CABS Italia, l'antibracconaggio

CABS Italia, l'antibracconaggio Il CABS - Committee Against Bird Slaughter - è un'organizzazione anti-bracconaggio nel mediterraneo

Campi
Organizziamo campi e iniziative in molti Stati Europei dove la caccia agli uccelli migratori è praticata con mezzi illegali o illegalemente autorizzata dalle autorità locali, sia che si tratti di trappole, reti, vischio o caccia con fucile. Sempre affianchiamo nel loro lavoro le organizzazioni locali e la polizia. In Italia, Francia, Germania, Malta e Cipro ogni anno recuperiamo e distruggia

mo più di 50.000 fra trappole e reti, controlliamo l'attività di centinaia di cacciatori e cooperiamo con le forze dell´ordine per portare i bracconieri di fronte al giudice. Lobbying
Il CABS è costantemente in contatto con parlamentari e autorità di Bruxelles, Roma e Berlino. Questi contatti ci permettono di poter intervenire nel momento in cui vengano prese decisioni importanti nel campo della tutela della fauna in sede europea o nazionale. Ricerca
I collaboratori del CABS conducono investigazioni intorno al contrabbando di fauna, alle attività dei falconieri, così come al commercio per internet, al fine di portare alla luce i reati perpetrati. Negli anni il CABS ha raccolto interi schedari sul tema e lo mantiene a disposizione delle autorità che investigano sui casi più recenti. Processi e ricorsi
Un campo di intervento molto importante del CABS sono i ricorsi contro le cacce in deroga che ogni anno i governi regionali autorizzano forzando la direttiva europea. Ogni anno il CABS e le sue organizzazioni partner vincono i ricorsi – ormai già da 15 anni – salvando così dalla morte annualmente circa mezzo milione di fringuelli, peppole, storni, passeri, pispole e prispoloni nelle sole regioni italiane (Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria e Friuli). Relazioni pubbliche
Attraverso un intenso lavoro mediatico solleviamo l´attenzione dei cittadini europei sul tema del bracconaggio e della caccia in Europa. I nostri studi, materiale informativo e di protesta viene offerto gratuitamente a chi ne faccia richiesta. Come risultato il tema della caccia sfrenata e del bracconaggio in Italia e Francia è diventato di pubblico dominio in tutti i paesi d´Europa e ha portato a un movimento di opinione e a una maggiore sensibilità ambientale. Il CABS è una organizzazione politicamente indipendente...... ciononostante non possiamo accettare nessuna forma di cooperazione con i partiti di estrema destra. Questi partiti, in tutta Europa, si sono resi responsabili delle più gravi aggressioni all'ambiente che la storia europea conosca. Con le loro istanze separatiste e inneggianti alle tradizioni (venatorie) regionali, sono stati negli ultimi anni i più virulenti sostenitori di una caccia cruenta e senza confini.

Iniziano le campagne estive.Molte specie sono ancora impegnate nell’allevamento dei piccoli e rimarranno in Europa centr...
23/08/2026

Iniziano le campagne estive.
Molte specie sono ancora impegnate nell’allevamento dei piccoli e rimarranno in Europa centrale ancora per diverse settimane. Alcune, però, hanno già iniziato il viaggio verso l’Africa: i rondoni, ad esempio, sono già partiti, come anche cannaiole e balie.
Con l’inizio della migrazione, prendono il via anche le nostre campagne di fine estate, poiché non appena gli uccelli raggiungono l’area del Mediterraneo, i bracconieri li aspettano con trappole, reti e fucili.
Per noi il lavoro comincia nel sud della Francia, in Italia e a Malta. L’attività si concentrerà soprattutto sulla lotta contro la cattura e l’abbattimento dei piccoli passeriformi e dei limicoli. Per l’inizio delle attività prevediamo circa 25 partecipanti, divisi in quattro campagne.
Come sempre, vi terremo aggiornati.

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Il papà single del secolo! Per la prima volta dal 1891, si è involata un'albanella reale nello Zülpicher Börde, la vasta...
19/08/2026

Il papà single del secolo!

