Società di Mutuo Soccorso Maschile Locarno

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Società di Mutuo Soccorso Maschile Locarno Kontaktinformationen, Karte und Wegbeschreibungen, Kontaktformulare, Öffnungszeiten, Dienstleistungen, Bewertungen, Fotos, Videos und Ankündigungen von Società di Mutuo Soccorso Maschile Locarno, Gemeinnützige Organisation, Via alla Peschiera 7, Locarno.

La Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno continua a portare accesa nella comunità la sua fiamma, e a tenere vivi i valori che da sempre rappresenta, quali solidarietà, vicinanza e mutuo sostegno.

✅ Vacanze al mare senza barriereLa Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno quest’anno ha sostenuto il «Progetto Ma...
12/10/2026

✅ Vacanze al mare senza barriere

La Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno quest’anno ha sostenuto il «Progetto Mare» dell’Associazione PeP, un’iniziativa che rende il diritto alle vacanze accessibile anche alle persone con disabilità fisica medio-grave. I soggiorni inclusivi sono pensati per favorire autonomia, benessere e partecipazione attiva.

Fondata ufficialmente il 19 aprile 2025, l’associazione PeP raccoglie l’esperienza maturata in oltre dieci anni di volontariato nelle colonie con persone con disabilità. L’associazione organizza e finanzia attività ricreative e vacanze accessibili, creando esperienze collettive nelle quali ogni partecipante possa sentirsi parte attiva del gruppo e rafforzando così inclusione sociale e benessere.

▶️ Il progetto sarà presentato giovedì 29 ottobre alle ore 18:00 nella rinnovata sede della Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno, in via alla Peschiera 7.

✳️ Le iscrizioni sono aperte fino al 26 ottobre scrivendo a: [email protected]
I posti sono limitati e saranno assegnati in ordine di arrivo.
Al termine della presentazione sarà offerto un aperitivo al Ristorante FEVI.

Nell’attesa di incontrarvi, con i più mutualistici auspici, un cordiale saluto.

SMSM – Il comitato
🤝

✅ Casa Margherita a LocarnoContinuano i lavori di ristrutturazione degli appartamenti di Casa Margherita. Entro la fine ...
06/10/2026

✅ Casa Margherita a Locarno

Continuano i lavori di ristrutturazione degli appartamenti di Casa Margherita. Entro la fine di quest’anno saranno tre gli alloggi completamente rinnovati.

Gli interventi comprendono la sostituzione di tutte le tubazioni dell’acqua calda e fredda nei bagni e nelle cucine, il rifacimento completo dei bagni — pavimenti, rivestimenti, apparecchi sanitari e arredi — e il rinnovo integrale delle cucine.

Nel rispetto della nostra politica di alloggi a pigione sostenibile, per i nuovi contratti sono stati definiti i seguenti canoni mensili, ai quali si aggiungono gli acconti per le spese accessorie:

* 2,5 locali, 64 m²: CHF 800.– + CHF 120.– di acconto spese
* 3,5 locali, 97 m²: CHF 1’300.– + CHF 190.– di acconto spese
* 4,5 locali, 125 m²: CHF 1’500.– + CHF 250.– di acconto spese

Posteggio coperto in autorimessa propria:
CHF 95.- / mese

In caso di necessità, la Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno può inoltre concedere sussidi propri, sulla base dei criteri di reddito e sostanza stabiliti dal suo regolamento interno.

Un impegno concreto per mantenere e rinnovare il nostro patrimonio abitativo, offrendo alloggi di qualità a pigioni sostenibili.

✅ Giornata Porte Aperte a Casa Martini
06/10/2026

✅ Giornata Porte Aperte a Casa Martini

Una giornata di porte aperte, incontri e convivialità a Casa Martini. ❤️ Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme questo bel momento!

✅ Una bella iniziativa!Salutiamo con piacere il progetto di “Casa Betulla”, promosso dalla Cooperativa Radice di Locarno...
05/10/2026

✅ Una bella iniziativa!

