06/03/2026
❌Perché il 22 e 23 marzo voterò NO alla riforma della Magistratura.❌
La riforma della Magistratura proposta dal governo non nasce oggi.
Viene da lontano.
Per questo consentitemi una premessa, elencandovi alcuni dei motivi per spiegare - a chi me lo sta chiedendo - perché voterò NO.
Primo motivo.
NON E' MAI SUCCESSO nella storia repubblicana che una riforma costituzionale proposta dal governo arrivi al referendum identica a come è uscita dal Consiglio dei Ministri, senza essere stata modificata dal Parlamento.
La nostra Costituzione è nata da un grande lavoro collettivo: tutte le forze politiche democratiche si riunirono, si riconobbero reciprocamente e costruirono insieme le regole del nostro Paese.
Le modifiche alla Costituzione dovrebbero sempre nascere da ampie maggioranze, non dalla volontà di una sola parte politica. Non solo, si modificano ben 7 articoli della Carta (mai successo prima).
Secondo motivo.
I padri costituenti conoscevano bene cosa fosse il fascismo e cosa significasse avere un potere senza limiti.
Per questo hanno costruito uno Stato basato sull’equilibrio tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
La Magistratura è stata pensata come un potere autonomo proprio per difendere i diritti dei cittadini, anche quando il potere politico sbaglia.
Terzo motivo.
Nessun potere può essere illimitato.
La sovranità appartiene al popolo, certo, ma – come dice la Carta – “nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione”.
Quarto motivo.
Non possiamo sostituire i criteri della rappresentanza, della competenza e della responsabilità con meccanismi casuali o semplificati.
Le istituzioni democratiche devono essere responsabili e rappresentative, non affidate alla logica del sorteggio.
E devono avere il coraggio di scegliere.
Quinto motivo.
È difficile non vedere un disegno più ampio: prima si interviene sulla Corte dei Conti, poi sulla Magistratura, poi si istituisce il premierato, svuotando le funzioni del Presidente della Repubblica.
E poi? La risposta è che, passo dopo passo, si rischia di accentrare sempre più potere nelle mani dell’esecutivo.
Sesto motivo.
La giustizia italiana ha problemi enormi, ma questa riforma non li risolve.
I problemi veri sono altri:
* mancano circa 1.600 magistrati
* negli ultimi 15 anni si sono persi 15.000 dipendenti amministrativi (mai sostituiti)
* gli uffici sono in difficoltà ed in alcuni casi le udienze vengono fissate al 2029 o al 2030
* i processi restano tra i più lenti d'Europa
* il sistema si regge anche su migliaia di lavoratori precari
* le piattaforme tecnologiche spesso non funzionano
ecc.
Insomma: il sistema giudiziario ha bisogno di risorse, personale e organizzazione, non di una riforma costituzionale che cambia gli equilibri tra i poteri dello Stato.
E non è questa riforma che migliorerà le sorti della giustizia in Italia.
Neanche, come molti invece pensano, il problema dell'immigrazione.
Per tutte queste ragioni, il 22 e 23 marzo voterò NO.
🇮🇹