Per la prima volta dal 1891, si è involata un'albanella reale nello Zülpicher Börde, la vasta pianura agricola a sud-ovest di Colonia e Bonn.
Ma questo storico traguardo per la conservazione aveva rischiato di trasformarsi in una tragedia: poco dopo la schiusa di due pulli nel nido costruito in un campo di grano, la madre è improvvisamente scomparsa. I maschi di questa specie di solito si occupano esclusivamente della caccia e non partecipano né alla cova né all’alimentazione diretta dei piccoli. La covata sembrava quindi ormai condannata.
Poi, la nostra fototrappola ha documentato qualcosa di mai filmato prima in questa specie. Spinto dal puro istinto, il padre single ha assunto a tempo pieno il ruolo di genitore! Ha protetto il piccolo sopravvissuto dalle fredde notti e dalla torrida calura diurna, arrivando persino a nutrirlo.
Per dare una mano a questo papà straordinario, i membri del CABS hanno lasciato regolarmente dei topi vicino al nido e l’agricoltore ci ha autorizzato a delimitare l’area per proteggerla durante la mietitura del grano.
Contro ogni previsione, la giovane albanella ha spiccato il suo primo, storico volo la scorsa settimana: è il primo esemplare a farlo nella regione da 135 anni!
La collaborazione tra esseri umani e un'albanella reale davvero eccezionale hanno trasformato una potenziale tragedia in uno storico successo per la conservazione della natura!

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Lo sapevi? Il pettirosso è una delle specie più frequentemente vittima del bracconaggio nel Mediterraneo occidentale. Co...
14/08/2026

Lo sapevi? Il pettirosso è una delle specie più frequentemente vittima del bracconaggio nel Mediterraneo occidentale. Con un peso di appena 15–18 grammi, è tra le più piccole specie di uccelli presenti in Europa. Questo, però, non impedisce ai bracconieri di continuare ancora oggi a cacciare o catturare i pettirossi, protetti dalla legge in tutti i Paesi europei, perché considerati una prelibatezza.
Eppure, non si tratta certo di una questione di necessità: la cattura e la caccia di uccelli vengono praticate in nome della «tradizione».
Nel sud del Portogallo, in Andalusia, lungo la costa orientale della Spagna, nel sud della Francia e nel nord Italia, i bracconieri utilizzano soprattutto trappole a scatto per catturare questi piccoli animali. Nella regione sp****la di Valencia i pettirossi finiscono spesso sulle bacchette con la colla, mentre in Italia le reti sbarrano le loro rotte migratorie. In Lombardia vengono ancora utilizzati gli archetti, mentre nel sud della Sardegna i lacci.
La buona notizia è che il bracconaggio è ovunque in forte diminuzione! Fino al 90% in alcune zone.
Con i nostri campi antibracconaggio in Spagna e in Italia, continuiamo a lavorare per la tutela dei pettirossi e degli altri uccelli migratori, finché la tradizione della cattura degli uccelli non sarà finalmente consegnata al passato.

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Nelle ultime settimane, i nostri collaboratori in Libano hanno individuato sei persone coinvolte in un commercio su larg...
07/08/2026

Nelle ultime settimane, i nostri collaboratori in Libano hanno individuato sei persone coinvolte in un commercio su larga scala di capinere e altri silvidi catturati o cacciati illegalmente.
Secondo le nostre indagini, solo nella primavera di quest’anno questi soggetti avevano messo in vendita oltre 5.000 uccelli già spiumati, presumibilmente in gran parte capinere e bigiarelle. I commercianti — uno dei quali è anche macellaio — sono stati denunciati. Quattro degli indagati sono già stati interrogati dalla polizia.
Il bracconaggio di uccelli protetti è purtroppo una pratica molto diffusa in Libano: ogni anno milioni di esemplari vengono cacciati oppure catturati con trappole e reti. Nonostante la rigorosa tutela prevista dalla legge, il consumo di uccelli migratori è ancora una consuetudine e in alcuni casi vengono considerati vere e proprie prelibatezze. Gli animali vengono venduti attraverso canali privati o online, ma si possono anche trovare nei congelatori di alcuni supermercati.
Sebbene il problema sia estremamente diffuso, le nostre denunce non rappresentano affatto una semplice goccia nel mare. Le autorità stanno finalmente dimostrando di non voler più tollerare il commercio di specie protette: un segnale importante rivolto a tutti, bracconieri, commercianti e anche a chi acquista.

