AiutiAmo il Burundi

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Ci proponiamo quale obiettivo il contribuire al miglioramento delle condizioni di quello che è il Paese più povero del mondo, nella convinzione che qualsiasi supporto, grande o piccolo, possa offrire nuove possibilità e alimentare la speranza.

Merry Christmas from the land we love ✨
25/12/2025

Merry Christmas from the land we love ✨

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐉𝐨𝐲𝐜𝐞, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐛𝐮𝐫𝐮𝐧𝐝𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝟐𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨, do...
02/10/2025

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐉𝐨𝐲𝐜𝐞, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐛𝐮𝐫𝐮𝐧𝐝𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝟐𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨, dove sarà accolta presso l’Ospedale Civico per un delicato intervento neurochirurgico e, successivamente, per un percorso di radioterapia.

𝐍𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐁𝐮𝐫𝐮𝐧𝐝𝐢, 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐧𝐥𝐮𝐬 “ il ”, nonostante le difficoltà burocratiche siamo riusciti a garantire l’arrivo in Italia della ragazza, affinché possa finalmente accedere alle cure di cui ha bisogno, convinti che una vita salvata equivalga a una dura battaglia vinta.

𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨, 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚, per la professionalità, la dedizione e il cuore con cui accoglieranno Joyce. 𝐔𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚, il cui sostegno ha reso possibile questo percorso di speranza.

𝐉𝐨𝐲𝐜𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐞𝐝𝐞, 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞. Noi la accompagniamo con il cuore, certi che, grazie all’unione delle energie e alla voglia di aiutare il prossimo, la sua malattia diventerà presto solo un lontano ricordo.

Oggi non parte solo Joyce: parte con lei un messaggio di amore, fraternità e speranza per un futuro migliore.

𝐀𝐬𝐬. 𝐀𝐢𝐮𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐁𝐮𝐫𝐮𝐧𝐝𝐢

Un anno fa l’abbiamo conosciuta, fragile e silenziosa. Oggi Shama sorride, felice e piena di vita.  Aiutiam❤️ilBurundi
28/09/2025

Un anno fa l’abbiamo conosciuta, fragile e silenziosa. Oggi Shama sorride, felice e piena di vita.

Aiutiam❤️ilBurundi

Un aiuto concreto per il loro futuroDonazione del 5 x 1000AiutiAm❤️ il Burundi ETSCF 97319760829
10/06/2025

Un aiuto concreto per il loro futuro

Donazione del 5 x 1000
AiutiAm❤️ il Burundi ETS
CF 97319760829

Con una parte delle donazioni ricevute è stata acquistata una lavatrice per l’orfanotrofio di Mabay.Un aiuto concreto ch...
14/05/2025

Con una parte delle donazioni ricevute è stata acquistata una lavatrice per l’orfanotrofio di Mabay.
Un aiuto concreto che migliorerà la vita quotidiana delle suore che, con amore e dedizione, si prendono cura di tanti bambini.
Aiuti❤️mo il Burundi

Nel giorno in cui un nuovo Papa è stato scelto come guida della Chiesa, il piccolo Sammy è stato operato con successo pr...
09/05/2025

Nel giorno in cui un nuovo Papa è stato scelto come guida della Chiesa, il piccolo Sammy è stato operato con successo presso il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina. Segni di speranza e rinascita.
L’intervento, tecnicamente complesso ed impossibile da effettuare nel paese di origine, ha rappresentato l’unica possibilità per assicurare al piccolo un’aspettativa di vita normale.

Ancora una volta il ponte umanitario tra la Sicilia ed il Burundi, realizzato grazie al sostegno della nostra associazione, è riuscito a garantire le necessarie cure salvavita,nel perseguimento di un impegno condiviso per il diritto alla cura, senza confini.

Presto Sammy farà ritorno a Bujumbura, con lo stesso segno di vittoria con il quale ci ha conquistato al nostro primo incontro in Africa.
L.A.

In molti Stati dell’Africa vige ancora oggi, purtroppo, la pena di morte. Questo articolo speriamo possa sensibilizzare ...
26/04/2025

In molti Stati dell’Africa vige ancora oggi, purtroppo, la pena di morte. Questo articolo speriamo possa sensibilizzare su questo triste tema.

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐮𝐜𝐢𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀

La notizia su LiveSicilia.it

Nella giornata di ieri la piccola Shama è stata operata. L’intervento, molto complesso, è stato effettuato presso il Cen...
19/11/2024

Nella giornata di ieri la piccola Shama è stata operata. L’intervento, molto complesso, è stato effettuato presso il Centro di Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale di Taormina.

