Chiesa Cristiana Respiro

Chiesa Cristiana Respiro Pagina di condivisione riflessioni cristiane
Chiesa Indipendente della Svizzera Italiana. Pastore Antonio Perretta
Anthony Perretta
(2)

Il culto domenicale si svolge in Via Linoleum 7, ore 10:00
nella Sala Runa
(Inclusione Andicap Ticino). La struttura è adatta per persone con disabilità. Posteggi gratuiti vicino l'edificio disponibili. Informazioni: [email protected]

A presto.

Mi sto deliziando nella lettura lenta e meditativa della Genesi. A metà del capitolo 30, nella storia e nella vita di Gi...
02/09/2026

Mi sto deliziando nella lettura lenta e meditativa della Genesi.
A metà del capitolo 30, nella storia e nella vita di Giacobbe inizia a soffiare un vento di libertà

1. Giacobbe vuole tornare a casa.
Dopo la nascita di Giuseppe sente che è arrivato il momento di lasciare Labano.

2. Tra Giacobbe e Labano non c'è più vera fiducia.
Il loro rapporto è segnato da sfruttamento, manipolazione, cambiamenti degli accordi e abuso della posizione di potere da parte di Labano.

3. Giacobbe lo sa e cambia terreno.
Invece di affidarsi alle parole o alla buona fede di Labano, propone un criterio oggettivo: si guardano gli animali e si stabilisce oggettivamente a chi appartengono.
Quando non ci si può più fidare di qualcuno bisogna stabilire condizioni oggettive, non influenzabili dal carattere personale.

4. È interessante che Giacobbe parta apparentemente svantaggiato.
Non cerca di garantirsi il vantaggio in partenza. Finalmente vediamo un uomo che ha imparato progressivamente, a fidarsi di Dio. Sarà per questo che stia diventando sempre più libero?

5. Giacobbe rimane però astuto e competente.
Osserva, seleziona, organizza e lavora. La sua intelligenza non viene annullata dalla fede.
Ma in Genesi 31 riconosce che dietro la sua prosperità c'è Dio: «Dio ha visto tutto quello che Labano ti fa».

6. Poi arriva la separazione.
Giacobbe si allontana da Labano. Non tutte le relazioni devono essere mantenute a ogni costo.
A volte la distanza è necessaria proprio perché una relazione è diventata strutturalmente manipolatoria.

Signore, non proteggerci soltanto da chi apertamente ti rifiuta, proteggici soprattutto da chi nomina e usa il tuo nome, ma non ha né Te, né la tua Parola.

ASCOLTARE«Quando le persone parlano, ascolta fino in fondo. La maggior parte delle persone non ascolta mai.»— Ernest Hem...
18/08/2026

ASCOLTARE

«Quando le persone parlano, ascolta fino in fondo. La maggior parte delle persone non ascolta mai.»
— Ernest Hemingway

«Cerca prima di comprendere, poi di essere compreso.»
— Stephen R. Covey

Due frasi semplici, ma non facili da mettere in pratica. Sentiamo le parole, ma non sempre lasciamo loro il tempo per raggiungerci.

La Bibbia ci presenta invece l'ascolto come qualcosa di molto più profondo.

«Il Signore, DIO, mi ha aperto l'orecchio e io non sono stato ribelle, non mi sono tirato indietro.»
(Isaia 50,5)

«Maria, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.»
(Luca 10,39)

Prima ancora di parlare, abbiamo bisogno di imparare ad ascoltare.

Ascoltare Dio significa fare spazio alla sua Parola. Non soltanto sentirla, ma accoglierla, custodirla e lasciarci guidare da essa.

“Così la parola in piena chiarezza proclamata senza riserve: beato colui che a queste parole si consegna; e saggio sarà per sempre chi del cuore fa per esse inviolata custodia. Oh, la delizia di affidarci alle tue dolci parole, Signore! È come lasciarsi portare dalle grandi acque senza temere naufragi.” H. Camara.

Da Un Giorno una Parola – Letture Bibliche quotidiane per il 2026, 18 agosto.

Avete presente quelle immagini con un serpente che viene schiacciato? Sono prese da Genesi 3. Ma spesso non sono accurat...
15/08/2026

Avete presente quelle immagini con un serpente che viene schiacciato? Sono prese da Genesi 3. Ma spesso non sono accurate.

📖 Genesi 3:15: chi schiaccia la testa al serpente?

C'è un versetto della Bibbia che trovo particolarmente interessante, perché spesso lo si cita senza guardare cosa dice realmente il testo originale.

