Associazione Da Cuore a Cuore

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Iniziative per un mondo più umano, consapevole, compassionevole, sano e altruista in vari ambiti (Ticino):
- Disagio giovanile
- Sostegno in caso di smarrimento, sofferenza o perdita
- Sostegno nel ruolo educativo per genitori di adolescenti

“La scuola sviluppa un solo tipo di intelligenza, che è l’intelligenza logico-matematica. Ma ci sono tante altre intelli...
23/06/2026

“La scuola sviluppa un solo tipo di intelligenza, che è l’intelligenza logico-matematica. Ma ci sono tante altre intelligenze: c’è l’intelligenza musicale, artistica, psicologica, linguistica. C’è persino l’intelligenza somatica.”

Inizia così l’intervento di Umberto Galimberti, ospite alla Scuola di Politica ed Economia link esterno organizzata dalla Confartigianato Imprese di Vicenza. Si tratta di un giudizio che mostra in tutta la sua importanza una questione fondamentale.

Umberto Galimberti interviene in un video sul tema dei modelli educativi e delle diverse tipologie cognitive presenti nelle aule scolastiche.

Secondo il filosofo e psicanalista, infatti, già alla scuola primaria si inizia con un apprendimento basato su lettura, scrittura e calcolo. Competenze fondamentali, certo, che tuttavia non sono necessariamente rappresentative di tutte le potenzialità degli studenti. E che anzi ne sarebbero discriminati.

Il problema emerge quando si dimentica che non tutti gli studenti possiedono esclusivamente un’intelligenza logico-matematica. Eppure, chi possiede un’intelligenza diversa è spesso costretto ad un percorso di adattamento forzato verso una forma di apprendimento che non è quella originaria.

Un alunno che fatica non è quindi necessariamente “in ritardo”, ma si sta sforzando di adattarsi al tipo di intelligenza richiesto dal sistema scolastico. E certo, continua Galimberti, l’intelligenza logico-matematica è la più utile per il funzionamento della nostra società, ma non è l’unica né la più nobile.

Anzi, nella sua diffusione riflette una società a forte impronta “maschile”, che tende a privilegiare ciò che è misurabile, razionale, produttivo. Secondo il filosofo e psicanalista, quindi, storicamente si è affermata questa specifica modalità cognitiva, che pur non essendo l’unica esistente diventa a scuola l’unica insegnata.

Diverso è il caso di un’intelligenza a forte componente intuitiva e sentimentale, nel ragionamento di Galimberti più tipica delle donne. Si tratta di due dimensioni fondamentali per le interazioni fra individui, ma che la scuola tende a marginalizzare e che la società tende a svalutare.

VERSO UNA MAGGIORE COMPLESSITÀ COGNITIVA

Da un quadro così delineato, non stupisce che le giovani generazioni vivano una fase di grande disagio, in cui il senso di colpa diventa senso di inadeguatezza. Allo stesso modo, non stupiscono neppure le difficoltà di una scuola che spesso si ritrova inadeguata alla società contemporanea, che istruisce ma non educa.

Umberto Galimberti conclude il suo ragionamento mostrando i limiti di una razionalità “maschile” che governa il nostro mondo e che, tuttavia, è carente in molti aspetti della nostra vita. Insomma, la complessità delle intelligenze mostrate dagli studenti non è un limite ma una risorsa. E il potere non riguarda soltanto l’individuo ma anche l’educazione, compresa quella che avviene a scuola.

Arriviamo quindi al punto del filosofo: la scuola ha un ruolo decisivo nei riconoscere e coltivare la pluralità delle intelligenze presenti nei suoi studenti, ma decide di limitarsi. Continuare a educare basandosi su un unico modello cognitivo significa produrre un mondo uniforme e povero di sfumature. Al contrario, aprirsi alla complessità vuol dire formare persone più complete, capaci di agire in società in modo più equilibrato.

E, soprattutto, consapevole.

https://www.altuofianco.blog/la-scuola-valorizza-soprattutto-ununica-forma-di-intelligenza-quella-logico-matematica-ma-le-intelligenze-sono-molte-di-piu/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQKNjYyODU2ODM3OQABHrLqrnWtkm_d21Y-7ngF9OAGGXGmYGYNEFgsQeFIvJ_JOSaBYuwb5BLITmgM_aem_dDTb1Pd65y8Lg03I6gaz3g

Umberto Galimberti interviene in un video sul tema dei modelli educativi e delle diverse tipologie cognitive presenti nelle aule scolastiche

I nostri attuali sistemi educativi si basano su una visione ristretta dell’intelligenza e sulla conformità, mentre l’ess...
20/06/2026

I nostri attuali sistemi educativi si basano su una visione ristretta dell’intelligenza e sulla conformità, mentre l’essere umano è caratterizzato dalla diversità: diversità di pensiero, diversità di capacità, diversità di talento.

