25/02/2026
Gent.mo Dott. Natale Cassano,
oggi, 25 febbraio 2026, sulle pagine di la Repubblica - Bari, abbiamo letto non solo un articolo.
Abbiamo letto le nostre vite. Abbiamo rivissuto le nostre lacrime. Abbiamo riconosciuto il nostro coraggio.
Con profonda gratitudine desideriamo ringraziarLa per aver raccontato, con rara sensibilità e altissima professionalità, il nostro progetto “ .
Non era semplice. Non era scontato. Non era solo .
Lei ha saputo entrare in punta di piedi nelle fragilità delle nostre , ascoltando le loro parole senza filtri, senza forzature, ma con rispetto autentico. Ha raccolto le interviste con delicatezza, lasciando spazio al silenzio quando il silenzio parlava più di mille parole.
Ha saputo cogliere la sofferenza, le cicatrici visibili e invisibili, la vulnerabilità delle che combattono, ogni giorno contro il al seno. E lo ha fatto con uno sguardo che non giudica, non compatta il dolore in una notizia, ma lo trasforma in dignità.
Il video che accompagna l’articolo è la testimonianza viva di ciò che abbiamo vissuto insieme: un pomeriggio soleggiato, quasi primaverile, illuminato non solo dal sole ma dalla speranza.
Le riprese, anche dall’alto con il drone, hanno immortalato non semplicemente un allenamento, ma un momento di rinascita. Dall’alto si vedeva un campo da calcio. Da vicino si vedevano cuori che battevano più forte della malattia.
Lei ha dato spazio alla nostra “Bizzarra Follia”, quella follia meravigliosa che ci fa credere che il calcio possa essere .
Perché per noi non è solo un pallone che rotola sull’erba.
È una terapia dell’anima.
È un abbraccio collettivo.
È il luogo dove la cicatrice non è vergogna, ma medaglia.
Abbiamo letto nei Suoi occhi approvazione, empatia, partecipazione.
Abbiamo percepito che stava comprendendo fino in fondo cosa significhi, per una donna colpita dal cancro al seno, rimettere le scarpette ai piedi.
Rimettersi in gioco.
Sentirsi di nuovo squadra.
La squadra è il nostro cuore pulsante.
È la cura che non si prescrive in farmacia.
È il luogo dove la paura si scioglie in un sorriso condiviso.
È il campo dove la parola “malattia” perde potere e la parola “coraggio” prende spazio.
Alle che stanno attraversando il tunnel della diagnosi, alle donne che hanno perso i capelli ma non la dignità, alle donne che si sentono fragili, diciamo con forza:
Venite.
Il calcio può essere medicina.
La squadra può essere casa.
Insieme possiamo trasformare il dolore in energia, la paura in determinazione, la solitudine in appartenenza.
Grazie, Dott. Cassano, per aver raccontato tutto questo con rispetto, con profondità e con umanità.
Grazie per aver trasformato un allenamento in un messaggio nazionale di speranza.
Grazie per aver dato voce alle nostre guerriere senza mai tradirne l’intimità.
La giornata vissuta con Lei e con il filmaker resterà per noi indimenticabile: intensa, vera, spensierata nella sua autenticità. Un pomeriggio che ha saputo unire professionalità e cuore.
Il Suo articolo non è solo cronaca.
È testimonianza.
È responsabilità sociale.
È luce.
Con riconoscenza profonda,
Comitato Italiano Paralimpico
FIGC Puglia
Francesca Bottalico
Vito Leccese
Associazione Italiana Arbitri - FIGC
FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio
FIGC Calcio Paralimpico e Sperimentale