In Genesi 3:15, Dio parla al serpente dopo la caduta nella ribellione e nel peccato dell'uomo:

«Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua progenie e la sua progenie; egli ti schiaccerà la testa, e tu gli ferirai il calcagno».

La cosa interessante è che nell'ebraico originale il soggetto di «schiaccerà» è הוּא (*hûʾ*), un pronome personale maschile singolare
Il testo ebraico dice, infatti:
«Egli ti schiaccerà la testa».
Quindi il testo non dice «lei ti schiaccerà la testa».

La «progenie/seme» (*zeraʿ*) della donna è presentata come quella che entrerà in conflitto con il serpente, e il pronome utilizzato per colui che gli schiaccerà la testa è maschile.

Questo si accorda bene con la lettura cristiana che vede nella promessa il Messia, Gesù Cristo.

Il Nuovo Testamento riprende questa immagine.

Paolo scrive:

«Il Dio della pace schiaccerà presto Satana sotto i vostri piedi».
Romani 16:20

E la Lettera agli Ebrei spiega che Gesù, partecipando alla nostra umanità e passando attraverso la morte, ha distrutto colui che aveva il potere della morte, cioè il diavolo.
Ebrei 2

Anche Giovanni dice:
«Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio:
per distruggere le opere del diavolo».
1 Giovanni 3:8

Perciò, rileggendo Genesi alla luce del Nuovo Testamento, possiamo vedere nella morte di Gesù sulla croce il compimento della promessa fatta all'inizio della storia umana.

Il serpente avrebbe ferito il «calcagno»: Gesù viene infatti crocifisso.

Ma quella che sembra essere la vittoria del serpente diventa invece la sua sconfitta: attraverso la sua morte, Gesù vince il peccato e la morte e sconfigge colui che ne detiene il potere.

La croce, quindi, non è la sconfitta di Gesù. È il compimento della promessa.

il serpente colpisce il calcagno,
ma il Figlio schiaccia la testa del serpente.

E la storia non finisce con la morte: Gesù risorge... e ritorna nella gloria.

La promessa di Genesi 3:15 diventa così una delle immagini più profonde della storia della redenzione: dalla caduta dell'uomo fino alla croce e alla risurrezione di Cristo.

Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.
2Cor 5, 21

Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra...
14/08/2026

Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto.
Giacomo 5, 17 - 18

Elia era come noi

Che idea abbiamo dei grandi uomini e delle grandi donne della Bibbia? A volte li guardiamo dal basso, così grandi e così spirituali da farci sentire piccoli e inadeguati. Li vediamo come se fossero dei supereroi.

Eppure di lui è scritto: «Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni.»
(Giacomo 5,17)

Elia aveva paura. Fu minacciato e fuggì. Attraversò anche un periodo di profondo scoraggiamento, e di depressione.
Non era un superuomo. Era un uomo come noi.

Fece qualcosa che è alla portata di tutti: pregò.

Pregò perché non piovesse. Poi pregò di nuovo e Dio mandò la pioggia.

Questa mattina una persona a me cara mi ha confidato: «Io sto pregando perché piova».

Anch'io lo sto facendo. 😊

Elia era come noi. Pregò… e Dio rispose.

Presto vedremo anche noi il cielo aprirsi! 🌧️

A. Perretta

Per trascorrere una notte d’amore con suo marito, lo scambia con della frutta esotica per la donna che glielo ha portato...
10/08/2026

Per trascorrere una notte d’amore con suo marito, lo scambia con della frutta esotica per la donna che glielo ha portato via…

È stata una vera sorpresa per il signor G. quando, alla sera, rientrando dal lavoro, ha incontrato per strada sua moglie che, sicura di sé, gli ha detto:
«Stasera non vai da lei, ma vieni a casa mia.»

Ecco l’inizio. Nessuna scenata di gelosia.

G. chiede spiegazioni e sua moglie risponde:
«L'altra donna ti ha concesso a me, accontentandosi di ricevere in cambio delle mandragole. Dicono che siano afrodisiache. Ma a che cosa le serviranno? Stanotte sarai mio!»

G. non dice una parola.
«Io, barattato con delle mandragole! Alla faccia del patriarcato! Queste due donne decidono loro della mia vita.» Avrà pensato.
Ma non poteva fare altro che accettare: le donne avevano deciso.

Tornò da sua moglie e… quella notte lei rimase di nuovo incinta....