Salutiamo con piacere il progetto di “Casa Betulla”, promosso dalla Cooperativa Radice di Locarno. Un’azione concreta a favore di abitazioni con pigioni sostenibili, a dimostrazione che con impegno e volontà si possono realizzare progetti innovativi e sostenibili. Auguri di buon successo! 👏🍀🤝

I 60 anni di fra MartinoQuest’anno fra Martino Dotta ha festeggiato i suoi primi sessant’anni. Numerose sono state le oc...
02/10/2026

I 60 anni di fra Martino

Quest’anno fra Martino Dotta ha festeggiato i suoi primi sessant’anni. Numerose sono state le occasioni per celebrarlo, su tutte la festa dell’8 luglio a Casa Martini, dove collaboratori della struttura di prima accoglienza, autorità cittadine, amici ed estimatori hanno potuto incontrarlo e porgergli personalmente i loro auguri.

Mercoledì scorso, dopo la nostra riunione mensile di comitato, abbiamo festeggiato ancora una volta insieme a lui, con un’ottima cena a base di cacciagione presso un noto ristorante della regione.

Un bel momento conviviale, apprezzato da tutti, durante il quale le difficoltà sociali con cui fra Martino si confronta quotidianamente hanno lasciato spazio, per qualche ora, alla sana allegria e all’amicizia fraterna.

Auguri, caro fra Martino! ❤️🤝❤️

❤️ Un appuntamento da non perdere!✅ Sabato 3 ottobre 2026, ore 20:30🔜 Palazzo dei Congressi a Muralto🎶 Vi aspettiamo num...
29/09/2026

❤️ Un appuntamento da non perdere!
✅ Sabato 3 ottobre 2026, ore 20:30
🔜 Palazzo dei Congressi a Muralto
🎶 Vi aspettiamo numerosi!

✅ Una bella occasione per conoscere da vicino Casa Martini. Venite a trovarci! ❤️🤝❤️
22/09/2026

✅ Una bella occasione per conoscere da vicino Casa Martini. Venite a trovarci! ❤️🤝❤️

16/09/2026

Il 3 ottobre un concerto per sostenerci È davvero un bel gesto quello con cui l'Accademia ticinese di musica moderna (ATMM) ha deciso di festeggiare il proprio 35.esimo compleanno. Il 3 ottobre 2026, alle 20.30, nella Sala dei congressi di Muralto sarà infatti proposto un concerto (con entrata libera e offerta), il cui ricavato andrà a favore della nostra associazione. Suonerà la Last Station Big Band, per una serata dedicata all'intramontabile fascino della musica di George Gershwin ("Gershwin: the man we love..." il titolo dell'appuntamento). Canterà Celeste Castelnuovo. Un evento da non perdere, insomma. Vi aspettiamo numerosi!

14/08/2026

✅ Cooperative di abitazione: una questione di equilibrio

Sollecitato da diverse persone dopo l’articolo apparso ieri su La Regione, torno volentieri sul tema.

Il dibattito nasce dall’interrogazione presentata all’Esecutivo locarnese sulla Cooperativa Radice e si è successivamente arricchito della lettera aperta della presidente di Cooperative d’abitazione Svizzera – Svizzera italiana (CASSI) e della precisazione relativa all’esperienza di Casa Margherita della Società di Mutuo Soccorso Maschile di Locarno.

Tutto ciò mi offre lo spunto per qualche ulteriore riflessione sulle cooperative di abitazione e, più in generale, sul loro rapporto con l’ente pubblico.

Le cooperative possono rappresentare uno strumento interessante per favorire la realizzazione di alloggi di qualità a pigioni sostenibili. Diversi anni fa avevo avuto modo di approfondire questo modello nell’ambito di un progetto di fattibilità e di conoscere alcune esperienze particolarmente interessanti nella Svizzera tedesca, dove la cooperazione nell’ambito dell’alloggio ha una tradizione importante.

Proprio la validità e l’interesse di questo strumento rendono però utile interrogarsi sulle condizioni che dovrebbero accompagnare il sostegno pubblico a queste iniziative.

