Federazione ACLI Internazionali

Federazione ACLI Internazionali La Federazione Acli Internazionali (FAI) è stata creata nel 1996, per mettere in rete l’intera famiglia aclista in Europa e nel mondo

📍 Grazie al KVW per l’accoglienzaUn sentito ringraziamento al KW al Südtiroler in der Welt per la calorosa accoglienza e...
21/01/2026

📍 Grazie al KVW per l’accoglienza

Un sentito ringraziamento al KW al Südtiroler in der Welt per la calorosa accoglienza e per il clima di dialogo aperto e costruttivo che ha caratterizzato l’incontro.
Il confronto ha confermato il valore del lavoro in rete e l’importanza di rafforzare ulteriormente la collaborazione, nell’interesse delle comunità e dei servizi rivolti alle persone.
Guardiamo con interesse ai prossimi passi comuni e alle nuove prospettive che si aprono. 🤝



📍 Vielen Dank an den KVW für den herzlichen Empfang

Ein herzliches Dankeschön an den KVW und Sudtiroler in der welt für die freundliche Aufnahme und den offenen, konstruktiven Austausch.
Das Treffen hat einmal mehr gezeigt, wie wertvoll Zusammenarbeit und Vernetzung sind, um gemeinsame Herausforderungen anzugehen und neue Projekte zu entwickeln.
Wir freuen uns auf die weitere Zusammenarbeit und auf die kommenden gemeinsamen Schritte. 🤝

La riforma dei servizi consolari tra razionalizzazione amministrativa e ridefinizione del rapporto Stato–diasporaLa rece...
17/01/2026

La riforma dei servizi consolari tra razionalizzazione amministrativa e ridefinizione del rapporto Stato–diaspora

La recente riforma dei servizi consolari rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi decenni nel rapporto tra lo Stato italiano e i propri cittadini residenti all’estero. Pur presentata come una riforma tecnica, finalizzata alla modernizzazione e all’efficientamento dell’azione amministrativa, essa produce in realtà effetti sistemici che incidono sulla concezione stessa dell’italianità fuori dai confini nazionali, sul ruolo delle istituzioni consolari e sulle forme di mediazione storicamente costruite tra Stato e comunità emigrate.

Dalla territorialità alla centralizzazione

Il primo elemento di discontinuità riguarda il superamento del modello consolare come presidio territoriale dotato di una propria capacità decisionale. In particolare, la sottrazione ai consolati della competenza sul riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis per i maggiorenni segna una cesura netta con una prassi amministrativa consolidata, nella quale la prossimità territoriale costituiva un elemento essenziale della relazione istituzionale.

La centralizzazione delle decisioni presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale risponde a una logica di uniformità e controllo: ridurre le diseguaglianze tra sedi, limitare interpretazioni divergenti, contrastare fenomeni di uso strumentale della cittadinanza. Tuttavia, questa razionalità amministrativa comporta una perdita di sensibilità verso i contesti locali, storici e sociali in cui la cittadinanza italiana si è trasmessa e radicata nel tempo.

Il consolato, da attore istituzionale dotato di memoria territoriale, viene progressivamente trasformato in un mero snodo procedurale, incaricato di raccogliere e trasmettere istanze, ma non più di valutarle in modo compiuto.

Efficienza vs accessibilità

Uno degli argomenti centrali a sostegno della riforma è l’efficienza. Standardizzazione, digitalizzazione (con i plichi cartacei che viaggiano da una parte all’altra del mondo?) e accentramento dovrebbero garantire tempi più certi e procedure più trasparenti. Tuttavia, l’esperienza comparata insegna che la centralizzazione non equivale automaticamente a rapidità, soprattutto in assenza di un adeguato rafforzamento delle strutture centrali.

Il rischio concreto è la creazione di colli di bottiglia decisionali, con l’effetto paradossale di allungare i tempi proprio laddove si intendeva ridurli. In questo scenario, il cittadino all’estero si trova in una posizione più distante dall’amministrazione, con minori possibilità di interlocuzione diretta e di chiarimento informale delle criticità procedurali.