Un’altra bella pagina scritta dalla sanità siciliana, all’insegna dei valori dell’accoglienza e della tutela della vita umana. Nonostante le difficoltà organizzative e burocratiche, il ponte umanitario con il Burundi ha funzionato ancora una volta ed un’altra bimba è stata salvata. In un’epoca che sembra vivere una profonda crisi di umanità e di speranza, riteniamo sia imprescindibile apportare un contributo alla costruzione di un mondo improntato all’apertura ed alla corresponsabilità verso gli altri.

Piccoli, grandi gesti che aiutano a sperare in un futuro migliore. Buona vita piccola Shama.

𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐀𝐛𝐛𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐚 , Vice Presidente “𝐀𝐢𝐮𝐭𝐢amo 𝐢𝐥 𝐁𝐮𝐫𝐮𝐧𝐝𝐢” 🇧🇮

Abbiamo incontrato la piccola Shama poche settimane fa, in Burundi. Una dolce meraviglia di otto mesi dagli occhi grandi...
13/11/2024

Abbiamo incontrato la piccola Shama poche settimane fa, in Burundi. Una dolce meraviglia di otto mesi dagli occhi grandi e dal respiro affannoso, causato dalla grave malformazione cardiaca da cui è affetta.

La sua mamma, venuta a sapere del nostro arrivo, si è presentata a noi con dolore e speranza, consapevole che l’unica possibilità di sopravvivenza è data da un intervento chirurgico, impossibile da effettuare, allo stato, nel suo Paese.

Oggi Shama è arrivata in Sicilia. Ringraziamo il Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dove la piccola sarà operata nei prossimi giorni.

LAURA ABBADESSA, Vice Presidente Aiutiamo il Burundi 🇧🇮

“𝐈𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨”. Così dice il protagonista del romanzo di Jules Verne quando si trova ad un passo da quei luoghi da ...
27/10/2024

“𝐈𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨”.
Così dice il protagonista del romanzo di Jules Verne quando si trova ad un passo da quei luoghi da cui non potrà più tornare indietro. Un viaggio che non immaginava potesse condurlo così lontano. Un viaggio che nemmeno tu immaginavi potesse condurti così lontano.
E’ l’alba sul lago Tanganica. Un silenzio assoluto, denso, profondo. Una sorta di dolce beatitudine. Provi ad imprimere nella mente questi attimi di vita silenziosa. Non c’è mai modo di decidere prima quello che poi si ricorderà, i ricordi hanno un che di inafferrabile, si mescolano tra loro. Eppure, se c’è una possibilità per tornare nuovamente in certi luoghi, di riprovare certe emozioni, quella è attraverso la strada del ricordo.
Il lago placido ed immoto, il silenzio, la natura. E poi? Quali altre immagini ed altri ricordi rimarranno? Come raccontare dell’Africa a chi non l’ha mai conosciuta? A chi non ha mai accarezzato quella terra polverosa?