Una prima considerazione riguarda il rischio che un tema essenzialmente sociale e concreto finisca per essere trascinato sul terreno della contrapposizione politica.

La disponibilità di alloggi dignitosi a pigioni sostenibili risponde a un bisogno reale della comunità e dovrebbe, per quanto possibile, essere affrontata sulla base della qualità, della credibilità e della sostenibilità dei progetti.

Naturalmente una cooperativa può avere una propria visione dell’abitare e, più in generale, dello sviluppo del territorio, occupandosi anche di temi quali la pianificazione o le residenze secondarie. È del tutto legittimo. Mi chiedo però se, ampliando troppo il proprio campo d’intervento a questioni sulle quali esistono sensibilità politiche differenti, non si rischi di rendere più difficile proprio quel consenso trasversale che può essere importante per la realizzazione dei progetti.

Soprattutto quando viene richiesta la collaborazione di Comuni, Patriziati o altri enti pubblici, credo infatti che una cooperativa abbia tutto l’interesse a costruire attorno alla propria finalità principale — offrire alloggi di qualità a pigioni sostenibili — il consenso politico e sociale più ampio possibile.

C’è poi una seconda questione, forse ancora più interessante: il rapporto tra sostegno pubblico e responsabilità di chi ne beneficia.

La messa a disposizione di terreni pubblici in diritto di superficie non rappresenta qualcosa di eccezionale. È anzi uno degli strumenti tradizionalmente utilizzati in Svizzera per favorire la realizzazione di alloggi a pigioni sostenibili.

Il principio è interessante: l’ente pubblico — Comune, Patriziato o altro ente — conserva la proprietà del terreno e lo mette a disposizione, generalmente per un periodo molto lungo e dietro pagamento di un canone, consentendo alla cooperativa di realizzare il proprio progetto senza dover sostenere anche l’importante investimento necessario all’acquisto del sedime.

In questo modo il pubblico non costruisce necessariamente in prima persona, ma crea le condizioni affinché altri possano farlo perseguendo una finalità d’interesse generale.

Un modello che, almeno concettualmente, trovo molto interessante.

Va però ricordato che, storicamente, nemmeno nella Svizzera tedesca il modello cooperativo si è sviluppato esclusivamente attraverso la concessione di terreni pubblici in diritto di superficie. Molte cooperative hanno acquistato direttamente i sedimi sui quali hanno costruito, da privati o dagli stessi enti pubblici, assumendosi quindi anche l’onere dell’acquisto del terreno. In altri casi il sostegno pubblico ha assunto forme differenti: prestiti, garanzie, partecipazioni al capitale o altre agevolazioni finanziarie.

L’esperienza zurighese, particolarmente significativa in questo ambito, mostra insomma una pluralità di strumenti. Il denominatore comune non era tanto che l’ente pubblico si facesse carico dell’investimento, quanto che creasse condizioni favorevoli affinché cooperative dotate di capitale proprio e capacità finanziaria potessero realizzarlo e gestirlo nel tempo.

È una distinzione che considero importante. Il sostegno pubblico può infatti essere determinante senza per questo sostituirsi alla responsabilità economica di chi promuove l’iniziativa. Una cooperativa rimane un soggetto che deve raccogliere capitale, indebitarsi, costruire, amministrare e mantenere gli immobili, assumendosi i relativi rischi.

La domanda, quindi, non è tanto se un ente pubblico debba concedere un proprio terreno in diritto di superficie, quanto a quali condizioni sia opportuno farlo.

Se un bene appartenente alla collettività viene destinato per diversi decenni a un determinato progetto, credo sia ragionevole conoscere con sufficiente chiarezza la sostenibilità economica dell’operazione, il capitale proprio disponibile, il modello di finanziamento, le pigioni che potranno effettivamente essere praticate e le garanzie affinché la finalità sociale venga mantenuta nel tempo.

Vi è poi un altro aspetto che merita attenzione: i criteri attraverso i quali verranno individuati i soci cooperanti e gli inquilini.