La relazione fiduciaria, che storicamente si costruiva attraverso il contatto diretto con il consolato, viene sostituita da una relazione impersonale, mediata da piattaforme digitali e protocolli standard. Questo passaggio segna una trasformazione profonda: il cittadino non è più parte di una comunità amministrata in loco, ma diventa un “utente” inserito in un flusso nazionale indistinto.

Impatto sulle comunità e sulle reti di intermediazione

Un ulteriore elemento critico riguarda l’indebolimento delle reti di intermediazione tradizionali: associazioni, patronati, organismi di rappresentanza. Nel modello precedente, tali soggetti svolgevano una funzione essenziale di accompagnamento e traduzione tra le esigenze delle comunità e le pratiche consolari.

La riforma, spostando i processi, tende a marginalizzare questo ruolo. Il risultato non è necessariamente una maggiore equità, ma una riduzione della capacità del sistema di rispondere a situazioni complesse o atipiche, che difficilmente si lasciano ricondurre a schemi procedurali rigidi.

In questo senso, la riforma può essere letta come parte di un più ampio processo di depoliticizzazione della presenza italiana all’estero: meno comunità, meno corpi intermedi, più amministrazione centrale.

La cittadinanza come strumento di controllo

Particolarmente significativa è la coincidenza temporale tra la riforma dei servizi consolari e la revisione delle norme sulla cittadinanza. La centralizzazione delle decisioni non è neutra, ma si inserisce in una strategia di maggiore controllo dell’accesso allo status civitatis.

La cittadinanza, da strumento di continuità storica e culturale con le diaspore, tende a essere ridefinita come risorsa da governare e contenere. In questa prospettiva, la riforma consolare non è solo amministrativa, ma esprime una precisa opzione politica: restringere, selezionare, razionalizzare.

Una riforma politicamente problematica

In conclusione, la riforma dei servizi consolari risulta politicamente e culturalmente problematica se valutata alla luce della storia dell’emigrazione italiana e del ruolo che le istituzioni consolari hanno svolto come cerniera tra Stato e comunità.

Il rischio è che si perda la capacità di riconoscere la specificità dell’esperienza migratoria italiana e il valore strategico delle comunità all’estero. Una riforma realmente orientata al futuro avrebbe dovuto coniugare uniformità e prossimità, controllo e partecipazione, innovazione amministrativa e riconoscimento della dimensione comunitaria.

Così come configurata, la riforma segna invece un passaggio simbolico e sostanziale: dallo Stato che amministra comunità allo Stato che gestisce flussi.

C’era una storia poco conosciuta.E’ quella di Padre Renzo che nella Missione Cattolica Italiana a Copenaghen aiutava una...
16/11/2025

C’era una storia poco conosciuta.
E’ quella di Padre Renzo che nella Missione Cattolica Italiana a Copenaghen aiutava una piccola comunità: la Messa in italiano, la lingua, una mano a qualche ragazzo rimasto invischiato in Scientology. E le Acli - Associazioni cristiane lavoratori italiani animate proprio da lui.

A più di 20 anni dalla sua morte, la storia delle Acli in Danimarca riprende grazie ad un gruppo di persone guidato da che hanno fondato il Circolo DK proprio nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Copenaghen come 30 anni prima! Intanto la comunità italiana è totalmente cambiata: in pochi anni e’ cresciuta fino ad arrivare a quasi 25000 italiani con tantissime famiglie miste. Davvero una bella sfida. Grazie a loro e all’Ambasciatrice d’Italia in Danimarca Stefania Rosini per l’accoglienza nella Residenza d’Italia

A settant’anni dall’accordo italo-tedesco, ricordare la nostra storia migratoria significa comprendere il presente e il ...
20/10/2025

A settant’anni dall’accordo italo-tedesco, ricordare la nostra storia migratoria significa comprendere il presente e il futuro delle comunità italiane nel mondo. In Germania vivono oggi oltre un milione di italiani, figli e figlie di un percorso collettivo fatto di lavoro, diritti e solidarietà.