Il secondo principio su cui si fondano i sistemi educativi, oltre alla conformità, è l’obbedienza.

Se si ha una visione conformista dell’istruzione, è importante che le persone si attengano ad essa, ed è per questo che si dà così tanta importanza agli esami e al comportamento all’interno delle istituzioni. Eppure, i nostri sistemi traggono forza dall’innovazione.

Il terzo principio si basa sull’idea di linearità, sulla domanda e sull’offerta, un po’ come nella produzione industriale.

Ritengo invece che i principi che dovremmo promuovere nelle scuole siano: la creatività, la diversità e l'idea che la vita umana non sia lineare, ma organica.

Il sistema educativo deve essere riprogettato sulla base dei principi di collaborazione e di competenza distribuita; deve diventare più radicato nel territorio, più personalizzato e più su misura.

Se il sistema educativo adotta una concezione ristretta o omologante delle abilità, i giovani che non si conformano al sistema crederanno che sono loro il problema.”

Sir Ken Robinson (pedagogista)
TED Talk 2013
https://www.sirkenrobinson.com/

Temi e verifiche generano stress negli studenti, il 62% dei genitori vuole cambiare metodo di valutazione.Sempre più gen...
20/06/2026

Temi e verifiche generano stress negli studenti, il 62% dei genitori vuole cambiare metodo di valutazione.

Sempre più genitori mettono in discussione verifiche e interrogazioni tradizionali e chiedono strumenti di valutazione più adatti agli alunni.

il coinvolgimento dei genitori nella scuola è necessario, soprattutto quando porta idee nuove e proposte costruttive.

Secondo uno studio di GoStudent realizzato su oltre 5.000 famiglie europee, molti genitori chiedono oggi modalità diverse per valutare gli studenti. Temi in classe e interrogazioni orali, strumenti tradizionali della scuola, non convincono più come un tempo. La domanda quindi è inevitabile: quali alternative esistono e possono davvero funzionare meglio?

VERIFICHE SCOLASTICHE IN CRISI

La scuola del futuro potrebbe cambiare profondamente rispetto a quella che conosciamo oggi, almeno secondo la maggior parte dei genitori intervistati nel corso dell’indagine di GoStudent link esterno. Quasi due genitori su tre, il 62%, dichiarano infatti di voler modificare il modo in cui vengono valutati i propri figli.

Non significa necessariamente dire addio a compiti scritti e interrogazioni, ma indica che qualcosa sta cambiando. Una delle cause principali è il crescente uso dell’intelligenza artificiale a scuola, che rende possibile creare o modificare elaborati scritti con grande facilità.

https://www.altuofianco.blog/temi-e-verifiche-generano-stress-negli-studenti-il-62-dei-genitori-vuole-cambiare-metodo-di-valutazione/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQKNjYyODU2ODM3OQABHvWxDXv2lGoZa7LfMBKxHlHi5pghdzxDd7TSO81Fru4fQ4co1PKPUf7TgKwi_aem_5KdKkEM67xOBYb8f2bH71g

Sempre più genitori mettono in discussione verifiche e interrogazioni tradizionali e chiedono strumenti di valutazione più adatti agli alunni

“Non permettiamo ai giovani di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno” - parole di Roberto VecchioniUn Paese che ascolta ...
20/06/2026

“Non permettiamo ai giovani di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno” - parole di Roberto Vecchioni

Un Paese che ascolta poco i suoi giovani e concede raramente il tempo di sbagliare, mentre servirebbero adulti capaci di stare al loro fianco.

Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non vengono messi al centro del dibattito pubblico, ma spesso non viene loro concesso neppure il diritto di sbagliare. Ma allora come ci aspettiamo che crescano? E cosa possiamo fare in concreto?

UNA GENERAZIONE A DISAGIO

C’è un disagio profondo che attraversa le nuove generazioni.

I giovani invece gridano il loro disagio che è talmente profondo che talvolta porta ad azioni che non sono classificabili. Vivono nella nebbia.

Un’immagine potente che descrive un’epoca confusa, priva di punti di riferimento stabili e affidabili, vittima di un consumo frammentato e veloce di contenuti sui social media. Eppure i giovani non sono una categoria unica, ma tante individualità diverse: tanti sogni e tante aspirazioni.