Povertà materiale e ricchezza umana
L’Africa è terra di povertà estrema, di fame, di malattie, di guerre civili, tecnologicamente arretrata, luogo in cui talvolta anche l’acqua potabile diviene un lusso. Dove non solo si vive alla giornata ma letteralmente si sopravvive ed in cui dolore e sofferenza segnano i volti essiccati della gente che vi abita. Tutto vero. Ma è un errore relegare il giudizio su questa terra ai noti, limitati stereotipi. L’Africa è anche (soprattutto) tanto altro.
Una terra che racchiude una ricchezza umana e spirituale straordinaria; dove la gente ti saluta anche se non ti conosce. Luogo in cui la felicità si trova nelle piccole cose e non costa nulla.
L’Africa è quella dei bambini a piedi nudi che ti corrono dietro lungo quelle strade di terra rossa, quella terra “che purifica e non sporca” come ti ha recentemente detto un prete che ha incrociato il tuo cammino.
Percorrere queste strade non vuol dire solo andare da un luogo all’altro ma accedere ad una dimensione in cui il fluire del tempo appare sotto un’altra luce. I bambini che le popolano hanno poco o niente eppure giocano, si divertono, scherzano, sconoscono la noia.
Osservi i loro occhi profondi e i loro sorrisi allegri mentre si divertono a spingere una ruota di bicicletta con un bastone, quando ti chiamano “mzungu” (uomo bianco) o passeggiano con la loro capra al seguito. Quegli sguardi e quei sorrisi riempiono l’anima di chi ha la fortuna di accoglierli.
L’Africa e le donne abusate
L’Africa è quella delle donne dai volti gentili che osservi mentre condividono con te le loro storie. La condizione femminile in Africa, soprattutto qui, in quella subsahariana, è tristemente nota. In questa parte del mondo è ancora profonda la piaga della violenza di genere: le donne devono fronteggiare abusi domestici, violenze sessuali e pratiche altamente lesive come le mutilazioni genitali.
Alla maggior parte di loro vengono sistematicamente negati i diritti fondamentali e l’emancipazione e l’indipendenza economica sono ancora delle chimere. Allo stesso modo l’accesso (inesistente) ai servizi sanitari.
Mentre in Europa si fanno sempre meno figli, il continente africano sta registrando una crescita esponenziale a livello demografico: le giovani donne si sposano generalmente prima dei diciotto anni, spesso con uomini anziani o in matrimoni poligami. Di queste, quasi la metà ha almeno 5 figli: più del doppio rispetto alla media globale. E quasi 300.000 nella sola Africa subsahariana muoiono ancora di parto.
Dovresti essere preparata sulle loro condizioni, eppure ti ritrovi a fare i conti con sensazioni opposte e contraddittorie dinanzi a quella giovane costretta a sposare il proprio violentatore, a quella mamma con il figlio malato avvolto in un pezzo di stoffa a contatto con il proprio corpo, a quella donna che non chiede altro che un tetto ed un giaciglio.
Sorpresa, compassione ed umana impotenza. Ascolti i racconti dei dolori che si intrecciano e si contagiano perché hanno una radice comune. Presti attenzione ai silenzi, alle pause, non riesci ad immaginare la loro sofferenza.
In alcuni momenti ti senti un’intrusa: non vuoi che il tuo gesto sia interpretato come quello che appaghi il senso di colpa dell’uomo bianco che dalla sua posizione conceda qualche momento di ascolto e di considerazione. Inoltre, c’è sempre stupore quando l’altro si apre offrendoti tanto di sé e tu ancora hai dato poco o nulla.
Eppure, loro non si vergognano. Si mostrano così come sono. Poveri siamo noi che non ci vergogniamo della nostra opulenza e che siamo pieni di pregiudizi.
Il dono della condivisione
L’Africa è anche quella del sacerdote che, riflettendo sul Vangelo del giorno alla messa domenicale, esorta la sua gente alla condivisione con i più poveri. E tu li vedi tutti lì, in fila, durante la raccolta delle offerte, ad adempiere quanto richiesto e ripensi ai loro bambini che si dividono le caramelle come se fosse il gesto più naturale del mondo.
Ma in quella chiesa spoglia in mezzo alle capanne di terra ed alle piantagioni di caffè, hai compreso qualcosa di ancora più decisivo, profondo, esistenziale: condivisione è responsabilità, cooperazione, sostegno, solidarietà. È donare il proprio tempo, la propria considerazione, il proprio essere, il proprio sorriso. Esattamente come hai osservato fare in quella comunità di una regione lontana del Burundi al confine con il Ruanda.
L’Africa, dunque. L’Africa dei paesaggi, dei bambini, delle donne, della condivisione.
Eppure l’Africa è anche intorno a noi. La ritrovi nei volti di chi è costretto ad abbandonare la propria terra perché in fuga da guerre, fame e violenza. La ritrovi negli sguardi di coloro che, agli incroci delle nostre strade, cercano di trovare la dignità di un lavoro.
La ritrovi, infine, purtroppo, nei corpi, che abbiamo quasi smesso di contare, inghiottiti da quel mare in cui si consumano alcune tra le più grandi tragedie del mondo contemporaneo. Bertrand Russell diceva che quali che siano i tempi bui in cui si è costretti a vivere, l’umanità riuscirà ad emergere se acquisiremo la saggezza di cui il mondo ha bisogno.
Raggiungere la saggezza
In quest’epoca di disagio ed intolleranza saggezza è creare ponti, ascoltare, capire. Saggezza è guardare l’altro come un compagno di viaggio che desidera serenità e dignità. Saggezza è abbandonare i nostri pregiudizi, nel migliore dei casi fondati sulla ignoranza: ti viene in mente la poesia di Kipling in cui l’uomo africano viene presentato un po’ selvaggio ed eternamente fanciullo; nei casi peggiori, invece, radicati in una delle molte forme di razzismo non ancora estirpate.
E’ certamente auspicabile favorire la cooperazione internazionale, impegnandosi ad attivare politiche (serie, concrete e continuative) al fine di creare opportunità di lavoro e sviluppo nello stesso continente africano. Sul presupposto che ciascuna persona dovrebbe potere vivere con dignità nella propria terra, senza essere costretta a cercare altrove la sopravvivenza.
Eppure, saggezza è anche accogliere. È corretto aiutarli a casa loro, ma chiudere i confini, creare barriere e negare diritti significa condannare i popoli più svantaggiati ad un futuro sempre peggiore e la nostra stessa società ad un impoverimento etico e culturale.
Il viaggio è finito. Rimane come prezioso bagaglio quello che ciascuno ogni volta che ritorna porta con sé.

di Laura Abbadessa

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