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Chiesa Cristiana Respiro Pagina di condivisione riflessioni cristiane
Chiesa Indipendente della Svizzera Italiana. Pastore Antonio Perretta
Anthony Perretta
(2)

Il culto domenicale si svolge in Via Linoleum 7, ore 10:00
nella Sala Runa
(Inclusione Andicap Ticino). La struttura è adatta per persone con disabilità. Posteggi gratuiti vicino l'edificio disponibili. Informazioni: [email protected]

A presto.

Non lasciare che il dolore abbia l'ultima parola.Dalla mia lettura di Genesi 35, 16-19C'era ancora qualche distanza per ...
03/11/2026

Non lasciare che il dolore abbia l'ultima parola.

Dalla mia lettura di Genesi 35, 16-19
C'era ancora qualche distanza per arrivare a Efrata, quando Rachele partorì. Ella ebbe un parto difficile. ...
Mentre l'anima sua se ne andava, perché stava morendo, chiamò il bimbo Ben-Oni; (significato: figlio del mio dolore) ma il padre lo chiamò Beniamino (nome che richiama la forza).
Rachele dunque morì e fu sepolta sulla via di Efrata, cioè di Betlemme.

È una delle scene più strazianti della Genesi. Rachele muore dando alla luce il suo secondo figlio. Nel nome Ben-Oni, «figlio del mio dolore», sembra lasciare al bambino il ricordo della sofferenza che accompagna la sua nascita.

Giacobbe gli dà un nome che guarda alla vita.

La fede non ci risparmia le esperienze dolorose, ma può cambiare il modo in cui le attraversiamo.
Il dolore è reale e non va minimizzato. Non sempre possiamo cambiare ciò che ci accade, ma possiamo continuare a guardare alla vita e al futuro confidando in Dio.

La fede ci ricorda che non sono le lacrime ad avere l'ultima parola.

Buona giornata
A. P.

Tomba di Rachele, presso Betlemme

Dio ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo che egli ha stabilito, e ne ha ...
02/11/2026

Dio ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo che egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti risuscitandolo dai morti.
Atti degli apostoli 17, 31

Presso di te è il perdono, perché tu sia temuto.
Salmo 130, 4

Senza Gesù Cristo non possiamo comprendere né la nostra vita né la nostra morte, né Dio né noi stessi.
Blaise Pascal

Dio ti benedica

Foto: F. Lazzarotto

La bontà di Dio che ci aiuta a vedere. «Non riconoscete che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?» (Romani 2,4).«Vi...
26/10/2026

La bontà di Dio che ci aiuta a vedere.

«Non riconoscete che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?» (Romani 2,4).

«Vi mostro ciò che è dannoso, da fuggire ed evitare, e purifico e separo il vostro cuore da malvagi inganni. Io sono la roccia e il rifugio dell'anima e vi conduco alla porta del cielo.» (Johann Scheffler).

Queste due frasi possono diventare la cornice della nostra giornata, oppure gli occhiali attraverso i quali impariamo a vedere ciò che altrimenti ci sfuggirebbe.

Anni fa andavano di moda gli occhiali che permettevano di vedere cose invisibili. Naturalmente era uno scherzo! Ma non lo è ricordare che le situazioni che incontriamo ogni giorno possono aiutarci a riconoscere ciò che è dannoso e che dobbiamo evitare.

Anche i nostri errori non devono necessariamente trasformarsi in una condanna senza speranza. La bontà di Dio vuole condurci al ravvedimento, affinché possiamo cambiare strada ed evitare il castigo, o brutte conseguenze. A volte Dio deve scuoterci per farci aprire gli occhi e proteggerci dagli inganni nei quali rischiamo di cadere, perché non conosciamo ciò che si nasconde nel cuore di chi ci circonda.

Se impariamo a guardare la nostra giornata attraverso questi occhiali, anche le esperienze difficili possono diventare occasioni per riconoscere la bontà di Dio, correggere il nostro cammino e trovare rifugio in lui.

Buona giornata

A. P.

Pilato gli rispose: «La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?» Gesù rispose: ...
23/10/2026

Pilato gli rispose: «La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?»

Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi consegnato ai Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».

Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?»

Gesù rispose: «Tu lo dici, sono re; io sono nato per questo e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce»
(Dal Vangelo secondo Giovanni, cap. 18)

E tu, quali voci ascolti?

Dio ti benedica.

Dio vuole guariti cominciando da dentro di te, dalla tua anima.Egli è la Via...Ecco, io (Gesù) sto alla porta e busso: s...
15/10/2026

Dio vuole guariti cominciando da dentro di te, dalla tua anima.
Egli è la Via...