Magari gli adolescenti si esprimono con slang e video fatti con lo smartphone, ma oltre la superficie c’è un disagio che andrebbe affrontato seriamente. Anche e soprattutto con l’aiuto degli adulti e della scuola.

https://www.altuofianco.blog/per-roberto-vecchioni-litalia-non-e-un-paese-per-giovani-perche-non-permettiamo-loro-di-sbagliare-e-non-li-ascoltiamo-nemmeno/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQKNjYyODU2ODM3OQABHmUilNr7bn0TrahplkX2-sdDMQfAk765yJf-SKNYIOa8BKfMChFBXOwrsAoW_aem_3Hsjnb656zjNiQW5gGz7LA

Un Paese che ascolta poco i suoi giovani e concede raramente il tempo di sbagliare, mentre servirebbero adulti capaci di stare al loro fianco

19/06/2026
CHI SIAMOIl Comitato attuale è composto da 6 membri del Consiglio di Fondazione dell’Associazione, con mandati rinnovabi...
16/06/2026

CHI SIAMO
Il Comitato attuale è composto da 6 membri del Consiglio di Fondazione dell’Associazione, con mandati rinnovabili.

Tessa Gambazzi Pagnamenta
Milena Sindona
Susana de Sousa Tavares
Sandra Albisetti
Nicole Coran-Martucci
Valentina Moccetti

www.associazionedacuoreacuore.org/comitato

Sir Ken Robinson, pedagogista, consigliere internazionale in educazione ed esperto di creatività, ha messo in discussion...
16/06/2026

Sir Ken Robinson, pedagogista, consigliere internazionale in educazione ed esperto di creatività, ha messo in discussione il modo in cui educhiamo i nostri figli, sostenendo un ripensamento radicale del modo in cui i nostri sistemi scolastici coltivano la creatività e riconoscono le diverse forme di intelligenza.

https://lnkd.in/eUTc59hx

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Sir Kenneth Robinson (Liverpool, 4 marzo 1950 – 21 agosto 2020) è stato un educatore e scrittore britannico.

Autore inglese, conferenziere e consigliere internazionale sull'educazione per i governi e le istituzioni no-profit. È stato Direttore artistico nello Schools Project (1985–89), Professore di Educazione all'Arte nell'Università di Warwick (1989–2001); nel 2003 è stato insignito del titolo di Cavaliere per i servizi resi all'educazione.

Famoso per i suoi TED, Robinson ha fatto tre presentazioni sul ruolo della creatività in materia di istruzione. Nella presentazione del 2006 - la più vista tra i suoi discorsi sul sito web TED - Robinson ha esposto come il ruolo delle scuole uccida la creatività degli studenti. Nell'aprile 2013, ha tenuto una conferenza dal titolo "Come sfuggire alla valle della morte dell'istruzione", in cui delinea tre principi fondamentali per la mente umana per prosperare (e in che modo la attuale cultura e formazione americana lavora contro le persone).

Perché la frase “devi essere più costante” è così comune nelle pagelle degli adolescenti mentre nessun essere umano è co...
12/06/2026

Perché la frase “devi essere più costante” è così comune nelle pagelle degli adolescenti mentre nessun essere umano è costante e i giovani vivono un turbiglione di emozioni nell’anima?

12/06/2026

Sempre più giovani tra i 18 e i 25 anni bussano alle porte delle strutture di prima accoglienza ticinesi 🚨

A lanciare l’allarme sono gli operatori di Casa Astra a Mendrisio, Casa Marta a Bellinzona e Casa Martini a Locarno, che negli ultimi anni hanno osservato un aumento di ospiti molto giovani, spesso provenienti da contesti familiari difficili, senza una formazione conclusa e con fragilità psicologiche sempre più marcate ⚠️

«Molti non studiano, non lavorano e fanno uso di sostanze per sedare ansia e disagio psicologico», spiega Giordano Cusini, direttore di Casa Marta 🏡

Ma il problema, secondo gli operatori, va oltre la precarietà economica: sempre più ragazzi sembrano aver perso fiducia nella possibilità di costruirsi una vita autonoma. «Spesso, semplicemente, non sognano più» 🌙

Le strutture non offrono soltanto un letto e un pasto caldo. Sempre più spesso diventano luoghi di ascolto, sostegno e accompagnamento sociale per giovani alle prese con depressione, dipendenze, problemi psichiatrici o forti conflitti familiari 🗣️

A confermare la crescita del fenomeno sono anche i numeri: nel 2025 Casa Astra ha accolto 122 persone, Casa Marta oltre 109 e Casa Martini 93. Dietro queste cifre, spiegano gli operatori, si nasconde un disagio sempre più precoce e diffuso che fatica a trovare risposte adeguate sul territorio ❓

Leggi l’approfondimento completo di Simonetta Caratti sul nostro sito web, link in bio📍

📸: Ti-Press

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