Unità Cinofile da Ricerca e Soccorso NV ANSMI

Unità Cinofile da Ricerca e Soccorso NV ANSMI L’Associazione Nazionale della Sanità
Militare Italiana, di seguito ANSMI, nacque il 23 dicembre 1954.

Dal 2018, ha un proprio Nucleo di Protezione denominato Nucleo Volontari Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana.

26/08/2026
🦮🦮🐾🐾
26/08/2026

🦮🦮🐾🐾

Ieri e oggi in assistenza sulla pista di Down Hill di Sestriere per i Campionati Italiani di Down Hill.Collaborazione e ...
23/08/2026

Ieri e oggi in assistenza sulla pista di Down Hill di Sestriere per i Campionati Italiani di Down Hill.
Collaborazione e fare Squadra....sempre!!!

16/08/2026
❤️🦮🐾
16/08/2026

❤️🦮🐾

San Rocco è considerato protettore dei cani per via di una toccante leggenda: mentre si trovava malato di peste, isolato in una grotta per non contagiare gli altri, un cane — secondo alcune versioni un Breton o uno Épagneul Breton — gli portava ogni giorno un pezzo di pane rubato dalla mensa del suo padrone, e persino gli leccava le ferite. Grazie a questa cura silenziosa e fedele del suo piccolo compagno, San Rocco guarì, e la straordinaria devozione dell’animale fece sì che, nel tempo, il cane divenisse simbolo permanente di protezione nei confronti del santo stesso.

Così, l’immagine del santo accanto al suo cagnolino è oltre che suggestiva, anche carica di significati profondi di lealtà, cura e amore silenzioso — motivi che ne spiegano il ruolo di patrono dei cani nella devozione popolare.

11/08/2026

🏔️ Dovere di assistenza in ambienti estremi: riflessioni tra rischio, competenze e contesto operativo

Il tema del “duty to act” in montagna e nei contesti wilderness è oggetto di crescente discussione. Episodi come quello del K2 nel 2023 evidenziano quanto la decisione di intervenire non sia mai semplice: le condizioni ambientali, la sicurezza personale e le reali capacità tecniche possono limitare l’azione anche dei professionisti più esperti.

⛰️ Alpinisti e soccorritori come Nirmal “Nimsdai” Purja o Nick Arding ricordano che aiutare è importante, ma solo quando il rischio rimane gestibile e il soccorritore non diventa un ulteriore paziente. Altri esperti sottolineano come l’esperienza personale, la preparazione e la disponibilità di attrezzature determinino la possibilità effettiva di intervenire.

💡 Da queste testimonianze emerge una considerazione pragmatica: la valutazione del contesto e dei propri limiti è parte integrante del soccorso.

🤝 Quando esistono le condizioni di sicurezza, offrire supporto resta un elemento essenziale della pratica professionale e dell’intervento in ambiente remoto. https://wms.org/magazine/1520/Climbing-the-Moral-Summit/default.aspx

11/08/2026

🏔️❤️‍🩹 RCP extraospedaliera e in ambiente impervio: quando iniziare, come continuare, quando fermarsi

La rianimazione cardiopolmonare (RCP) in ambiente extraospedaliero e wilderness resta una delle sfide più complesse della medicina d’emergenza 🚑❄️. Ostacoli logistici, ambientali e decisionali rendono fondamentale un approccio strutturato, a partire dalla sicurezza della scena e dalla qualità della RCP.

📚 La letteratura mostra che, nonostante bassi tassi di ROSC, esistono sopravvivenze significative anche dopo rianimazioni prolungate, soprattutto in casi selezionati (ipotermia, ritmo defibrillabile).

⚖️ Le regole di termination of resuscitation (TOR), pur incluse nelle linee guida AHA, restano controverse: una recente revisione suggerisce cautela per evitare “missed survivors”.

🩺 Le raccomandazioni ICAR MedCom 2023 sottolineano l’importanza di valutazione caso per caso, uso di AED, POCUS e, quando indicato, ECLS.

👉 Formazione, contesto e catena della sopravvivenza fanno la differenza. https://wms.org/magazine/1598/CPR-in-the-Wilderness/default.aspx

11/08/2026

🏔️ Rianimazione cardiopolmonare (CPR) in ambienti selvaggi: quando salvare una vita diventa ancora più complesso 🫀

La rianimazione cardiopolmonare (CPR) è uno dei pilastri della medicina d’emergenza nelle situazioni di arresto cardiaco extra-ospedaliero. Nonostante i tassi di sopravvivenza non siano elevati, rimane spesso l’unica possibilità per tentare di salvare una vita. Ma cosa succede quando un arresto cardiaco avviene in montagna, in un bosco o in un ambiente isolato? 🌲

In questi contesti entrano in gioco numerose difficoltà:
📡 comunicazioni limitate
🚑 accesso lento ai soccorsi avanzati
🌧️ condizioni ambientali difficili
🎒 attrezzature ridotte
😰 stress psicologico per i soccorritori

Prima di iniziare qualsiasi intervento, è fondamentale valutare la sicurezza della scena. Un principio chiave della medicina wilderness è chiaro: la sicurezza segue questa priorità — prima il soccorritore, poi il team, quindi il paziente e infine eventuali altre persone presenti.

Nonostante le condizioni estreme, la CPR di alta qualità rimane l’elemento più importante della cosiddetta catena della sopravvivenza. Anche se i risultati sono generalmente limitati, la letteratura riporta casi sorprendenti di sopravvivenza dopo rianimazioni molto prolungate, specialmente in presenza di ipotermia, dove il metabolismo rallenta e può proteggere il cervello. ❄️

Le raccomandazioni più recenti per il soccorso in ambienti remoti indicano alcuni principi fondamentali:

🔹 iniziare la CPR nei casi di arresto cardiaco non traumatico
🔹 utilizzare un defibrillatore automatico (AED) quando disponibile
🔹 valutare di interrompere la rianimazione se dopo 20 minuti non c’è ritorno della circolazione spontanea, non è presente un ritmo defibrillabile e non esistono condizioni particolari come ipotermia, fulminazione o intossicazioni
🔹 considerare trasporto e rianimazione prolungata in casi specifici (ipotermia, fulmini, valanghe)

In alcune situazioni, come annegamento, asfissia o arresto cardiaco nei bambini, la sola compressione toracica non è sufficiente: la ventilazione è essenziale per correggere la carenza di ossigeno.

Esistono anche circostanze in cui la CPR non deve essere iniziata, ad esempio in presenza di segni evidenti di morte irreversibile, ordine di non rianimazione (DNR) valido o scena pericolosa per i soccorritori.

In ambienti estremi, quindi, la rianimazione richiede non solo competenze tecniche ma anche valutazione clinica, capacità decisionale e gestione del contesto.

Leggi l'articolo completo al link https://wms.org/magazine/1598/CPR-in-the-Wilderness/default.aspx

Adresse

Frazione Roccaforte 1
Chanoux
10050

Notifications

Soyez le premier à savoir et laissez-nous vous envoyer un courriel lorsque Unità Cinofile da Ricerca e Soccorso NV ANSMI publie des nouvelles et des promotions. Votre adresse e-mail ne sera pas utilisée à d'autres fins, et vous pouvez vous désabonner à tout moment.

Raccourcis

Partager