02/06/2026
Le Beatitudini come specchio del credente.
Le beatitudini possono essere uno specchio per esaminare noi stessi, per vedere se siamo nella fede e se la nostra realtà spirituale è in linea con l’insegnamento di Gesù.
Esse ci mostrano la via per entrare nel regno dei cieli e cosa caratterizza un vero credente. Ci invitano a chiederci:
Ho veramente iniziato un cammino con Dio? E come lo sto seguendo? Iniziamo col testo:
“Gesù, vedendo le f***e, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.»” Matteo 5, 1–3
Un’altra versione dice: “Dio benedice i poveri in spirito, quelli che si rendono conto di avere bisogno di lui, perché il regno dei cieli appartiene a loro.” (Nuova Traduzione Vivente)
Così comincia la vita nel regno dei cieli. Si entra e si comincia a farne parte riconoscendo di avere bisogno di Lui!
Il cammino nella giustizia inizia col rendersi conto della propria ingiustizia. Il cammino spirituale inizia rendendosi conto del proprio fallimento spirituale. Perché la giustizia agli occhi di Dio non si ottiene sulla base di opere, ma iniziando a riconoscere la propria peccaminosità.
Questa consapevolezza è la povertà in spirito, necessaria per incontrare Dio, non come chi ha qualcosa da dimostrare o da presentare, ma come un povero che ha bisogno di ricevere.
Questo è l’inizio. Il versetto 4 mostra il risultato o la conseguenza di questa consapevolezza della povertà interiore: “Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.”
Solo coloro che sono affranti e addolorati per il loro peccato ricevono la salvezza.
Questi due atteggiamenti non portano a diventare spavaldi, all’orgoglio spirituale e a sentirsi superiori agli altri, bensì all’umiltà.
“Dio benedice gli umili, perché erediteranno il mondo intero” (Matteo 5,5 NTV). “Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.” (NRV)
La mansuetudine, la mitezza e la gentilezza sono caratteristiche di chi è stato convinto di peccato. Chi ha sentito il peso schiacciante della propria peccaminosità e si è pentito ora è perdonato ed è diverso. Percepisce una nuova leggerezza, perché ha sperimentato il perdono di Dio. È riconoscente. È entrato nel regno di Dio e ne fa parte. È pura grazia divina.
Può permettersi di essere gentile e mansueto, sapendo di appartenere a Dio e che nel suo regno le regole sono diverse. E Dio gli assegnerà il suo posto in questo mondo senza che debba conquistarlo con prepotenza, arroganza e violenza.
Chi è addolorato per il suo peccato ed è stato perdonato sarà affamato e assetato di giustizia. Una giustizia che comincia nella propria vita, non negli altri, e sarà saziato.
“Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.” Matteo 5, 6
Chi inizia a seguire Gesù partendo non da se stesso, ma dalla grazia di Dio, diventerà misericordioso; il suo cuore sarà purificato ed essendo puro di cuore diventerà una persona di pace. Infatti, le beatitudini proseguono:
“Beati i misericordiosi, perché a loro sarà fatta misericordia.”
(Saranno trattati con misericordia – NTV)
“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.”
“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.”
Matteo 5, 7–9
Come reagisce il mondo senza Dio a chi vive in questo modo?
Se conosci le prossime beatitudini... allora lo saprai.
Dio ti benedica.
A. P.