Non si tratta evidentemente di conoscere nomi e cognomi, ma di sapere chi potrà accedere a questi alloggi, secondo quali criteri e a quali condizioni. Se una parte del patrimonio pubblico viene messa a disposizione a condizioni favorevoli per perseguire una finalità sociale, è legittimo che la collettività possa sapere quale beneficio ne deriverà e secondo quali criteri questo beneficio verrà distribuito.

Ma sarebbe sbagliato fermarsi qui, perché esiste anche il rischio opposto.

Se l’ente pubblico, proprio per tutelare il proprio patrimonio e garantire la finalità sociale dell’operazione, imponesse una quantità eccessiva di condizioni, vincoli e prescrizioni, potrebbe finire per scoraggiare proprio quelle iniziative cooperative che intende favorire.

Una cooperativa deve infatti riuscire a raccogliere capitale proprio, ottenere finanziamenti, costruire, gestire e mantenere nel tempo gli immobili e, contemporaneamente, praticare pigioni sostenibili.

Non è un equilibrio scontato.

Se il canone del diritto di superficie fosse troppo elevato, se le prescrizioni costruttive diventassero eccessivamente onerose oppure se i vincoli gestionali fossero troppo rigidi, il rischio sarebbe quello di rendere economicamente impraticabile il progetto.

Si arriverebbe così al paradosso di voler favorire l’alloggio cooperativo creando però condizioni che ne impediscono concretamente la realizzazione.

Credo quindi che la parola centrale debba essere equilibrio.

Da una parte, l’ente pubblico deve poter ottenere garanzie sufficienti affinché la messa a disposizione del proprio patrimonio produca effettivamente un beneficio per la comunità e affinché questo beneficio rimanga tale nel tempo.

Dall’altra, deve lasciare alla cooperativa sufficiente autonomia e margine d’azione per costruire un progetto economicamente sostenibile.

Garanzie, dunque, ma proporzionate.

Forse è proprio questo il punto d’incontro più interessante tra pubblico e cooperazione: il pubblico crea condizioni quadro favorevoli affinché l’iniziativa possa nascere e svilupparsi; la cooperativa, dal canto suo, mette capitale, competenze, responsabilità e capacità gestionale e garantisce che il vantaggio ottenuto ritorni nel tempo alla comunità sotto forma di alloggi a condizioni sostenibili.

È una concezione che mi sembra peraltro molto vicina allo spirito mutualistico: non attendersi necessariamente che sia l’ente pubblico a fare tutto, ma creare le condizioni affinché persone disposte ad associarsi, assumersi responsabilità e mettere in comune risorse possano contribuire a rispondere a un bisogno collettivo.

Ed è forse qui che il discorso sulle cooperative di costruzione diventa più ampio.

Quanto deve fare direttamente l’ente pubblico e quanto, invece, dovrebbe creare le condizioni affinché possano farlo la società civile, le cooperative, le associazioni e le realtà mutualistiche?

Non credo esista una risposta valida per ogni situazione.

Credo però che sostenere l’alloggio a pigione equa non significhi necessariamente sostenere a priori qualsiasi progetto che si proponga di realizzarlo. Significa piuttosto creare le condizioni nelle quali possano nascere progetti solidi, trasparenti e sostenibili e valutare, di volta in volta, quelli capaci di offrire sufficienti garanzie alla collettività senza essere soffocati dalle condizioni poste dalla collettività stessa.

Non è dunque, almeno per quanto mi riguarda, una questione di essere favorevoli o contrari alle cooperative di costruzione.

La domanda che mi sembra più utile porre è un’altra:

come possiamo creare le condizioni affinché interesse pubblico e iniziativa cooperativa si incontrino, senza che l’uno finisca per soffocare l’altra?

Forse è proprio da questo equilibrio che può nascere qualcosa destinato a durare.

Marco Pelosi
Pres. SMSM Locarno

✅ Oggi su La Regione
13/08/2026

✅ Oggi su La Regione

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Locarno
6600

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