03/09/2026
COMUNICATO COM.IT.ES. BASILEA IN SOLIDARIETÀ AL CONSIGLIERE LIBORIO ROVITTI
Il Com.It.Es. di Basilea esprime piena solidarietà al proprio consigliere Liborio Rovitti, destinatario di espressioni che riteniamo denigratorie e del tutto inappropriate da parte del consigliere CGIE Giangi Cretti, contenute in un’e-mail circolata all’interno della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera.
Non intendiamo entrare nelle dinamiche interne di un’associazione né interferire nel tema oggetto di discussione. Ma quando il confronto supera il confine delle opinioni e diventa derisione personale, il silenzio non è più una scelta.
Ci colpisce in particolare che un semplice errore, peraltro immediatamente corretto, possa diventare occasione per sminuire una persona e trasformarsi addirittura in una presunta «cifra distintiva».
La Comunità Italiana in Svizzera conosce bene il peso delle parole.
Per generazioni, migliaia di nostri connazionali hanno lasciato i propri paesi con poche risorse, spesso senza aver avuto accesso a grandi opportunità di studio, ma portando con sé dignità, sacrificio, cultura del lavoro e senso della comunità.
È anche grazie a quelle donne e a quegli uomini se oggi possiamo sedere nelle istituzioni, nelle associazioni e negli organismi di rappresentanza.
Per questo crediamo che il valore di una persona, e ancor più di un rappresentante della nostra comunità, non possa essere misurato sulla base di un errore linguistico o con il vocabolario in mano.
Anche perché chi sceglie di trasformare la lingua in uno strumento di superiorità dovrebbe ricordare che nessuno è immune dagli errori: nella stessa comunicazione da parte del consigliere CGIE compare, ad esempio, l’espressione inglese «out out» al posto del latino «aut aut».
Ma il punto, per noi, non è stabilire chi conosca meglio il latino, l’italiano o l’inglese.
Il punto è quale idea di comunità vogliamo rappresentare.
Una comunità nella quale chi sbaglia una parola viene deriso? Una comunità nella quale il dissenso viene intimidito dal riferimento a screenshot conservati «a futura memoria» e a non meglio precisati «testimoni»? Oppure una comunità capace di confrontarsi, anche duramente, senza perdere rispetto, misura e senso delle istituzioni?
Noi scegliamo la seconda strada.
Il dissenso è parte della democrazia. La critica è legittima. Anche lo scontro politico può esserlo.
Ma la dignità delle persone viene prima.
Per questo il Com.It.Es. di Basilea auspica una presa di posizione chiara da parte della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera e invita tutti i rappresentanti della comunità italiana a riportare il confronto su un terreno più appropriato: quello delle idee, dei contenuti e del rispetto reciproco.
La nostra emigrazione ha conosciuto abbastanza umiliazioni per sapere che non abbiamo bisogno di crearne di nuove tra di noi.