02/09/2026
Mi sto deliziando nella lettura lenta e meditativa della Genesi.
A metà del capitolo 30, nella storia e nella vita di Giacobbe inizia a soffiare un vento di libertà
1. Giacobbe vuole tornare a casa.
Dopo la nascita di Giuseppe sente che è arrivato il momento di lasciare Labano.
2. Tra Giacobbe e Labano non c'è più vera fiducia.
Il loro rapporto è segnato da sfruttamento, manipolazione, cambiamenti degli accordi e abuso della posizione di potere da parte di Labano.
3. Giacobbe lo sa e cambia terreno.
Invece di affidarsi alle parole o alla buona fede di Labano, propone un criterio oggettivo: si guardano gli animali e si stabilisce oggettivamente a chi appartengono.
Quando non ci si può più fidare di qualcuno bisogna stabilire condizioni oggettive, non influenzabili dal carattere personale.
4. È interessante che Giacobbe parta apparentemente svantaggiato.
Non cerca di garantirsi il vantaggio in partenza. Finalmente vediamo un uomo che ha imparato progressivamente, a fidarsi di Dio. Sarà per questo che stia diventando sempre più libero?
5. Giacobbe rimane però astuto e competente.
Osserva, seleziona, organizza e lavora. La sua intelligenza non viene annullata dalla fede.
Ma in Genesi 31 riconosce che dietro la sua prosperità c'è Dio: «Dio ha visto tutto quello che Labano ti fa».
6. Poi arriva la separazione.
Giacobbe si allontana da Labano. Non tutte le relazioni devono essere mantenute a ogni costo.
A volte la distanza è necessaria proprio perché una relazione è diventata strutturalmente manipolatoria.
Signore, non proteggerci soltanto da chi apertamente ti rifiuta, proteggici soprattutto da chi nomina e usa il tuo nome, ma non ha né Te, né la tua Parola.