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Lo sapevi? I falchi pecchiaioli sono tra gli uccelli più colpiti dal bracconaggio in Europa e nel Mediterraneo. In prima...
04/08/2026

Lo sapevi? I falchi pecchiaioli sono tra gli uccelli più colpiti dal bracconaggio in Europa e nel Mediterraneo. In primavera e in autunno attraversano gli hotspot del bracconaggio, stretti corridoi dove si stima che vengano uccisi illegalmente ogni anno tra 11 e 36 milioni di uccelli migratori.
Ancora oggi, soprattutto in Libano, a Malta e in Italia, sono cacciati per farne dei “trofei”, o perché la carne del petto è considerata una prelibatezza.
Per fermare queste stragi, il CABS organizza ogni anno operazioni con oltre 200 volontari che sorvegliano durante la notte i siti di sosta dei migratori, monitorano i bracconieri e forniscono alle forze dell’ordine le prove necessarie per consegnarli alla giustizia.

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Un anno da record per il nostro progetto dedicato ai falchi di palude e alle albanelle minori: si sono involati quasi 50...
01/08/2026

Un anno da record per il nostro progetto dedicato ai falchi di palude e alle albanelle minori: si sono involati quasi 50 giovani rapaci!

Si è conclusa così la stagione riproduttiva nella regione tra Aquisgrana e Colonia, in Germania. In questi giorni gli ultimi giovani hanno lasciato il nido.

Dalla fine di aprile, i membri del CABS hanno individuato 29 nidi di questi rapaci, che nidificano a terra: 20 di falco di palude e 9 di albanella minore, per la maggior parte situati in campi di orzo e frumento.

Per proteggere 7 nidi di albanelle e 10 di falchi, è stato necessario creare un'area di protezione di 20 × 20 metri attorno a ciascuno di essi, evitando così che venissero distrutti durante la mietitura.

Almeno 23 giovani albanelle e 26 giovani falchi sono riusciti a involarsi: è il miglior risultato ottenuto dall'inizio del nostro progetto, nel 2004!

Questo straordinario successo è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione degli agricoltori, delle autorità locali per la tutela della natura e dei donatori che ci sostengono.

Grazie di cuore a tutti!

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La tutela delle tortore selvatiche arriva in tribunale: in Sicilia, grazie alla sentenza del TAR, per il momento non si ...
30/07/2026

La tutela delle tortore selvatiche arriva in tribunale: in Sicilia, grazie alla sentenza del TAR, per il momento non si potranno cacciare!

In Italia, la stagione venatoria si apre tradizionalmente la terza domenica di settembre, che quest'anno cade il 20 settembre. La tortora selvatica, specie minacciata a livello europeo, è però tra i primi uccelli migratori a lasciare il continente alla fine dell'estate per raggiungere l'Africa. Quando sorvola la Sicilia, la caccia non è ancora aperta. Per consentire comunque ai cacciatori di abbattere questi ambiti migratori, la Regione autorizza ogni anno un'anticipazione dell'apertura della caccia.

Quest'anno, però, non sarà possibile.
Il CABS, insieme ai partner Green Impact, Federazione Nazionale Pro Natura e LEAL, ha infatti impugnato il provvedimento che anticipava l'inizio della stagione venatoria. Con una decisione cautelare emessa ieri, il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha stabilito che l'anticipazione della caccia è illegittima, poiché manca un adeguato supporto scientifico che dimostri come essa sia compatibile con lo stato di conservazione della tortora selvatica.
L'udienza di merito è stata fissata per il 20 ottobre, quando tutte le tortore saranno ormai in Africa.

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Un membro del CABS ha recuperato una berta minore in difficoltà vicino alla Baia di Mistra, a Malta. L’uc***lo si trovav...
28/07/2026

Un membro del CABS ha recuperato una berta minore in difficoltà vicino alla Baia di Mistra, a Malta. L’uc***lo si trovava a terra, incapace di riprendere il volo. Completamente disorientato – probabilmente a causa dell'inquinamento luminoso – l'uc***lo è stato recuperato e affidato ai nostri amici di BirdLife Malta. Siamo felici di annunciare che, dopo un breve periodo di cure e riabilitazione, questo splendido uc***lo marino è stato rimesso in libertà con successo.
Malta ospita tra le 1.500 e 1.800 coppie nidificanti di berta minore, pari a circa il 10% dell'intera popolazione mondiale della specie. Questi uccelli marini, classificati come minacciati, raggiungono la terraferma esclusivamente per nidificare sulle ripide falesie costiere. Per questo motivo, l'illuminazione artificiale rappresenta un grave problema, poiché compromette il loro orientamento.

