10/08/2026
LA POTENZA DI UN ARCO
In qualunque disciplina marziale, per raggiungere i più alti livelli della pratica è necessario esplorare con cura la relazione che intercorre tra elasticità e tensione. Queste caratteristiche, fondamentali per accrescere la qualità e l'energia espressa nel movimento, sono fra di loro strettamente collegate.
È pertanto essenziale comprendere in che modo esse vanno bilanciate e sincronizzate: la loro armonizzazione può infatti ottimizzare esponenzialmente l'erogazione della potenza.
Fra tutti i diversi tipi di tensione che connotano un gesto marziale, la più proficua è quella correlata allo sviluppo della ‘forza elastica”.
Nelle scienze motorie viene chiamata comunemente: “forza esplosivo-reattivo-balistica”.
Nelle arti marziali cinesi si definisce, genericamente, come "Fa Li", un concetto fondamentale che indica la generazione e l'emissione istantanea di forza esplosiva.
Nel Taiji viene preferito il termine "Fa Jin", ma ach'esso indica l'abilità di canalizzare e scaricare istantaneamente l'energia cinetica dell'intero corpo.
A livello strutturale, questo tipo di forza, più che essere in relazione col grado di ipertrofia dei muscoli, dipende molto dallo sviluppo del tessuto connettivo.
A livello nervoso essa è invece collegata, più che al coinvolgimento di un numero sempre maggiore di fibre coinvolte nella contrazione, a determinate capacità coordinative, in primo luogo a quella intramuscolare e inter-segmentale. Qualità che permettono ai muscoli agonisti, a quelli antagonisti, ai neutralizzatori e agli stabilizzatori di lavorare in perfetta sinergia.
L’aspetto però che ci interessa maggiormente evidenziare, è quello costituito dalla componente elastica del sistema muscolo-scheletrico e da quella modalità di lavoro in cui la fase accelerante (che serve a vincere una resistenza esterna) viene preceduta da una fase di rilassamento e allungamento muscolare.
Se prima di tendersi i muscoli vengono allungati, grazie all'energia elastica accumulata, essi riescono a sviluppare una maggiore potenza. Pertanto, nella fase di allungamento, le fibre muscolari immagazzinano tensione elastica che nella successiva fase può essere restituita, andando a sommarsi alla forza della componente contrattile del muscolo.
Cheng Man Ching spiegava tutto questo con parole molto semplici, ricorrendo a un'immagine potente e immediata, quella dell’arco. A questo proposito il maestro diceva:
«In che cosa consiste l’emissione di forza?
È come scoccare una freccia.
Far scoccare la freccia dipende dalla forza di lancio dell’arco e della corda.
La forza dell’arco e della corda è morbida, flessibile e vitale...»