Durante l’incontro abbiamo ascoltato esperienze di mobilità e le voci di giovani di seconda generazione, spesso preoccupati per l’evoluzione della normativa sulla cittadinanza, che finisce per penalizzare chi – oltre ad avere “sangue” italiano – mantiene un forte legame culturale e affettivo con il nostro Paese.

L’associazionismo italiano all’estero, nato per accompagnare i migranti, oggi si rinnova nei linguaggi e nelle forme, ma resta essenziale per costruire comunità. Una comunità che non si limita più al Paese di accoglienza, ma si fa transnazionale, capace di unire esperienze, generazioni e identità in movimento. Grazie alla delegazione delle Missioni Cattoliche in Germania, in particolare a Don Gregorio Milone, al Corriere d’Italia e alle nostre Acli in Germania!

Domani, mercoledì 8 ottobre alle ore 14.30, nella Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, si terrà il convegno nazional...
07/10/2025

Domani, mercoledì 8 ottobre alle ore 14.30, nella Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, si terrà il convegno nazionale “Da credente nella sinistra. Mimmo Lucà”, promosso dalla Fondazione Achille Grandi in collaborazione con le Acli nazionali.
L’iniziativa è dedicata a Mimmo Lucà, storico dirigente delle Acli e leader dei Cristiano Sociali, per riflettere sul suo contributo al cristianesimo sociale e al rinnovamento politico e culturale degli ultimi decenni.
Interverranno, tra gli altri, Roberto Gualtieri, Emiliano Manfredonia, Livia Turco, Gianni Cuperlo, Valentino Castellani, Paolo Corsini e Antonio Russo.
Le conclusioni saranno affidate a Romano Prodi.

PERDONO TUTTI E NON VINCE NESSUNO QUANDO VOTA UN ELETTORE SU DUELe ultime elezioni regionali in Valle d’Aosta e nelle Ma...
02/10/2025

PERDONO TUTTI E NON VINCE NESSUNO QUANDO VOTA UN ELETTORE SU DUE
Le ultime elezioni regionali in Valle d’Aosta e nelle Marche hanno confermato un dato preoccupante: l’astensione è ormai la vera emergenza democratica.
Nelle Marche ha votato solo il 50% degli elettori (quasi 10 punti in meno rispetto al 2020), in Valle d’Aosta il 63% (contro il 70% di cinque anni fa). Numeri che parlano chiaro: milioni di cittadini non si riconoscono più nei partiti, scelgono di non partecipare, si allontanano dalla politica.
Come ricorda Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI, senza partecipazione la democrazia perde la sua linfa vitale. Non bastano percentuali e vincitori di giornata: quando metà del Paese non vota, la politica fallisce la sua missione di rappresentanza.
È necessario creare nuovi spazi di cittadinanza attiva, soprattutto per i giovani, che sempre più preferiscono impegnarsi in associazioni e realtà civiche piuttosto che nei partiti.
La democrazia non è mai scontata: va coltivata ogni giorno, con impegno, fiducia e luoghi vivi di partecipazione.

Nell’800° anniversario del Cantico delle Creature di San Francesco e nel 10° anniversario della Laudato si’, il Moviment...
25/09/2025

Nell’800° anniversario del Cantico delle Creature di San Francesco e nel 10° anniversario della Laudato si’, il Movimento Laudato Si’, insieme al Sacro Convento di San Francesco, alle famiglie francescane, alla Diocesi di Assisi, al Vescovo di Gubbio e a 40 organizzazioni cattoliche – tra cui ACLI, AGESCI, Azione Cattolica Italiana, MASCI e Coldiretti – ha lanciato oggi ad Assisi la “Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica: dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare.”