Ops, scusate… non stavo leggendo il giornale.
Stavo leggendo la Genesi, il primo libro della Bibbia.
E io che mi ero tanto impegnato per non menzionare i nomi, per proteggere la loro privacy! 😂

Sapevi che la Bibbia è ricca di storie coinvolgenti, di persone vere, di relazioni complicate e di situazioni molto… umane?

Questa è solo una delle tante.

Apri la Bibbia. Potresti rimanere sorpreso da quello che ci trovi dentro. 😉

Sei sempre alla ricerca di approvazione dagli altri? Cosa ti dà valore? Da dove prendi la tua identità? Nel libro della ...
03/08/2026

Sei sempre alla ricerca di approvazione dagli altri? Cosa ti dà valore? Da dove prendi la tua identità?

Nel libro della Genesi leggiamo la storia di Lea. In un attimo la sua vita cambia, quando viene usata da suo padre come merce di scambio. È costretta a sposare l’uomo che suo padre vuole.

Lea è, come dire, a sua insaputa, parte del salario per i sette anni di lavoro. Dopo la prima notte di nozze, però, riceve il secondo colpo basso: Suo marito la rifiuta. Non la vuole perché è innamorato di sua sorella, più bella e più avvenente di lei.

A questo punto Lea inizierà a fare di tutto per conquistare il cuore di suo marito. Diventerà madre tre volte (non è un errore, continua a leggere) e ogni volta il testo descrive il suo stato d’animo.

Ogni volta manifesta che la sua aspirazione e il suo desiderio più profondo è essere amata da Giacobbe. Come facciamo a saperlo? Lo dice il testo. Ogni volta nel dare il nome al suo bambino, ne fa menzione:

«Lea concepì, partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: “Il SIGNORE ha visto la mia afflizione; ora mio marito mi amerà”» (Genesi 29, 32)

Quando partorisce Simeone, il secondogenito, esprime il suo dolore per il rifiuto e la mancanza di amore da parte di suo marito.

Poi nasce Levi: «Concepì di nuovo e partorì un figlio, e disse: “Questa volta mio marito sarà ben unito a me, perché gli ho partorito tre figli”. Per questo fu chiamato Levi» (Genesi 29, 34).

Ma non andrà così. Suo marito continuerà a preferire sua sorella.

A questo punto Lea deve aver capito qualcosa. Riguardando la propria storia, comprende che deve smettere di cercare il suo valore da suo marito.
In fondo, Dio era con lei fin dal principio (v. 31).

E allora, Lea ora è libera. Nasce il quarto figlio e, questa volta, sarà diverso. Nessuna menzione di suo marito. Lea loderà Dio, è basta.

«E concepì di nuovo, partorì un figlio e disse: “Questa volta celebrerò il SIGNORE”. Perciò lo chiamò Giuda. Poi cessò d'aver figli.»

Quella donna disprezzata e non amata diventerà l'antenata del re Davide e del Messia. Era amata da Dio. Ed è questa la sorgente del suo valore!
Lea non riceve ciò che desiderava, l’amore esclusivo di Giacobbe, ma qualcosa di ancora più grande: una nuova identità.

Finché Lea cercava il proprio valore nell'amore di Giacobbe, ogni figlio era una nuova speranza di essere finalmente accettata. Ma quando scoprì di essere già vista e amata da Dio, avvenne un cambiamento nel suo cuore.

Non per rassegnazione, aveva scoperto il fondamento del suo valore.

Chi scopre di essere amato da Dio non ha più bisogno di rincorrere continuamente l'approvazione degli altri.

Dio ti benedica.

A. Perretta

Poiché così aveva detto il Signore, DIO, il Santo d'Israele:«Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvez...
31/07/2026

Poiché così aveva detto il Signore, DIO, il Santo d'Israele:
«Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza;
nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza».
Isaia 30, 15

Il SIGNORE si compiace di quelli che lo temono,
di quelli che sperano nella sua bontà.
Salmo 147,11

Quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze,
si alzano a volo come aquile,
corrono e non si stancano,
camminano e non si affaticano.
Isaia 40, 31

La gratitudine protegge le relazioni.Hai già notato il collegamento tra pretese, ingratitudine e mancanza di fede?Le rel...
29/07/2026

La gratitudine protegge le relazioni.

Hai già notato il collegamento tra pretese, ingratitudine e mancanza di fede?
Le relazioni si indeboliscono quando il dono si trasforma in una pretesa.

