20/05/2025
“Non importa dove combatti il fascismo, importa che tu lo combatta”
Lorenzo Orsetti
Questa frase campeggia nella quarta di copertina del nostro ultimo libro “Rivoluzione senza confini - Breve storia delle internazionaliste e degli internazionalisti”. Gli internazionalisti sono coloro che hanno scelto di rischiare la vita non per denaro, non per interessi geopolitici, ma per un’idea di giustizia che non riconosce confini. Fin dai tempi in cui alcuni italiani caddero nelle Argonne in difesa della Francia repubblicana e gli antifascisti di tutto il mondo morirono combattendo in Spagna, l’internazionalismo è sempre stato il più grande atto di generosità politica. Chi ha attraversato l’Europa per combattere il nazifascismo, chi ha disertato il Regio Esercito per unirsi alla Resistenza Jugoslava, chi quello tedesco per unirsi alla Resistenza italiana, ha agito per amore di un’umanità libera rifiutando le imposte identità nazionali. Lo stesso spirito ha animato quei militanti accorsi in ogni parte del globo nel dopoguerra, dall’America Latina all’Asia, fino al Rojava, convinti che bisognasse stare dove vi era più urgenza. In un’epoca segnata dal cieco nazionalismo e dal razzismo di Stato, è doveroso ricordare chi, mosso dal principio di fratellanza rivoluzionaria, ha attraversato i confini per combattere dalla parte giusta della storia.
L’internazionalismo resta, ieri come oggi, il punto cardine di chiunque voglia cambiare davvero la società e costruire l’unica nazione per cui valga la pena donare la propria vita: quella degli oppressi.
Trovate “Rivoluzione senza confini”, di Andrea Governale e con la prefazione di Alessandro Orsetti, seguendo il link nel primo commento.