Ecco, io (Gesù) sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.
Apocalisse 3, 20

Il SIGNORE è buono con quelli che sperano in lui,
con chi lo cerca.
Lam 3, 25

Da 5 anni. Grazie Signore.

«Cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»2 Timoteo 3,7C'è un fenomeno che tro...
15/10/2026

«Cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»
2 Timoteo 3,7

C'è un fenomeno che trovo interessante, attribuito agli "ultimi tempi" (ti consiglio di leggere il contesto: 2Timoteo 3, 1 - 7).
Ci sono persone che ascoltano due sermoni al giorno, anzi, anche tre o quattro, e sono sempre più vuote, confuse, distratte e attratte dalle banalità.

È un fenomeno. Si può continuamente: leggere, ascoltare, studiare, cercare spiegazioni, seguire predicazioni, parlare di Dio… e, nello stesso tempo, non arrivare mai veramente a crescere nella conoscenza e a diventare più fiduciosi, più sereni e maturi nella fede. Perché?
Perché ciò che si cerca è intrattenimento spirituale.

Non si cerca tanto la verità, o la Parola, dei contenuti quanto ciò che essa fa “provare” o sentire.
Si vorrebbe una parola che consola, una parola che emoziona, una parola che dia sollievo…
Una parola che risolva qualcosa dentro di noi.
Quindi il vuoto non si colma. La fame non si sazia. L'anima non è appagata. Si ascolta e si rimane vuoti.

Quando arriva il momento in cui quella stessa Parola ci chiede qualcosa, tipo: cambiare, rinunciare, correggere, chiedere perdono, obbedire, lasciare una strada per prenderne un'altra...
allora prevalgono la propria volontà e la propria testardaggine,
a volte accompagnate da parole pie: «So che le parole che mi hai detto provengono da un uomo di Dio, MA io…» e so già cosa mi sta dicendo: «Faccio comunque quello che ho già deciso in anticipo».

Sì, a volte i colloqui pastorali, per alcuni, sono un semplice alibi per giustificarsi («Ne ho parlato anche col pastore…»).
Emerge la fondamentale differenza tra “cercare la Parola” e “voler seguire la Parola”.

«Dimmi qualcosa che mi faccia sentire bene», mi chiese una volta una giovane donna in un colloquio pastorale. Non mi domandò una Parola che le facesse da guida.
Si può ascoltare, imparare, senza che qualcosa permei la nostra vita, o senza essere disposti a lasciarsi guidare dalla conoscenza. Si impara apparentemente, apprendendo qualche nozione, ma non si ascolta.

Si cerca senza lasciarsi trovare da Colui che ci sta veramente cercando.
La domanda è: so ascoltare davvero?
Sono disposto a “sperimentare” l’effetto di ciò che ascolto nella mia vita?
Sono disposto a fare ciò che questa Parola mi chiede? E non soltanto: so cosa rispondere e cosa criticare nella vita altrui?
Conoscere la verità non significa soltanto sapere qualcosa in più.
Significa permettere alla voce di Dio di aiutarmi a crescere e a non far sempre prevalere la testarda ostinazione.

La diagnosi di Paolo a Timoteo è: «…cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»
2 Timoteo 3,7
Si può passare tutta la vita stando seduti in chiesa tra altre persone, ascoltando la Parola, evitando accuratamente di lasciarla entrare.
Non si tratta sempre di conoscere la verità, ma di imparare ad apprezzarla e a “gustarla”, abbastanza da lasciarsi guidare da essa nella vita quotidiana.

Buona giornata.

Anthony Perretta

Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gl...
05/10/2026

Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo;
perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità;
e voi avete tutto pienamente in lui... (Colossesi 2, 8 - 10)

Paolo non parla delle ideologie del nostro tempo, ma ci offre un criterio sempre attuale per discernere.

Colossesi 2,8 ci invita a riconoscere anche quelle ideologie religiose che, pur utilizzando un linguaggio cristiano, introducono accanto a Cristo altri criteri di identità, appartenenza e valore.

Una nazione, un'etnia, una cultura o una tradizione possono avere un loro valore. Ma quando una di queste realtà diventa, anche sottilmente, un criterio per stabilire chi è più vicino a Dio, chi vale di più o chi rappresenta meglio la fede cristiana, qualcosa cambia.
«…e voi avete tutto pienamente in lui.»
(Colossesi 2,10)

Impariamo a valutare le tendenze che spesso dividono i credenti alla luce della domanda: «È secondo Cristo e il suo pensiero espresso nel Vangelo?»

Buona giornata.

Foto: sulle orme degli apostoli Paolo e Giovanni in Asia minore.
Mio scatto 2025.

«Cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»2 Timoteo 3,7C'è un fenomeno che tro...
11/09/2026

«Cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»
2 Timoteo 3,7
C'è un fenomeno che trovo interessante, attribuito agli "ultimi tempi" (ti consiglio di leggere il contesto: 2Timoteo 3, 1 - 7).
Ci sono persone che ascoltano due sermoni al giorno, anzi, anche tre o quattro, e sono sempre più vuote, confuse, distratte e attratte dalle banalità.

È un fenomeno. Si può continuamente: leggere, ascoltare, studiare, cercare spiegazioni, seguire predicazioni, parlare di Dio… e, nello stesso tempo, non arrivare mai veramente a crescere nella conoscenza e a diventare più fiduciosi, più sereni e maturi nella fede. Perché?

Perché ciò che si cerca è intrattenimento spirituale.
Non si cerca tanto la verità, o la Parola, dei contenuti quanto ciò che essa fa “provare” o sentire.
Si vorrebbe una parola che consola, una parola che emoziona, una parola che dia sollievo…
Una parola che risolva qualcosa dentro di noi.

Quindi il vuoto non si colma. La fame non si sazia. L'anima non è appagata. Si ascolta e si rimane vuoti.
Quando arriva il momento in cui quella stessa Parola ci chiede qualcosa, tipo: cambiare, rinunciare, correggere, chiedere perdono, obbedire, lasciare una strada per prenderne un'altra...
allora prevalgono la propria volontà e la propria testardaggine,
a volte accompagnate da parole pie: «So che le parole che mi hai detto provengono da un uomo di Dio, MA io…» e so già cosa mi sta dicendo: «Faccio comunque quello che ho già deciso in anticipo».

Sì, a volte i colloqui pastorali, per alcuni, sono un semplice alibi per giustificarsi («Ne ho parlato anche col pastore…»).
Emerge la fondamentale differenza tra “cercare la Parola” e “voler seguire la Parola”.

«Dimmi qualcosa che mi faccia sentire bene», mi chiese una volta una giovane donna in un colloquio pastorale. Non mi domandò una Parola che le facesse da guida.

Si può ascoltare, imparare, senza che qualcosa permei la nostra vita, o senza essere disposti a lasciarsi guidare dalla conoscenza. Si impara apparentemente, apprendendo qualche nozione, ma non si ascolta.
Si cerca senza lasciarsi trovare da Colui che ci sta veramente cercando.

La domanda è: so ascoltare davvero?
Sono disposto a “sperimentare” l’effetto di ciò che ascolto nella mia vita?
Sono disposto a fare ciò che questa Parola mi chiede? E non soltanto: so cosa rispondere e cosa criticare nella vita altrui?
Conoscere la verità non significa soltanto sapere qualcosa in più.
Significa permettere alla voce di Dio di aiutarmi a crescere e a non far sempre prevalere la testarda ostinazione.

La diagnosi di Paolo a Timoteo è: «…cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.»
2 Timoteo 3,7
Si può passare tutta la vita stando seduti in chiesa tra altre persone, ascoltando la Parola, evitando accuratamente di lasciarla entrare.

Non si tratta sempre di conoscere la verità, ma di imparare ad apprezzarla e a “gustarla”, abbastanza da lasciarsi guidare da essa nella vita quotidiana.

Buona giornata.

A. Perretta

Da Leggere...A volte si inzia a pensar male,invece di meditare la Parola...Un pastore cenò a casa di una coppia della su...
08/09/2026

Da Leggere...A volte si inzia a pensar male,invece di meditare la Parola...

Un pastore cenò a casa di una coppia della sua comunità.
Dopo che se ne fu andato la moglie disse al marito: “Credo che il pastore abbia rubato un nostro cucchiaio.”
Questo fatto li turbò per un anno intero.

Un anno dopo la coppia ebbe il pastore a cena un’altra volta... incapace di resistere, la moglie chiese: “Pastore hai rubato un nostro cucchiaio l'anno scorso?”

Il pastore rispose: “No, l’ho messo dentro la tua Bibbia.”

Dio, il SIGNORE,ha creato i cieli e li ha spiegati,ha disteso la terra con tutto quello che essa produce,dà il respiro a...
04/09/2026

Dio, il SIGNORE,
ha creato i cieli e li ha spiegati,
ha disteso la terra con tutto quello che essa produce,
dà il respiro al popolo che c'è sopra
e lo spirito a quelli che vi camminano.

Egli dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa.

Ogni creatura che respira,
lodi il SIGNORE.

- Isaia 42, 5; Atti 17, 25; Salmo 150,6

Buongiorno e felice weekend

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