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Lo sapevi? L’ortolano, ormai molto raro nelle nostre zone, è uno degli uccelli protetti più ricercati dai bracconieri ne...
23/07/2026

Lo sapevi? L’ortolano, ormai molto raro nelle nostre zone, è uno degli uccelli protetti più ricercati dai bracconieri nell'area del Mediterraneo. Quando viene catturato vivo e rinchiuso in una gabbia, se alimentato abbondantemente raddoppia rapidamente il proprio peso, arrivando fino a circa 50 grammi. Conosciuto come "ortolano grasso", è considerato una prelibatezza gastronomica fin dall'antichità.

Ancora oggi questa pratica crudele sopravvive, seppur sporadicamente, nel sud-ovest della Francia, dove un singolo ortolano arrostito può essere venduto sul mercato nero per oltre 200 euro. In Libano gli ortolani vengono cacciati per essere consumati e qualche caso analogo si registra anche da noi, in Italia. A Malta, invece, i bracconieri li catturano con reti a scatto per tenerli come uccelli da gabbia. Si stima che ogni anno, nell'intera regione mediterranea, oltre 30.000 ortolani vengano abbattuti o catturati illegalmente.

Grazie alle nostre varie campagne, portate avanti con costanza nel corso degli anni, il CABS è riuscito a ridurre quasi completamente la cattura degli ortolani in Francia, contribuendo alla chiusura di oltre 200 siti di cattura in pochi anni. Anche a Malta questa pratica è oggi fortemente ridimensionata.

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Parliamo ancora del progetto di riforma della legge 157/92, perché anche l'ISPRA è stata ascoltata dalla Camera dei Depu...
22/07/2026

Parliamo ancora del progetto di riforma della legge 157/92, perché anche l'ISPRA è stata ascoltata dalla Camera dei Deputati.

Il parere dell'organo tecnico-scientifico dello Stato, competente in materia di fauna selvatica, conferma che molte delle modifiche previste dalla riforma NON sono coerenti con gli obiettivi di tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Le criticità riguardano quanto già emerso: il ritorno dei richiami vivi, l'eliminazione del limite al termine della stagione venatoria, il ridimensionamento del ruolo dell'ISPRA, la trasformazione delle aziende faunistico-venatorie in aziende agri-turistico-venatorie, l'uso di nuovi strumenti di caccia e molto altro.

Eppure, leggendo i commenti delle associazioni venatorie, le osservazioni dell'organo tecnico dello Stato vengono semplicemente ignorate. Del resto, non è la prima volta che trattano le valutazioni dell'ISPRA come un intralcio, più che come un contributo scientifico.

Anzi, ripetono che finalmente questa legge parlerà di gestione della fauna, quasi che finora ci si fosse limitati a vietare la caccia. Ma non è mai stato così. La legge 157 ha sempre previsto anche la gestione, come parte integrante della protezione: monitoraggi, interventi sugli habitat, prevenzione dei danni e controllo delle popolazioni quando necessario. La protezione della fauna non è mai stata sinonimo di immobilismo.
Aggiungere oggi la parola gestione serve soprattutto a costruire una narrazione. Quasi si cercasse una legittimazione della caccia, evidentemente percepita come sempre meno accettabile dalla gran parte della società.

Il cacciatore viene così descritto come un "bioregolatore", chiamato a concorrere alla tutela della biodiversità e dell'ecosistema. Se fosse davvero questa la priorità, ci si aspetterebbe richieste da parte del mondo venatorio per rafforzare ricerca, monitoraggi, basi scientifiche, sanzioni deterrenti contro il bracconaggio. Invece si chiedono stagioni di caccia più lunghe, maggiore mobilità, meno limiti, meno sanzioni e un ruolo sempre più marginale per l'ISPRA. Così è difficile sostenere che si voglia concorrere alla conservazione della natura.

Del resto, non è un mistero chi abbia ispirato questa riforma. Sono le stesse associazioni venatorie a ringraziare perché molte delle richieste avanzate negli anni sono entrate nel disegno di legge.

Il Parlamento, però, è chiamato a rappresentare l'interesse generale, il bene comune. I primi segnali di ripensamento sono arrivati da Forza Italia. Ci auguriamo che altri parlamentari di maggioranza abbiano il coraggio di fare altrettanto.

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