Finché vedo il bene che ricevo, nasce spontanea la gratitudine. Ma quando le mie aspettative diventano sempre più alte, rischio di non accorgermi più di ciò che gli altri fanno per me.
A quel punto, ogni limite diventa una delusione, una colpa, un'accusa.

Le aspettative irrealistiche hanno un difetto sottile: chiedono alle persone ciò che nessun essere umano può dare. Vorremmo qualcuno che sia sempre presente, sempre disponibile, sempre comprensivo, sempre pronto a portare i nostri pesi.
Ma questo non è il ruolo di un fratello, di un amico o di un pastore. È il ruolo di Cristo.

Quando pretendiamo dagli uomini ciò che appartiene solo al Signore, dimentichiamo il bene ricevuto, nutriamo la nostra delusione e insoddisfazione. Manchiamo di fede, dimenticando che dipendiamo da Dio.

La gratitudine ricorda, apprezza e ricambia il bene ricevuto.
Non ignora la pienezza dell'Onnipotente, che opera in nostro favore. Una comunità non diventa bella perché tutti sono eccezionali. Diventa bella quando le persone imparano a riconoscere il bene che Dio compie attraverso fratelli imperfetti.
Diventa bella perché ciascuno sa di essere una parte non ancora compiuta dello stesso insieme.

Le aspettative irrealistiche chiedono agli uomini ciò che solo Cristo può dare e generano amarezza.
La gratitudine, invece, riconosce con gioia ciò che Cristo dona anche attraverso i suoi figli, e si prodiga nel bene e nell'incoraggiamento.

La presenza di cuori riconoscenti aiuta la chiesa a crescere nella grazia.

La casa di Mara. Di fronte a casa mia c'è la casa di Mara. Una bella casa bianca, con un ampio giardino. L'ha ereditata ...
28/07/2026

La casa di Mara.
Di fronte a casa mia c'è la casa di Mara. Una bella casa bianca, con un ampio giardino. L'ha ereditata dal nonno e oggi è lei ad abitarla.

Da quando ci vive, però, c'è sempre qualche lavoro in corso.
Un giorno arriva l'imbianchino, un altro il carpentiere per rifare il tetto. Poi è la volta dell'impianto fotovoltaico e dei pannelli solari, del giardiniere, del riscaldamento... Stamattina, invece, c'era il furgone della revisione delle cisterne.

La casa di Mara somiglia un po' alla nostra vita.

Anche noi l’abbiamo ricevuto in dono dal nostro Creatore. Ma non è un “dono finito”. Ogni giorno ha bisogno di qualche ritocco e attenzione. Ha bisogno di cura.
C'è sempre qualcosa da curare, da riparare, da rafforzare o da rinnovare. Una parte da riordinare. Una ferita da guarire. Una qualità da coltivare. Un'abitudine da correggere.

Non scoraggiarti se la tua vita è ancora un cantiere di lavori in corso. Ti darà modo di apprezzare, vivere, e condividere meglio questo meraviglioso dono divino, che sei tu!

E, permettimi di darti un consiglio che vivo in prima persona io stesso. Affida la tua vita a Dio. Egli continuerà ad operare in te.
Lo farà perché non ha smesso di prendersi cura della "sua" casa. Egli non smetterà di vegliare su ciò che gli appariene davvero.

Dio ti benedica.
Anthony

«Così congedò i suoi fratelli e questi partirono; ed egli disse loro: “Non ci siano, durante il viaggio, delle liti tra ...
26/07/2026

«Così congedò i suoi fratelli e questi partirono; ed egli disse loro: “Non ci siano, durante il viaggio, delle liti tra di voi”.»
Genesi 45,24

Chi pronunciò questa frase? Un uomo che, decenni prima, era stato venduto dai suoi fratelli.

Ma il male che gli avevano fatto si trasformerà nella sua benedizione. Dopo anni diventa viceré d'Egitto. Durante la carestia, i suoi fratelli si recano in quel paese straniero e non lo riconoscono più. Non ha più diciassette anni, come l'ultima volta che lo avevano visto: ha un aspetto diverso, una voce diversa. E, soprattutto, è diventato un uomo molto potente.

Avrebbe potuto rimandarli indietro a mani vuote. Invece prova compassione per loro e, dopo un lungo combattimento interiore, decide di perdonarli e di farsi riconoscere. Quando li manda a casa, dice loro: «Non litigate durante il viaggio».

Già.

"Nun v'avita sciarra' "
ci diceva la nonna.

Non ha senso farsi del male per invidia o per cose materiali.

Felice settimana.

Anthony

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