01/07/2026
"𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐌𝐀𝐒𝐓𝐈𝐍𝐎 𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐄𝐓𝐀𝐍𝐎
𝐀𝐧𝐚𝐭𝐨𝐦𝐢𝐚, 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚"
Quando si parla della testa del Mastino Napoletano, si sente spesso dire che deve essere “corta e massiccia”.
È vero, ma detta così può creare confusione.
𝐂𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐝𝐞𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨. La testa del Mastino Napoletano non deve essere un blocco informe di pelle e volume. Deve essere compatta, ampia, potente, fortemente sviluppata nelle tre dimensioni, ma sempre leggibile nella sua costruzione anatomica.
𝐔𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚.
La testa del Mastino Napoletano rappresenta circa il 38% dell’altezza al garrese. In un maschio di 75 cm, per esempio, la lunghezza totale della testa dovrebbe aggirarsi intorno ai 28-29 cm.
Parliamo quindi di una testa grande, imponente, ma proporzionata alla mole generale del cane.
Dal punto di vista geometrico, la testa può essere interpretata come la successione di due solidi cubici posti frontalmente uno davanti all’altro: il cranio e il muso.
Questa immagine aiuta a capire un punto fondamentale: 𝐢𝐥 𝐦𝐮𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨, 𝐜𝐢𝐥𝐢𝐧𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨, 𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐧𝐜𝐨-𝐜𝐨𝐧𝐢𝐜𝐨. Deve trasmettere larghezza, profondità e sostanza, senza perdere la sua quadratura.
𝐈𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐫𝐚𝐧𝐢𝐨-𝐦𝐮𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐝𝐢 𝟐:𝟏.
Il cranio rappresenta circa i due terzi della testa.
Il muso rappresenta circa un terzo.
Questo significa che il muso è relativamente corto rispetto al cranio, ma non deve apparire schiacciato, insufficiente o privo di struttura.
Osservando il cane di profilo, 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐫𝐚𝐧𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐥𝐢. È una caratteristica essenziale per conservare l’espressione tipica della razza.
Il cranio deve essere molto largo, con un’impressione generale quanto più possibile quadrata, e deve risultare piatto nella regione compresa tra le orecchie.
Le arcate zigomatiche partecipano alla struttura della testa, ma non devono essere considerate il punto assoluto di massima larghezza cranica. Nel Mastino Napoletano la potenza del cranio nasce dall’insieme: larghezza, quadratura, piattezza superiore, sviluppo frontale e corretta armonia con il muso.
La fronte presenta seni frontali ben sviluppati e una sutura metopica evidente. Lo stop deve essere marcato, ma non esasperato.
Gli indici craniometrici aiutano a leggere questa costruzione con maggiore precisione. L’indice cefalico, ottenuto dal rapporto tra larghezza e lunghezza del cranio, è molto elevato e colloca il Mastino Napoletano tra i cani decisamente brachicefali.
𝐌𝐚 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐡𝐢𝐜𝐞𝐟𝐚𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨.
Un Mastino Napoletano corretto deve essere brachicefalo secondo tipo e standard, ma deve anche respirare bene, termoregolare in modo compatibile con la propria mole, muoversi con dignità e conservare una funzionalità generale reale.
𝐋𝐚 𝐭𝐢𝐩𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨.
Il muso deve essere largo, profondo, corto e pressoché quadrato visto frontalmente. Le sue facce laterali devono decorrere quasi parallele.
Bisogna però evitare un equivoco: 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐛𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞.
Nel Mastino Napoletano il muso non deve essere pieno sotto gli occhi come accade in alcune razze centro-asiatiche o nel Kangal, dove l’osso sottorbitale è molto pronunciato. Nel Mastino, un eccessivo riempimento di quella zona rischia di produrre un muso tronco-conico, estraneo alla corretta espressione della razza.
𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐢𝐛𝐨𝐥𝐚.
La mandibola deve essere larga, forte, ben sviluppata.
Il mento deve essere spesso e ben evidente.
I canini devono essere ben distanziati.
È questa architettura ossea e mandibolare a dare forza al muso, non il semplice spessore della pelle o l’accumulo di tessuti molli.
La canna nasale deve essere ampia. Il tartufo deve essere grande, ben pigmentato, con narici larghe e aperte. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐫𝐞𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
Anche le guance meritano attenzione.
Nel Mastino Napoletano devono essere relativamente piatte. Non devono mostrare masseteri eccessivamente pronunciati, né assumere quell’aspetto gonfio e muscolare che appartiene maggiormente ad altre razze, come il Dogue de Bordeaux o il Bullmastiff.
𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐢𝐩𝐞𝐫𝐭𝐫𝐨𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞. Nasce dal rapporto tra cranio largo, muso corto e quadrato, mandibola potente, labbra tipiche, pelle abbondante e corretta costruzione generale.
𝐋𝐞 𝐥𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚.
Devono essere spesse, pesanti e abbondanti. Osservate frontalmente, formano la caratteristica V rovesciata. Non devono invece disegnare una U arrotondata, perché in quel caso l’espressione cambia e si allontana dal tipo corretto.
𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐢𝐜𝐢. Il labbro non dovrebbe superare in modo eccessivo la commessura labiale. 𝐋𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞, 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐕 𝐫𝐨𝐯𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚.
La pelle della testa è abbondante e forma rughe e pliche caratteristiche. La plica più tipica origina in prossimità dell’angolo esterno dell’occhio e scende verso la commessura labiale.
Ma anche qui serve misura.
La pelle abbondante è una caratteristica di razza.
𝐋’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐞̀.
La pelle deve vestire la testa, accompagnarne i volumi, sottolinearne la tipicità. Non deve falsare la struttura ossea, appesantire il muso, coprire gli occhi o trasformare la testa in una massa indistinta di rughe.
Quando le pliche compromettono la vista, favoriscono dermatiti croniche, alterano la funzione palpebrale o interferiscono con la normale espressione del cane, non siamo più davanti alla tipicità. Siamo davanti a un’esagerazione.
Gli occhi devono essere ben distanziati, posizionati sullo stesso piano frontale, mai prominenti e mai eccessivamente infossati. L’espressione deve essere seria, vigile, attenta, coerente con il carattere della razza.
Il colore dell’iride deve armonizzarsi con il mantello.
Le orecchie, quando integre, devono essere relativamente piccole rispetto alla mole della testa. Di forma triangolare, piatte, sottili e aderenti alle guance, contribuiscono a valorizzare la larghezza del cranio e la potenza dell’insieme.
In definitiva, 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐮𝐠𝐡𝐞, 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞.
È una struttura anatomica complessa, regolata da rapporti geometrici, craniometrici e funzionali precisi.
𝐔𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚.
Serve equilibrio.
Serve proporzione.
Serve sostanza.
Serve tipicità.
Serve un cranio largo e piatto tra le orecchie.
Serve un muso corto, largo e quadrato.
Serve una mandibola forte, con mento spesso e canini ben distanziati.
Servono guance relativamente piatte, non masseteri esasperati.
Serve pelle abbondante, ma mai deformante.
Perché 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚, 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐭𝐚̀, 𝐫𝐮𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
𝐍𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨.
𝐃𝐨𝐭𝐭. 𝐕𝐢𝐭𝐨 𝐁𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨, 𝐃𝐕𝐌
( Un ringraziamento speciale al mio maestro e amico Salvatore Scherma )
( Le tre immagini del post rappresentano Bruno del compianto amico Pasquale Paduano , una testa che dovrebbe essere studiata e ristudiata da molte persone, da allevatori e giudici )