𝙩𝙖 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖, che aveva portato alla perdita definitiva di 𝘿𝙖𝙢𝙞𝙚𝙩𝙩𝙖, a causa dell’intransigenza del bellicoso 𝙘𝙖𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙋𝙚𝙡𝙖𝙜𝙞𝙤 (𝗅𝗈 𝗌𝗍𝖾𝗌𝗌𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝖼𝗈𝗇 𝗂𝗅 𝗌𝗎𝗈𝖼𝖾𝗋𝗈 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝘽𝙧𝙞𝙚𝙣𝙣𝙚, 𝗆𝖾𝗇𝗍𝗋𝖾 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 𝖾𝗋𝖺 𝗂𝗇 𝙏𝙚𝙧𝙧𝙖𝙨𝙖𝙣𝙩𝙖, 𝖼𝗈𝗇 𝗆𝖺𝗇𝖽𝖺𝗍𝗈 𝗉𝖺𝗉𝖺𝗅𝖾 𝗌𝗂 𝗉𝗈𝗌𝖾𝗋𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝗍𝖾𝗌𝗍𝖺 𝖽𝗂 𝗎𝗇 𝖾𝗌𝖾𝗋𝖼𝗂𝗍𝗈 𝖾 𝗌𝗈𝖻𝗂𝗅𝗅𝖺𝗋𝗈𝗇𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝗋𝗂𝗏𝗈𝗅𝗍𝖺 𝗍𝗎𝗍𝗍𝖾 𝗅𝖾 𝖼𝗂𝗍𝗍𝖺̀ 𝖽𝖾𝗅 𝙍𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙎𝙞𝙘𝙞𝙡𝙞𝙖 𝖽𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗏𝗂𝗍𝖺 𝖺 𝗊𝗎𝖾𝗅𝗅𝖺 𝖼𝗁𝖾 𝗉𝗋𝖾𝗇𝖽𝖾𝗋𝖺̀ 𝗂𝗅 𝗇𝗈𝗆𝖾 𝖽𝗂 𝘾𝙧𝙤𝙘𝙞𝙖𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝘾𝙡𝙖𝙫𝙞𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙩𝙞), 𝗅'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 non solo riottenne la 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚, ma anche altri luoghi sacri e strategici, come 𝘽𝙚𝙩𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 e 𝙉𝙖𝙯𝙖𝙧𝙚𝙩𝙝, oltre ad una tregua che sarebbe durata dieci anni.
Il 17 𝖬arzo del 1229 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 entrò a 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚, 𝗌𝗎𝗅𝗅𝖺 𝗊𝗎𝖺𝗅𝖾 𝗂𝗅 𝙥𝙖𝙥𝙖 𝖺𝗏𝖾𝗏𝖺 𝗀𝖾𝗍𝗍𝖺𝗍𝗈 𝗎𝗇 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙙𝙚𝙩𝙩𝙤, e il giorno seguente andò a pregare sulla 𝙏𝙤𝙢𝙗𝙖 𝙙𝙞 𝘾𝙧𝙞𝙨𝙩𝙤, nella 𝘾𝙝𝙞𝙚𝙨𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙎𝙚𝙥𝙤𝙡𝙘𝙧𝙤, portando con sé la sua 𝙘𝙤𝙧𝙤𝙣𝙖. Lo fece senza curarsi della 𝙨𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖 che ancora pesava su di lui e questo fece andare su tutte le furie il 𝙥𝙖𝙥𝙖.
Nonostante ostacoli e difficoltà ancora da affrontare e risolvere, il potente imperatore aveva comunque dimostrato al mondo che era possibile difendere la propria fede e i propri territori, evitando spargimenti di sangue, devastazioni, soprusi e saccheggi. Finalmente a 𝙂𝙚𝙧𝙪𝙨𝙖𝙡𝙚𝙢𝙢𝙚 potevano nuovamente convivere fedeli appartenenti a religioni diverse, ebrei, cristiani e musulmani.
Nel mese di 𝖦iugno del 1229, rientrato vincitore nel suo 𝙍𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙎𝙞𝙘𝙞𝙡𝙞𝙖, 𝗅'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 fu acclamato dai sudditi, stupiti di vederlo ancora vivo, dal momento che il 𝙥𝙖𝙥𝙖 aveva ordinato di spargere la voce della sua morte avvenuta in Oriente. 𝖬𝗈𝗅𝗍𝗂 territori siciliani erano nel frattempo occupati dalle truppe papaline e dai 𝙇𝙤𝙢𝙗𝙖𝙧𝙙𝙞 alleati del pontefice e nemici di 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄. Solo a fine 𝖠gosto del 1230 fu siglata la 𝙋𝙖𝙘𝙚 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣 𝙂𝙚𝙧𝙢𝙖𝙣𝙤 tra 𝙥𝙖𝙥𝙖 e 𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚, e il 1° 𝖲ettembre, nella dimora papale di 𝘼𝙣𝙖𝙜𝙣𝙞, 𝗂𝗅 𝙥𝙖𝙥𝙖 𝙂𝙧𝙚𝙜𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙄𝙓 e 𝗅'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙁𝙚𝙙𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤 𝙄𝙄 sedettero alla stessa mensa, alla presenza del solo fidato consigliere 𝙃𝙚𝙧𝙢𝙖𝙣𝙣 𝙑𝙤𝙣 𝙎𝙖𝙡𝙯𝙖. In quell’occasione il 𝙥𝙖𝙥𝙖 si riappacificò con 𝗅'𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚, conferendogli il simbolico “𝙨𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙗𝙖𝙘𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙘𝙚” e chiamandolo “𝙙𝙞𝙡𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝘾𝙝𝙞𝙚𝙨𝙖”. 𝖥𝗎 𝗌𝗈𝗅𝗈 𝗎𝗇𝖺 𝖻𝗋𝖾𝗏𝖾 𝗍𝗋𝖾𝗀𝗎𝖺!
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