Un appello che invita tutti a passare dalle parole ai gesti concreti, a praticare il dialogo nelle comunità, a compiere scelte quotidiane per la cura del creato.
La transizione ecologica, ci ricordano i promotori, non è solo una questione tecnica: è un cammino spirituale e collettivo, che mette in relazione ambiente, economia, società, politica e cultura.
È il momento di rispondere insieme a questa chiamata, con mitezza e determinazione, perché il cambiamento comincia da noi, e non finisce con noi.

LE ACLI CONTRO IL COMMERCIO CON GLI INSEDIAMENTI ILLEGALILe ACLI, insieme a oltre 20 organizzazioni tra cui Amnesty Inte...
17/09/2025

LE ACLI CONTRO IL COMMERCIO CON GLI INSEDIAMENTI ILLEGALI
Le ACLI, insieme a oltre 20 organizzazioni tra cui Amnesty International Italia, ARCI, Libera, Pax Christi e Rete Italiana Pace e Disarmo, aderiscono alla campagna di Oxfam “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”.
I numeri parlano chiaro: +180% di insediamenti in 5 anni, 42% della Cisgiordania occupata, 35% di disoccupazione e la povertà che è salita dal 12% al 28% in soli 2 anni.
L’occupazione israeliana frammenta il territorio palestinese, priva le comunità dei loro mezzi di sussistenza e alimenta una crisi umanitaria senza precedenti.
Mentre governi e imprese europee continuano a commerciare con gli insediamenti, noi diciamo basta.
Chiediamo all’Italia e all’UE di:
Vietare il commercio di beni e servizi provenienti dagli insediamenti
Fermare investimenti e finanziamenti alle imprese che li sostengono
Sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele finché non saranno rispettati i diritti umani.

Firma l’appello e aiutaci a fermare questa ingiustizia:
https://stop-insediamenti.it/?utm_source=News&utm_medium=WEB&utm_campaign=comunicato_stampa&utm_content=LAN&fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAadKZC7Z8QJ3wqXOBIlzBPZZUYOBC9YlhBnEFuka0SeMkljK4orenzYl-GEE4w_aem_6A8MXila-vWf1Cxq064p-A

Peace at Work arriva in Puglia!Dopo Sicilia e Calabria, la Carovana nazionale della pace delle ACLI fa tappa nella nostr...
12/09/2025

Peace at Work arriva in Puglia!
Dopo Sicilia e Calabria, la Carovana nazionale della pace delle ACLI fa tappa nella nostra regione per portare un messaggio forte:
“L’Italia del lavoro costruisce la pace”.
Tappe pugliesi:
📍 11/09 – Alessano, Tricase, Casarano
📍 12/09 – Brindisi
📍 13/09 – Taranto
📍 15/09 – Foggia
Insieme al Presidente nazionale Emiliano Manfredonia, incontreremo comunità, cooperative, ospedali e luoghi simbolo del lavoro e della cura.
Un cammino che vuole ricordare a tutti che pace, dignità e futuro si costruiscono ogni giorno, dove viviamo e lavoriamo.

Il 7 settembre una delegazione delle ACLI, guidata dal Presidente nazionale Emiliano Manfredonia, ha preso parte in piaz...
09/09/2025

Il 7 settembre una delegazione delle ACLI, guidata dal Presidente nazionale Emiliano Manfredonia, ha preso parte in piazza San Pietro alla canonizzazione di Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati, presieduta da Leone XIV.
È stato un momento di gioia condiviso con tutta la Chiesa, che riconosce in Carlo e Piergiorgio due figure capaci di parlare ancora oggi ai giovani e alla società.
Carlo Acutis, che ha saputo unire la modernità degli strumenti digitali con una vita spirituale profonda e un’attenzione concreta ai più poveri.
Piergiorgio Frassati, cresciuto nell’associazionismo cattolico, impegnato contro il fascismo e nel Partito popolare, testimone di fede e di giustizia sociale nella Torino operaia degli anni Venti.

Entrambi ci ricordano che i santi sono compagni di cammino: mostrano come la passione per Cristo diventi impegno quotidiano per le sorelle e i fratelli.

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