04/07/2026
Ci sono parole che non si vorrebbero mai scrivere né pronunciare. Lorenzo Bramanti ci ha lasciati.
Chi conosce e segue il nostro lavoro, sicuramente conosce Lorenzo. Ideatore del concetto di «foreste animali marine» – quegli ecosistemi che studiava instancabilmente in ogni angolo del mondo – era co-direttore del programma scientifico DeepLife, la spina dorsale scientifica di Under The Pole dal 2021. Ma, prima di tutto, era un amico prezioso, un compagno insostituibile, un membro della nostra famiglia Under The Pole.
Ricercatore in biologia marina al CNRS, subacqueo straordinario, compagno di avventure, naturalista, filosofo, poeta, era una persona immensa per la sua generosità, il suo umorismo, il suo spirito di squadra, la sua umanità e il suo straordinario talento nel trasmettere il sapere, con cui rispondeva a ogni domanda e condivideva la sua passione per il mondo vivente. Ha partecipato a tutte le spedizioni Under The Pole dal 2019 e lascia un vuoto incolmabile.
Abbiamo avuto il privilegio di vivere al suo fianco spedizioni magnifiche e preziose, beneficiando della sua curiosità inesauribile, del suo contagioso entusiasmo e delle sue infinite conoscenze. Condividevamo l'emozione della scoperta, la gioia dei successi raggiunti insieme, le preoccupazioni, a volte, e le grandi decisioni: «Si parte per l'Antartide!!».
Diceva che con Under The Pole avesse finalmente riunito tutte le sue competenze: skipper, subacqueo e ricercatore. Da diversi anni prendevamo quasi ogni decisione insieme a lui. Da coppia eravamo diventati un trio. Trascorrevamo regolarmente insieme una parte dell'anno. A bordo del Why abbiamo festeggiato compleanni e Natale, cantato, ballato, scherzato. I nostri figli dicevano che «era il più grande dei bambini della barca», e lui aveva persino riportato questa frase sul suo profilo Instagram personale. Aveva l'anima di un bambino e la saggezza di un veterano. Abbiamo discusso per ore riguardo l'intelligenza delle orche, che ci avevano regalato uno degli incontri più straordinari durante la nostra spedizione in Antartide. Ci preoccupavamo del mondo e, allo stesso tempo, ne celebravamo la bellezza.
Lorenzo era un subacqueo eccezionale, uno di quelli che si incontrano raramente, erede egli stesso di una famiglia di subacquei. Era presente a ogni immersione, anche nelle condizioni polari più estreme. Vegliava sempre su di noi, così come noi vegliavamo su di lui.
Le immersioni che facevamo insieme non erano mai ordinarie: erano tutte profonde, in uno spazio in cui pochissimi scienziati lavorano, nella fascia dei 100 metri e talvolta ben oltre. Un'attività che richiede tempo e che crea legami profondissimi. Spesso bastavano poche parole per confrontarci sulle condizioni della giornata, valutando il mare, il vento, il freddo, la pioggia e la stanchezza di ciascuno. Nel pozzetto, sul ponte, in superficie prima dell'immersione o sul fondo, ci siamo scambiati mille volte quegli sguardi che, in un istante, racchiudono tutte le emozioni di una situazione.
Abbiamo attraversato insieme il blu della zona mesofotica, scendendo lentamente verso le profondità per lunghi minuti. Abbiamo esplorato fianco a fianco mondi paralleli ancora inesplorati, sempre alla ricerca delle «foreste animali marine». Animati dalla missione che ci affidava con tanta passione, lo abbiamo affiancato nel campionamento, nell'installazione di banchi sperimentali e di sensori. Molte volte l'immersione si prolungava oltre il programma e bisognava richiamarlo più volte perché fosse il momento di risalire! Con Lorenzo avevamo costruito una complicità unica, nata nel tempo attraverso i momenti felici e quelli difficili vissuti insieme, in mare.
Condividiamo qui le parole che ci aveva inviato per la Giornata Mondiale degli Oceani dello scorso 8 giugno, testimonianza della visione scientifica che lo guidava:
«Oggi il termine “foreste animali marine” è sempre più utilizzato, ed è un segnale positivo. Ma il valore di questa espressione non risiede nella sua forza retorica; risiede nella sua capacità di strutturare domande di ricerca, generare ipotesi verificabili e produrre risultati che facciano progredire la comprensione ecologica. È questo il senso del lavoro che stiamo portando avanti: contribuire a trasformare un'intuizione ecologica in un solido quadro concettuale, per descrivere, confrontare e proteggere meglio questi ecosistemi. In un'epoca in cui le parole si trasformano rapidamente in slogan, la ricerca scientifica ha ancora il compito fondamentale di distinguere ciò che appare convincente da ciò che è reale e scientificamente fondato. Per noi, le “foreste animali marine” non sono soltanto un nome: sono una domanda aperta, una linea di ricerca e un modo rigoroso di descrivere l'oceano.»
Il nostro pensiero va alla sua famiglia, a sua mamma, al suo papà, a suo fratello e alla sua amatissima nipotina, ai suoi tantissimi amici, ai suoi colleghi e ai suoi studenti, ai quali era profondamente legato. Pensiamo anche alla nostra squadra e ai quindici compagni della spedizione in Antartide, con i quali abbiamo condiviso questa immensa e straordinaria avventura.
Potremmo citarlo mille volte, tanto amavamo i suoi pensieri e i suoi scritti – e continueremo a farlo – ma vogliamo concludere con queste sue parole:
«[...] A volte le risposte troppo facili non sono la soluzione. Vorrei cambiare il modo in cui le persone percepiscono la complessità. Non come qualcosa di negativo, ma come qualcosa da accogliere e da accettare.»
Lorenzo desiderava vedere nascere una scienza sempre più collaborativa, capace di accelerare la conoscenza e la tutela del mondo naturale. Sognava che le foreste animali marine fossero finalmente riconosciute per la loro reale importanza e studiate nei libri di scuola.
Oggi siamo inconsolabili.
Domani torneremo a portare avanti ciò che abbiamo iniziato insieme.
Love you, Lolo.
Manue & Ghislain
A nome di tutto il team Under The Pole